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La vita sta cambiando pelle

STRAGE DI BALENE

no caccia balene(ANSA) ROMA - La caccia alle balene, un vero e proprio bollettino di guerra: in 18 anni gli arpioni giapponesi hanno ucciso settemila balene: una al giorno. E dall'Antartide arrivano i racconti di chi ha visto da vicino cosa significa veder morire questi giganti buoni.

"Un'agonia che può arrivare anche a 50 minuti", ha detto Caterina Nitto, la skipper milanese di 33 anni, che in Antartide guida i gommoni di Greenpeace per sfondare la linea di caccia delle baleniere e da poco rientrata in Italia. Per l'ultima campagna di caccia è tempo di bilanci.

Quest' anno, forse per la prima volta, il Giappone ha interrotto in anticipo la stagione per un grave incendio che è scoppiato a bordo della nave officina della flotta baleniera giapponese, Nisshin Maru, che ha causato un morto nell'equipaggio, un macchinista di 26 anni.

La nave è rientrata in porto a Tokyo nelle scorse ore. Il bottino parla di 508 balene (505 balenottere minori e tre balenottere comuni) contro un piano che prevedeva l'uccisione di 860 esemplari (850 balenottere minori e 10 balenottere comuni). In arrivo in Giappone direttamente dall'Antartide c'é la nave Esperanza di Greenpeace che intende lanciare proprio da Tokyo una grande campagna di informazione. Ma non ci sarà Caterina Nitto, tornata in Italia dopo aver trascorso questi ultimi mesi in Antartide per cercare di sfondare la linea di caccia delle baleniere. Caterina è alla sua seconda campagna contro la caccia alle balene e ha visto da vicino gli orrori di questa strage che per Greenpeace resta "incomprensibile" visto che "non ha dato nessuno dei risultati scientifici dietro cui è stata mascherata". "Tutte le balene uccise mi colpiscono", ha detto Caterina Nitto.

 "L'arpione è carico di dinamite. Se l' arpione - ha raccontato l'attivista - viene sparato nel cervello la balena muore immediatamente ma è rarissimo che venga colpita esattamente in un punto vitale, spesso viene colpita sulla schiena o sulla coda e allora si sfoderano i fucili. Ma la balena finisce sotto la prua della nave, si ribalta e la testa va sott'acqua. E si va avanti così anche a lungo". "Più di una volta - ha detto ancora Caterina Nitto - ho visto balene completamente squartate resistere anche 40-50 minuti. E' veramente un'agonia".

 Per la skipper quest'anno c'é un nuovo fatto decisivo per fermare la flotta baleniera giapponese: "L'incendio sulla Nisshin Maru - ha detto Caterina Nitto - è l'ennesima prova che non deve più andare in Antartide. Non è la prima volta che succede un incidente a bordo della nave dove vengono macellate le balene. Oltre al danno ambientale per la caccia, si è rischiato un altro grande rischio ambientale, quello dello sversamento di idrocarburi". La prossima tappa di Greenpeace la campagna di informazione: "A bordo - ha detto Nitto - avevamo attivisti giapponesi e molti non sapevano nemmeno che il Giappone caccia le balene".

Ma la carne la mangiano? "Non la mangiano più. Si mangiava nei periodi di crisi ma ora la caccia massiva non ha più senso e arricchisce solo poche persone". Ora l'obiettivo è rivolto alla riunione della Commissione baleniera internazionale (Iwc) la cui sessione plenaria si svolgerà a fine maggio ad Ancorage, in Alaska. La battaglia sarà tra l'altro proprio "la validazione del piano giapponese di caccia - ha detto Alessandro Giannì, responsabile mare di Greenpeace - stiamo facendo i conti ma molti paesi amici delle balene si sono messi in regola con i pagamenti Iwc ma l'Italia deve assumere un ruolo più attivo nel senso di fare pressione su questi Paesi amici".