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La vita sta cambiando pelle

Cuccioli dell’EST

La nuova frontiera dell'illegalità. Il Codici: «Chiediamo i danni ai commercianti senza scrupoli»

(DIARIO DEL WEB) Sempre più persone in Italia scelgono di condividere la propria casa con un cane, i dati Eurispes parlano in fatti di oltre 7.000.000 esemplari.
Quella che dovrebbe essere una felice e gioiosa scelta, sempre più spesso però si tramuta in un vero e proprio incubo. Dietro il cucciolo che scodinzola nella vetrina di un negozio, si nasconde troppo spesso una storia fatta di illegalità. La tratta dei cuccioli dell'Est comprende un traffico senza pietà che vede lo sfruttamento dei cani adulti usati come riproduttori automatici di cuccioli, e degli stessi cuccioli che affrontano viaggi in condizioni estreme durante i quali oltre la metà trova la morte. I «fortunati» che arrivano nei negozi sono spesso malati, o quantomeno presentano disturbi comportamentali dovuti al distacco prematuro dalla madre. «Ci capita sempre più spesso di avere a che fare con persone che oltre al dolore per la perdita del cucciolo acquistato, ci riferiscono di aver speso somme ingenti sia per l'acquisto che per le cure dell'animale»dichiara Valentina Coppola responsabile ambiente del CODICI.

«L'ultimo pochi giorni fa per un cucciolo morto di Parvovirosi solo 3 giorni dopo averlo acquistato e dopo averlo portato in ben due cliniche per tentare di salvarlo».Il Centro per i diritti del cittadino, Codici, «dopo ripetute segnalazioni da parte di cittadini che chiedevano ai negozianti il rimborso delle spese veterinarie dovute alle cattive condizioni dei cuccioli acquistati», ha predisposto una rilevazione ed ha riscontrato che nella città di Roma, su 10 grandi catene di Pet Shop prese ad esame, nessuno dei cani proposti era in possesso di un pedigree che certificasse la nascita in Italia. «Il problema del traffico illegale di animali dall'Est è una vera piaga, con un giro d'affari di oltre 300 milioni di euro, spiega la responsabile Ambiente del Codici- i cittadini sono attratti dal costo minore dei cuccioli e non sanno che spenderanno cifre considerevoli per le cure veterinarie e che alimentano il mercato illegale. Al momento dell'acquisto è indispensabile controllare i documenti dell'animale e chiedere quale sia l'allevamento di origine.
«Nel caso si sia incappati in questo angoscioso problema»spiega Coppola, «invito i cittadini a contattarci al sito www.codici.org potremo così coadiuvarli in un'azione risarcitoria che spero aiuti a scoraggiare i negozianti senza scrupoli». 20 NOVEMBRE 2008