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MCCAIN O OBAMA? UE, CHIAVE E' MULTILATERALISMO

Martino Rigacci

(ansa.it) McCain o Obama? L'Europa aspetta il responso degli elettori americani, ma intanto cerca di mettere a punto la propria politica estera in vista dell'arrivo del nuovo inquilino della Casa Bianca: e in questa nuova era 'post-Bush' vuole più multilateralismo e una maggior cooperazione nei principali dossier internazionali.

 "Siamo pronti ad aprire un nuovo capitolo nelle relazioni Ue-Usa, i nostri rapporti saranno basati sul multilateralismo", ha sottolineato il ministro degli Esteri francese e presidente di turno Ue, Bernard Kouchner, al termine di una riunione informale dei ministri degli Esteri organizzata a Marsiglia proprio a ridosso del voto Usa, e mentre da Bruxelles piovono le stime sul momento nero dell'economia dei 27. Kouchner ha sottolineato come sia "la globalizzazione, sia la crisi ci chiedono di cambiare", ricordando che il multilateralismo prevede che non ci sia un solo soggetto a decidere ma che siano i partner a dare via libera, insieme, alle decisioni nei principali scenari e crisi internazionali: "Con gli Usa non saremo partner solo sulle questioni che ci riguardano, ma su tutto", ha precisato.

 "Abbiamo bisogno di cambiare per riequilibrare il mondo", ha poi aggiunto. Incontrando la stampa, il ministro Franco Frattini ha rilevato come l'Ue continui "a considerare gli Stati Uniti quale primo partner internazionale. Pensiamo che su tutti i grandi dossier della politica internazionale, l'Europa debba parlare con una voce sola e debba coordinarsi con gli Stati Uniti". Frattini ha quindi sottolineato alcune grandi tematiche che, con l'arrivo del nuovo presidente Usa, saranno al centro dei rapporti tra il vecchio continente e Washington. Uno dei primi terreni di confronto, e di collaborazione, sarà quello della riforma della "struttura del G8", tema sul quale la futura presidenza italiana del gruppo organizzerà un incontro all'inizio del 2009. Su questo stesso fronte, c'é poi la questione della riforma "degli organismi finanziari internazionali, dell'Onu e della Wto".

Senza dimenticare, d'altra parte, le complesse crisi internazionali, per esempio quelle del Pakistan o dell'Afghanistan, "forse oggi l'area regionale più delicata del mondo", ha indicato Frattini, definendo "strategica l'idea italiana di preparare un 'esercizio' del G8 centrato proprio sulla stabilizzazione di quell'area". Altra "pista di lavoro" transatlantica dei prossimi mesi sarà quella di una sorta di 'area Schengen' tra Ue e Usa, uno "spazio comune di circolazione delle persone", che mantenga ben stretti i controlli anti-terrorismo ma che nel contempo affronti la questione "delle forti restrizioni" esistenti oggigiorno su questo fronte. Sul tavolo dell'informale, i ministri hanno trovato un documento di lavoro di 6 pagine, testo che sarà presentato al prossimo presidente degli Stati Uniti. Il documento descrive i quattro temi principali su cui l'Europa chiede l'immediato impegno Usa: Afghanistan, le relazioni con la Russia, la pace in Medio Oriente e la riforma degli organismi multilaterali. Tutte tematiche che Frattini ha definito "le grandi sfide" del futuro: sia per l'Ue sia per gli Usa.

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