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“PORTE CHIUSE NEI SEMINARI PER I MALATI DI OMOSESSUALITÀ”

Documento vaticano: Chiesa vigile sulla moralità dei preti

(ilpadano.com, 31 ottobre 2008) Città del Vaticano - La Santa Sede tiene alta la guardia sull'omosessualità: dopo gli scandali della pedofilia che hanno avuto per protagonisti alcuni preti indegni in vari paesi del mondo, la Chiesa vigila sulla moralità e sulle tendenze di chi vuole diventare sacerdote. Un documento vaticano pubblicato dalla Congregazione per l'Educazione cattolica, intitolato "Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio", chiude le porte dei seminari a chi manifesta tendenze contronatura. L'omosessualità, anche se non praticata, viene bollata come una deviazione che esclude dalla vita consacrata. Il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l'Educazione cattolica, illustrando il nuovo documento ha spiegato che l'omosessualità "è una deviazione, un'irregolarità, una ferita per poter esercitare il sacerdozio, che consiste anche nell'essere un padre spirituale e nel sapersi relazionare con gli altri".

GRAVI IMMATURITA'. Se le innaturali tendenze omosessuali "non possono essere curate" gli aspiranti sacerdoti devono essere "dimessi" dai seminari. "Il cammino formativo - si apprende nel testo - dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità di affrontare realisticamente, se pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate)".

IMPEDIMENTO. "Lo stesso - continua - deve valere anche nel caso in cui risultasse evidente la difficoltà a vivere la castità nel celibato, vissuto come un obbligo così pesante da compromette l'equilibrio affettivo e relazionale". Inoltre, in un altro passaggio, il documento avverte che "non basta accertarsi della capacità di astenersi dall'esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l'orientamento sessuale". Per la Chiesa, insomma, l'omosessualità resta una malattia, per quanto psichica e morale, che costituisce un impedimento grave al sacerdozio.

FREUD. Subito dopo la presentazione del documento, le organizzazioni omosessuali, con in testa il capo di Arci Gay Franco Grillini, hanno protestato accusando la Chiesa di "razzismo". In realtà la Santa Sede si è mostrata perfettamente in linea non solo con la dottrina cattolica, ma anche con quella dei padri fondatori della psichiatria che, a partire da Freud, consideravano l'omosessualità come una malattia mentale da curare. La stessa Organizzazione mondiale della sanità inseriva l'inversione sessuale nell'elenco delle patologie umane, almeno sino agli anni Settanta quando la lobby omosessuale, che negli Usa muove milioni di voti, impose una nuova "verità" ben poco scientifica.