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La vita sta cambiando pelle

Luce dona alle menti ...

Sole e cielo azzurro. Metereologicamente un giorno come tanti. Sentimentalmente la Vigilia di Natale. Se mi guardo intorno vedo esaltare il consumismo, la banalità, il superfluo. I regali. Il cenone. Gli abiti eleganti. Oltre ad una simbologia ovunque che... poco ha in comune con lo "spirito e la sacralità" che il momento dovrebbe avere. Ricche e sfarzose luminarie occhieggiano in ogni via. Corteggiano i lampioni. Nell'aria qualcosa di magico. Ma sa di artefatto. Di costruito. Di falso. Di innaturale. Gli altoparlanti di un piccolo discount di periferia diffondono sottovoce... in sordina quasi... musiche natalizie e tradizionali canti della mia infanzia.
Mi tornano alla mente... un presepe costruito con statuine di creta. Casette in miniatura coloratissime. Poi gli animali. La capanna. La stella. I Magi. E un abete. Sì un grande abete accanto al camino. Addobbato con caramelle, cioccolate, mandarini, fili di arachidi, palle di vetro fragili e colorate, nastri dorati. E sermoni recitati da noi ragazzi in casa e nelle chiese. Con le mani giunte. Serii. Compìti. Rispettosi. Davanti a quel Bambinello... spoglio ... povero... indigente. Simbolo dell' Amore. Di un  Amore che ci avrebbe salvato. Tutti. Ma destinato ad essere vilipeso... calpestato... irriso... offeso. Dai più. Da molti. Da troppi. Mi soffermo a fantasticare. In religioso, devoto silenzio. Stare insieme... parlarsi... comunicare... apprezzare le piccole cose... Erano valori. Erano cose importanti. Assimilo quella musica che colora l'aria di antico intorno a me. Sono morbidamente lambita. Catturata. Impressionata. Poi il ricordo sbiadisce. Scolora. Si invola. Mi allontano furtiva prima che qualcuno, accanto a me, possa scorgere una lacrima che, piena di rimpianto e commozione... scende a rigarmi il viso.

Mara