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REGIONE VENETO: BRACCONAGGIO DILAGANTE E AUTENTICO FARWEST

IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE VICENTINE, A SEGUITO DELLE SEGNALAZIONI RICEVUTE, DALLE PROPRIE GUARDIE ZOOFILE E DAI GUARDIACACCIA DELLA PROVINCIA,  DENUNCIA UNA INCESSANTE GUERRA CONTRO I PICCOLI UCCELLINI PROTETTI RESI CACCIABILI DA UNA LEGGE DELLA REGIONE VENETO, CHE STA'  GENERANDO UN BRACCONAGGIO DILAGANTE E UN AUTENTICO FARWEST.

Le guardie zoofile vicentine di E.N.P.A., L.A.C. e L.I.P.U. hanno operato nel finesettimana scorso settantasei controlli su altrettanti cacciatori nella zona pedemontana e vallata dell'agno, al momento della verifica tutti i fermati  avevano abbattuto degli uccelli protetti, Fringuelli, peppole o pispole in unità variabili da due a dodici. Solo tre di questi, avevano segnalato nell'apposito cartellino regionale, abbattimenti di queste specie nei precedenti 20 giorni di caccia, non solo,  ma il caso ha voluto che due cacciatori controllati giorni prima e trovati con uccelli protetti abbattuti, siano stati oggetto di nuova verifica nella zona della ca'vecia, e incredibilmente avevano omesso anche quella segnalazione.

Ha dichiarato Eros Battaglia guardia zoofila : I cacciatori sanzionati si sono giustificati con la "dimenticanza" altri a cui gli si chiedeva spiegazioni sulla mancanza di annotazioni, nonostante tutte le uscite, mettevano in campo la sfortuna. Qualcuno, ritengo un po' più sincero, ha osservato che  segnalare  le specie protette è solo una rottura di scatole e controproducente, in quanto devi mandare la scheda in provincia ecc.ecc. inoltre, ho avuto purtroppo, la netta sensazione, che tra i cacciatori ci sia un ordine silente in questo senso.  

Ha aggiunto Renzo Rizzi portavoce del coordinamento protezionista :  negli ultimi dieci giorni nell'alto vicentino è stata una sparatoria continua, tanto che alcune  armerie della zona hanno esaurito le munizioni ,  è in atto una carneficina incontrollata di uccelli protetti in migrazione, una cosa che non sarebbe tollerata,  se  fossimo in una regione normale ed equilibrata nei confronti dei cittadini e dell'ambiente.

 Abbattere degli uccelli protetti dalle legge nazionale ed  Europea, grazie a una legge regionale che sfrutta il capoverso di un articolo della direttiva comunitaria che sostanzialmente dice, è possibile la deroga alle specie protette per la caccia ai fini ludici, in piccole quantità e sotto rigidi controlli.

La legge regionale 13/2008 sulle deroghe non prevede i controlli necessari, ne dei limiti giornalieri equilibrati, per fare un esempio,  sostituiamo i sessantamila cacciatori Veneti con altrettanti lupi, descrivendo il contenuto della legge : "Cari lupi, vi è data la possibilità di andare nei boschi a predare cerbiatti, però attenzione è una specie protetta, per esigenze di conservazione bisogna limitare il prelievo, per cui, non potete mangiarne più di dieci al giorno e  non più di cinquanta durante tutti i tre mesi di caccia.

Dovrete inoltre due volte al mese segnalare alla provincia tramite apposite schede,  quanti cerbiatti avete sbranato, poiché esiste un limite  massimo a livello regionale, che non può superare i 25.000 capi".

Il lupo che non è un cretino fa un po' di conti e si dice; ma qui, se segnalo che ogni giorno mi pappo i dieci cerbiatti dopo una settimana "la mensa chiude", inoltre, se segnalo che ho mangiato anche solo dieci cerbiatti,e i gli altri sessantamila amici lupi fanno altrettanto, la mensa chiude comunque, perché superiamo il limite regionale in un sol giorno, visto che non sono controllato, anzi, ho il libero arbitrio, meglio lasciare perdere doveri di legge!

Questo in effetti è quello che si verifica nella realtà, la legge in questione prevede dei limiti giornalieri altissimi, non prevede l'obbligo di immediata segnalazione, per cui non si possono garantire i necessari controlli, questo sta spingendo la stragrande maggioranza dei cacciatori a compiere gravissimi atti di bracconaggio. La legge sulle deroghe è illegittima, fondata su parametri gonfiati a dismisura per abbattere più animali possibili, ora anche il TAR del Lazio lo ha sancito, lo stesso ha anche rimandato la legge alla corte costituzionale, sollevando non pochi dubbi di correttezza istituzionale. Infatti,  questi atti vengono normalmente ufficializzati tramite delibera regionale, il nostro solerte governo regionale,  per blindare un provvedimento illegittimo, in questa materia promulga  leggi, togliendo così la possibilità di ricorrere all'ultima spiaggia della democrazia, il ricorso al TAR di pertinenza. Dimostrando così ancora una volta, di essere al servizio della ricca e potentissima  lobby venatoria, che con i suoi sessantamila cacciatori risulta godere in proprio di un bene indisponibile dello stato, di  tutti i favori possibili, non esclusi ingenti finanziamenti a fondo perduto, sia regionali che provinciali, a dispetto della democrazia e degli altri milioni di " veneti polentoni".

Portavoce c.p.v. Renzo Rizzi 348 9952822