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OBAMA DAY: AMERICA HA ATTESE ENORMI MA PROMETTE PAZIENZA

Marco Bardazzi

(ansa.it) WASHINGTON - Barack Obama si appresta ad aprire la propria presidenza in mezzo ad aspettative stratosferiche, ma l'America che spera in risultati epocali promette anche di essere paziente. I sondaggi sono concordi nell'indicare che il 44/o presidente si mettera' al lavoro con attese che hanno pochi precedenti, e nello stesso tempo suggeriscono che gli americani sono disponibili ad aspettare anche un paio d'anni prima di vedere risultati reali.

Una raffica di rilevazioni compiute dagli istituti specializzati in giro per il paese in vista dell'Inauguration Day, mostrano che per quasi l'80% degli americani Obama eredita una nazione che e' in condizioni peggiori di come il suo predecessore, George W.Bush, la trovo' nel 2001. Due terzi degli americani interpellati da New York Times e Cbs sono convinti che la recessione in corso durera' piu' di due anni.

E un biennio di tempo e' quello che gran parte degli americani dicono di voler concedere a Obama per cambiare le cose sui tre fronti sui quali il nuovo presidente ha fatto le promesse piu' impegnative: economia, riforma della sanita' e fine della guerra in Iraq. Obama puo' contare su un patrimonio di consenso enorme e in crescita.

L'84% degli americani, secondo CNN-Opinion Research, approvano il modo con cui il vincitore delle elezioni ha gestito gli oltre due mesi della transizione e la squadra di governo che ha creato. Gli incidenti di percorso, come la rinuncia di Bill Richardson alla nomina a ministro del Commercio e la scoperta che il prossimo ministro del Tesoro, Timothy Geithner, ha un problema di tasse arretrate, non hanno minimamente intaccato il consenso per Obama: il 79% degli americani, per Nyt/Cbs, si apprestano ad assistere alla cerimonia inaugurale ottimisti sui prossimi quattro anni.

Le enormi aspettative, ovviamente, sono un rischio per Obama, che fin dalla notte della vittoria a Chicago ha cercato di riportarle nell'alveo della ragionevolezza. Di fronte al fenomeno di una larga fetta di americani che sembra pronta a scolpire il suo volto sul Monte Rushmore prima ancora che abbia cominciato a governare, Obama ha lanciato un chiaro invito a raffreddare le aspettative nella giornata di sabato, parlando a 40.000 persone a Baltimora in una tappa del viaggio in treno.

 Dopo aver descritto il compito che lo aspetta, il presidente eletto ha aggiunto che occorre riconoscere che ''sfide di questa enormita' non saranno risolte velocemente: ci saranno false partenze e ostacoli, frustrazioni e delusioni. Io faro' qualche errore e saremo tutti chiamati a mostrare pazienza, anche nel momento in cui agiremo con furiosa urgenza''.

La pazienza non sembra mancare agli americani, secondo i sondaggi. E un'apertura di credito emerge, dalle rilevazioni, anche da parte delle 58 milioni di persone che il 4 novembre non hanno votato per Obama, ma per John McCain. Una larga fetta di elettorato repubblicano descrive ora il presidente eletto come politicamente moderato e pragmatico e la percentuale complessiva degli americani che dipingono Obama come un 'liberal' e' scesa dal 57 al 40% in poco piu' di due mesi.

 Il gioco delle aspettative ha condizionato anche la preparazione del discorso inaugurale al quale Obama, con i propri collaboratori, lavora da settimane. Parlando alla Nazione e al mondo martedi' dal palco allestito di fronte al Capitol, Obama dovra' toccare tutte le corde giuste per ispirare un paese depresso, ma senza illuderlo. E non e' quindi un caso che uno dei temi principali del discorso, come ha anticipato oggi il portavoce di Obama, Robert Gibbs, sara' un invito al senso di responsabilita' di tutti.