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La vita sta cambiando pelle

IL PENDOLARE

Si schiudono come bocche di leone
le mattine con l’odore forte del caffè per le strade
e con la veloce dispersione del tepore della notte.
 
Il mormorio crescente di un treno che giunge alla stazione
con il carico di carne che sale e scende
In-stancabilmente

La sciarpa rossa struscia  sul velluto sintetico della carrozza tre
e si confondono le pieghe della giacca dei pantaloni in uno
sfondo senza bellezza ne grazia.

Passano cinesi con le calze bianche
e il vociare infastidente delle senegalesi
Stride
 
più delle rotaie in questa carrozza di seconda che sa di corpi consumati dal tedio.
Le cime innevate degli Appennini giocano a bloccare l’aria di quel mare
che canta come la cetra di Dio al di la delle  vette.

Lo sciame di altre mattine, di altri visi, di giornali abbandonati
di pendolare umanità
Precipita
in petto con la cadenza ritmica di un ricordo indefinito.

Maria Elena Mozzoni