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La vita sta cambiando pelle

BARACK OBAMA PRESIDENTE DEL POPOLO DELLA RETE?

OBAMA WIRE PRESIDENT

Il popolo della Rete deve darsi una sua credibile rappresentanza politica con cui percorrere insieme il lungo cammino dell'autodeterminazione democratica. Penso che Obama sia uno dei pochi politici in grado di esserlo. E' necessaria una netta demarcazione col passato, con chi pensa di governare o fare opposizione, peggio ancora, delineare il futuro di un Paese senza conoscere le logiche della nuova civiltà derivante dalla rivoluzione digitale! Condividete la proposta?
Luigi Boschi

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Rappresentanza politica

Carissimo, sollecitato provo a risponderti brevemente. Tu mi chiedi un parere su qualcosa che non conosco, o di cui conosco soltanto i primissimi rudimenti elementarissimi, l'uso della rete. In proposito non potrei che dire stupidaggini, per cui mi astengo dal dire la mia sull'argomento uso della rete, perché a livello psicologico per me è un altro pianeta. Dirò invece qualcosa sulla rappresentanza, che è un argomento antico almeno quanto le civiltà. E qui non può che parlare soprattutto l'anarchico. Sinceramente, molto sinceramente, e forse un po' ingenuamente, per quanti sforzi faccia non riesco a capire cosa possa servire una "rappresentanza politica", come mi sembra la chiami tu, del popolo della rete. Rappresentanza dove? In quale ambito, politico ovviamente? Quali compiti le verrebbero assegnati? Quali poteri di manovra avrebbe e perché e per chi? Non sono domande banali, almeno non le ritengo tali, visto che sono irrisolte almeno da quando ci se le pone. Soprattutto nell'oggi, quando le forme della rappresentanza politica, in ogni campo e in ogni dove, sono state sistematicamente svuotate di contenuti e possibilità, almeno dal punto di vista di una rappresentanza che non voglia essere solo di facciata. Quando nel medioevo, mi sembra Marislio da Padova, ma poi anche Bodin, cominciarono ad analizzare i problemi politici della sovranità, della titolarità e della rappresentanza, rispetto a quest'ultima in particolare avevano idee molto più chiare di oggi: una rappresentanza non poteva essere tale che attraverso un mandato, non vago, ma specifico, quindi non poteva che comprendere la revocabilità se il mandato non veniva rispettato. La rappresentanza veniva concepita come il superamento del potere sopra omnes e sopra omnia. Oggi la delega politica è solo e soltanto delega di potere, se rappresenta qualcosa rappresenta soltanto la quantità degli elettori che hanno scelto il presunto "rappresentante", non certo le loro idee (mandati ovviamente non se ne parla - è per quello che possono fare promesse che poi non mantengono). la cosiddetta rappresentanza contemporanea si è metamorfizzata in una pura designazione di potere, per cui viene data una delga in bianco a degli uomini, che poi decideranno senza aver più nessun controllo reale da parte di chi li ha eletti. Col sistema mediatico la situazione è ulteriormente aggravata, perché tale sistema funge da mezzo di imbonimento e rincoglionimento delle menti e delle coscienze, per cui si elegge neanche più l'uomo, la persona, ma l'immagine che viene conculcata. La rappresentanza politica oggi è una truffa con tutti i carismi e le aggravanti del controllo mediatico. Serve solo a confondere le idee e a creare dei servi mentalmente e psicologicamente. Non parlarmi perciò di rappresentanza politica perché la ritengo uno dei maggiori nemici della emancipazione e del riscatto umanistico.

Per quel poco che ho capito, la rete offre e contiene possibilità di autogestione su un piano paritario, attraverso una rete che ha tutta la possibilità di diventare ecologica nella ramificazione della sua complessità. L'intromissione di forme del potere politico vigente, come, appunto, la rappresentanza, nei termini come oggi è concepita e vissuta, vorrebbe dire innestare una bomba che distruggerebbe tali potenzialità. Liberiamo la rete, finché siamo in tempo, dalle possibilità di ingerenze che non potrebbero che essere dilanianti e distruttive. Per ora mi fermo qui e un abbraccio di libertà. Andrea Papi    

Civiltà digitale

Grazie del tuo commento.
Una breve mia replica alle tue osserrvazioni:

  • L'obiettivo indicato è l'autodeterminazione democratica. Quale il percorso? Occorrono persone che abbiano maturato la coscienza e il carisma. Stante la natura dell'attuale contesto non credo che questo obiettivo di autoderminazione sia perseguibile se non attraverso il cambiamento proposto dal "grande stile della società della tecnica guidata dalle scienze moderne, dalla filosofia e dalla poetica". E' la società della tecnica che sta facendo crollare tutti i tasselli dell'era industriale e dei servizi. L'organizzazione sociale digitale insiste sulla logica neuronale che non è la stessa cosa di quella lineare analogica!
  • Vorrei evitare, vista la facilità con cui uomini e donne della prepotanze periodicamente insidiano la Rete che qualcosa in tal senso avvenisse. E se fino ad oggi non è accaduto è perché ci sono interessi di gruppi di potere economico e politico mondiale che al momento lo impediscono, altrimenti lo avrebbero già fatto.
  • Il digitale ha in sé la filosofia del personal e quindi della valorizzazione individuale e della collettività collegata e cooperante. E' necessaria però la consapevolezza dei mezzi e la conoscenza delle logiche che sottendono la civiltà digitale e della tecnica. Mai prima d'ora c'era stata una collettività mondiale così tecnicamente collegata. Il popolo della rete deve darsi una dimensione politica che non è e non può essere ridotta all'"l'amministrazione dei luoghi!!!"
  • Io credo che oggi sia necessaria una rottura, una demarcazione con il territorio e con il passato. La Rete non ha spazi geografici... e la cultura del territorio ha sempre prodotto sangue!
  • Sono anni che non mi sento più rappresentato politicamente e di questa accozzaglia di predatori non so cosa farmene... ma dai predatori bisogna sapersi difendere.
  • La dichiarazione di Tremonti di affidare il controllo delle banche alla BCE è la testimonianza del fallimento dello Stato! (vedi mio articolo).

Ciao con affetto un abbraccio. Luigi

Non capisco

Non capisco l'inutile battibecco con i grillini. E' ovvio che Obama è stato il primo pesidente che ha usato la rete, ma è altrettanto ovvio che solo con la rete non sarebbe andato lontano. La situazione americana è disperata, e quella italiana seguirà a breve: è assolutamente necessario che dalla rete si riesca a creare una nuova aggregazione politica, e l'esperienza americana la terrei presente, ma nel cassetto. Troppe differenze culturali. Se c'è da lavorare per un progetto di nuova aggregazione politica io ci sono, perché lo penso da tempo, ma lasciamo fuori cose che ci complicano solo la vita. Obama, che fa parte di un altro pianeta, e Grillo - l'unico che potrebbe creare una nuova aggregazione politica - e che si guarda bene dal farlo. Questo, la dice lunga sul personaggio. Lavoriamoci su, senza preclusioni e senza schemi preordinati. Ciao Carlo Bertani

Redazione Beppe Grillo

Pubblico il commento ricevuto dalla redazione del blog beppegrillo.it alla proposta OBAMA WIRE PRESIDENT che avevo postato come commento alla lettera di Beppe Grillo: Lettera ad un ragazzo del 2009

Carissimo,

Tutta la stima per la tua iniziativa e l'entusiasmo che leggo in essa..ma mi domando

Come si fa ad abbracciare un modello di Presidenza che e' appena iniziata, come si fa ad abbracciare un sistema di Paese di cui conosciamo MOLTO di inutile, e pochissimo di VERO..

Io vedrei, se quel modello di Presidenza e' sulla lista dei tuoi favoriti, di sollecitare un bel Forum di discussione

Il Trauma NON troppo bene narrato (e MAI ABBASTANZA ed in PROFONDITA') del nostro Paese, e' l'aver perso la seconda guerra mondiale..i Trattati firmati da fuggitivi e tutto il resto assume una luce molto diversa

C'e' un gigantesco lavoro da fare sulle azioni iniziate da Grillo, e tu mi proponi una FUGA molto cara (ALLORA) agli stretti collaboratori del NANO-SYSTEM (tm) di adesso...?

Credo che si debba essere comicamente seri..e sopratutto, alla Beppe Grillo

Buona Navigazione

Ed . Commentatore certificato 13.03.09 14:35  

Disdicevole!

Rispondo da qui perché nel vostro blog non è possibile replicare.

Non ho parlato di abbracciare un modello di Presidenza!!! Perché cercate di manipolare quel che dico? E' disdicevole!!!

Io ho proposto un sondaggio "Barack Obama wire president" perché è stato il primo politico, divenuto Presidente USA, che ha creduto nella Rete! E ha praticato la logica di fare politica in Rete e continua a farlo. E in America si dirà, aldilà delle scelte di governo, il prima e dopo Obama.

Non vedo personalmente altri, menchè meno in Italia, in grado di avere questa credibilità! E il popolo della Rete ora ha bisogno di politici così!... non solo di comici professionisti o da avanspettacolo.

Altri nomi e proposte fatele! E sarà indubbiamente interessante aprire un forum di discussione. Il sondaggio aperto ha questo scopo: iniziare una discussione politica vera che vada oltre le scelte amministrative locali, ma che sappia avere e dare una visione della civiltà digitale. Non si può essere e restare in balia di un Magistrato, di una ex soubrette o di un politico che della logica della rete pensa sia la fantasia dei collant della sua amante.

La dietrologia che permea la vostra risposta è deludente! Non vorrei che il vostro interesse di spettacolo e di botteghino venisse prima dell'interesse collettivo. In questo modo, seguendo la vostra volutamente manipolata risposta, siete voi che divenite paladini del "sistema nanistico" perché nella vostra satira e nel vostro agire lo perpetuate. Mentre io ne demarco la rottura!

Voi fuori dal sistema!!... Ma va là! Un po' quel che è successo con Telecom... Non è vero Casaleggio?

Saluti
Luigi Boschi

invito alla lettura

Obama picks RIAA's favorite lawyer for a top Justice post

http://news.cnet.com/8301-13578_3-10133425-38.html

In questo articolo apparso su CNET ci sono alcune info interessanti su Barak Obama e i suoi rapporti con la RIAA. Piuttosto che Obama, presidente della rete, meglio i ragazzi del partito dei pirati svedesi, che adesso siedono al parlamento europeo, direi storicamente. Ovviamente questo è come la penso io, saluti!

scusate non ero loggato

Antonio

colella@techXarmada.net (al posto della X c'e' un "meno" , "-"), altrimenti i bot mi spammano all' infinito

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