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IRAN: 30 ANNI RITORNO KHOMEINI, AHMADINEJAD RIPETE LA SFIDA

Alberto Zanconato

(ansa.it) TEHERAN - La rivoluzione iraniana "non è ristretta ai confini" del Paese, ma si rivolge a "tutte le nazioni". Lo ha detto riferendosi in particolare ai movimenti anti-israeliani nella regione, il presidente Mahmud Ahmadinejad in occasione del 30/o anniversario del ritorno in patria dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, che portò alla vittoria della rivoluzione islamica. Recandosi con tutto il suo governo al mausoleo del leader della rivoluzione, subito dopo la visita della Guida suprema, ayatollah Ali Khomeini, Ahmadinejad ha colto l'occasione per lanciare un messaggio alla nuova amministrazione americana. Il presidente Barack Obama, ha affermato, "non deve cercare di ingannare" il mondo con "cambiamenti di facciata".

"I cambiamenti - ha aggiunto - devono essere strutturali ed essenziali". Ahmadinejad aveva già risposto, in un discorso pubblico tenuto mercoledì, alle promesse aperture di dialogo di Obama, affermando che Teheran pone come condizioni, tra le altre, la fine di ogni sostegno Usa ad Israele e il ritiro delle truppe americane da tutto il mondo. Le nuove affermazioni confermano che i tentativi di dialogo fra Teheran e Washington dovranno superare ostacoli non facili. Anche perché la Repubblica islamica conferma di non essere disposta a rinunciare facilmente al suo ruolo di sponsor delle milizie che in Medio Oriente sono in prima linea contro Israele. In particolare l'Hezbollah libanese e l'Hamas palestinese. A testimoniarlo è anche la presenza a Teheran per questo anniversario di Samir Kantar, un miliziano libanese rilasciato dalle prigioni israeliane nel luglio dell'anno scorso nell'ambito di uno scambio di prigionieri fra lo Stato ebraico e l'Hezbollah. La Repubblica islamica dell'Iran, ha detto Kantar all'agenzia Irna, è "un simbolo della resistenza contro l'imperialismo americano e il suo alleato, il regime sionista". Anche l'ex presidente pragmatico Akbar Hashemi Rafsanjani, che ha tenuto un'orazione al mausoleo di Khomeini dopo quella del nipote del fondatore della Repubblica islamica, Seyed Hassan Khomeini, ha sottolineato che "i popoli del Libano e di Gaza hanno seguito la via della rivoluzione islamica per ottenere le loro vittorie" contro le truppe israeliane. Il ritorno di Khomeini dopo 15 anni di esilio, nel 1979, portò dieci giorni dopo alla caduta dell'ultimo governo nominato dallo Scià Mohammad Reza Pahlavi, quello di Shapur Bakhtiar, e alla nascita della Repubblica islamica. Come ogni anno, stamani le campanelle delle scuole e le sirene delle navi e dei treni hanno suonato alle 09:33, l'ora in cui l'ayatollah atterrò all'aeroporto internazionale Mehrabad di Teheran a bordo di un aereo dell'Air France che lo riportava in Iran. Un migliaio di membri delle forze armate ha dato vita ad un corteo di moto lungo il percorso che dall'aeroporto va al cimitero di Behesht-e-Zahra, nel sud di Teheran, dove Khomeini tenne il suo primo discorso dopo il rientro.