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CAMERA, GOVERNO BATTUTO SULLE ESPULSIONI SCONTRO NELLA MAGGIORANZA

(ansa.it) ROMA - Governo battuto nell'Aula della Camera sul decreto legge sicurezza. L'Assemblea di Montecitorio ha approvato a scrutinio segreto gli emendamenti del Pd e dell'Udc al decreto che sopprimono l'articolo del testo sull'esecuzione dell'espulsione degli immigrati. Il relatore Caterina Lussana (Lega) ha chiesto la sospensione immediata dell'esame del provvedimento.

Gli emendamenti identici di Pd e Udc miravano alla soppressione dell'articolo 5 del decreto legge, che aumentava a 180 giorni il tempi di permanenza nei Cpt degli immigrati. Gli emendamenti sono passati con 232 voti a favore, 225 contrari e 12 astensioni. La votazione si è svolta a scrutinio segreto su richiesta dei gruppi dell'Udc, del Pd e dell'Idv; alcuni deputati dipietristi si sono astenuti: le lucine bianche sul tabelloni di voto si sono illuminate in bianco. Contro gli astenuti ci sono stati aspri contrasti dai vicini deputati dei Pd. Alla proclamazione del risultato della votazione l'opposizione ha esultato. "E' una vittoria del Parlamento e della sua serietà", ha detto Pier Ferdinando Casini.

COTA: LEGA NON PARTECIPA A VOTO DECRETO
La Lega non parteciperà al voto sul decreto sicurezza del governo. Lo ha annunciato il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Cota ai cronisti in Transatlantico.

LEGA: ALMENO 20 PDL CON OPPOSIZIONE, E' TRADIMENTO
"Sicuramente c'é un certo sentimento di sorpresa e questo c'é apparso come un tradimento anche perché guardando i numeri, con almeno 20 persone del Pdl che hanno votato con l'opposizione, non si tratta di casi isolati ma di una decisione politica". Così il deputato della Lega Marco Reguzzoni commenta quanto accaduto in aula sull' emendamento soppressivo dell'allungamento della permanenza nei Cpt al dl sicurezza. "Per questo - aggiunge - abbiamo abbandonato l'aula". Dopo la votazione tutti i deputati della Lega sono usciti visibilmente arrabbiati e tesi dall'Aula urlando "ora basta!" e inveendo contro i colleghi della maggioranza. In seguito, per fare una valutazione su quanto accaduto, si terrà una riunione del gruppo del Carroccio.

GOVERNO BATTUTO, 83 PDL NON VOTANO
Quando il Governo è stato battuto sul decreto che contiene le norme contro la violenza sessuale e non più quelle relative alle ronde, non hanno votato 44 deputati del Pdl e tre della Lega. Sempre del Partito delle libertà risultavano, invece, in missione in 39 e in otto del Carroccio. Per quanto riguarda l'opposizione, nell'Idv hanno disertato il voto in quattro, mentre uno risultava in missione. Per il Pd quelli in missione erano sei e i non partecipanti al voto 38. Sul fronte Udc cinque la assenze e due le missioni.

CASINI: SU EMENDAMENTO CIE IMPORTANTE VITTORIA
"E' una importante vittoria parlamentare, perché tanti nella maggioranza hanno scelto la strada di esprimere un voto in libertà". Così il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha commentato il voto sull' emendamento che riguarda la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione, nell'ambito del decreto sulla sicurezza che è all'esame dell'aula della Camera. Casini ha giudicato un positivo segno di libertà il fatto che alcuni esponenti della maggioranza abbiano votato a favore dell' emendamento dell' opposizione.

GOVERNO VA SOTTO, MA META' IDV SI ASTIENE
Il Governo è andato sotto sulla votazione di un emendamento al decreto del Governo che non contiene più la norma che disciplina le ronde, ma metà dei deputati dell'Italia dei valori, invece di votare contro il testo insieme al Pd, si sono astenuti. Tra i dipietristi che hanno deciso di astenersi ci sono il capogruppo Massimo Donadi, la tesoriera Silvana Mura, Antonio Borghesi, Gabriele Cimadoro, David Favia, Ignazio Messina, Carlo Monai, Giovanni Paladini, Federico Palomba e Ivan Rota. L'Idv si era associato in extremis alla richiesta di votazione segreta sull'emendamento, avanzata da Udc e Pd e concessa dalla presidenza della Camera in quanto relativo all'articolo 13 della Costituzione. Al momento del voto, mentre tutte le lucine del tabellone di voto si coloravano di azzurro, quelle relative ai banchi dell'Idv diventavano bianche: segno che quesi deputati si stavano astenendo. A quel punto, sono iniziate forti contestazioni dai banchi del Pd. "Che fate? Votate rosso!", ha urlato Gianni Vernetti ai suoi vicini di banco dipietristi. In effetti, a votazione aperta qualche deputato dell'Idv ha deciso di passare dall'astensione al voto.

L'IRA DELLA LEGA: SU DL SI POTEVA METTERE FIDUCIA
"Quello lì ha messo la fiducia su tutti i decreti che ha voluto e poi su questo ha preferito evitare". Il deputato leghista che grida questa frase in Transatlantico subito dopo la votazione del decreto che ha visto il governo battuto in Aula viene subito zittito da Andrea Gibelli. Ma la rabbia dei deputati del Carroccio è davvero evidente. "Almeno 20 persone del Pdl hanno votato contro l'opposizione. Non si tratta certo di casi isolati, ma di una scelta politica ben precisa", dice Marco Reguzzoni ai giornalisti. Non appena il governo è andato sotto sul decreto che conteneva la legalizzazione delle ronde, tutti i deputati leghisti sono usciti dall'Aula e hanno fatto capannello in Transatlantico parlottando tra di loro e accusando gli alleati di "tradimento". Ma la rabbia è evidente anche contro il governo che ha deciso di non mettere la fiducia sul provvedimento che conteneva la legalizzazione delle ronde e che ora affronta la permanenza degli stranieri nei Cie e misure anti-stupro.

GOVERNO GIA' BATTUTO A SENATO SU STESSA NORMA CIE
 E' la seconda volta che il governo viene battuto in Parlamento sempre sulla stessa norma: quella che ha l'obiettivo di prolungare la permanenza nei Centri di identificazione e espulsione (Cie) degli immigrati clandestini. Al Senato era successa esattamente la stessa cosa: la norma che tentava di prolungare da 60 a 180 giorni la permanenza degli stranieri nei Cie, contenuta allora nel disegno di legge sicurezza, venne 'cassata' in aula a Palazzo Madama con voto segreto. La Lega, in particolare il ministro dell'Interno Roberto Maroni, decise di riproporre la stessa misura in questo decreto del governo, che è ora all'esame dell'aula della Camera. E, per la seconda volta, sempre con voto segreto, il tentativo di allungare i tempi di permanenza nei Cie è stato respinto. Parte della maggioranza ha infatti votato insieme all'opposizione a favore dell'emendamento soppressivo di questa norma presentato dal deputato del Pd Gianclaudio Bressa. Irrilevante è risultata invece l'astensione dell'Idv.


MARONI FURIBONDO: 1.038 IN LIBERTA', CHIEDO CHIARIMENTO A BERLUSCONI
"Sono furibondo per la bocciatura alla Camera della norma sull'allungamento della permanenza nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione): ora il 26 aprile dovremo rimettere in libertà 1.038 clandestini". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in una conferenza stampa al Viminale. "Domani mattina chiederò chiarimenti al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e chiederò anche se intende attivarsi per reintrodurre la norma al Senato". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, commentando la bocciatura oggi alla Camera della norma che prevede il prolungamento del tempo di permanenza nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione).
A Berlusconi, ha spiegato il ministro, "chiederò anche se la politica di rigore che noi stiamo attuando è ancora la politica della maggioranza, perché oggi é stato dato il segnale opposto, visto che a votare insieme all'opposizione - ha aggiunto - sono stati esponenti del Pdl, voglio sapere se questi fanno ancora parte della maggioranza". "Voglio anche sapere - ha proseguito Maroni - se ci sono i tempi per rimediare al Senato, ma voglio dire a Berlusconi che la Lega ha già dato: chiederò il suo impegno personale, affinché dal 20 al 26 aprile (data in cui decade il Dl) si può ripresentare la norma. Tecnicamente i tempi ci sono, si potrebbe chiedere ai presidenti di Camera e Senato di non chiudere l'Aula la prossima settimana, facendo rinunciare a qualche giorni di vacanza ai parlamentari, in modo da poter concludere l'iter del decreto". Se non ci saranno queste garanzie, ha concluso, "mi regolerò di conseguenza".
VIA RONDE DA DL SICUREZZA, MARONI: UNICA SOLUZIONE PER APPROVAZIONE
ROMA - La decisione di stralciare la norma sulle ronde dal decreto legge cosiddetto antistupri è stata "sofferta, ma era l'unica soluzione affinché il provvedimento venisse approvato entro il 24 aprile, prima cioé che decadesse". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha concordato la decisione dopo aver sentito il premier Silvio Berlusconi.

"Sulla mia presenza ieri alla Camera per seguire il provvedimento - ha osservato Maroni - è stata montata una polemica inutile, perché io sono sempre comunque in contatto con Guido Bertolaso e il comando dei vigili del fuoco. Ho ritenuto doveroso essere presente in aula perché il provvedimento è importante".

Il ministro ha riferito di sapere "che ci sarebbe stato ostruzionismo da parte dell' opposizione ed è importante che il decreto diventi legge prima che decada, il prossimo 24 aprile. Mi sono reso conto - ha aggiunto - che l'atteggiamento ostruzionistico dell' opposizione avrebbe impedito l' approvazione del provvedimento nei tempi richiesti, perché la settimana prossima la Camera non si riunisce. Ho provato a cercare un accordo, una mediazione, ma mi sono reso conto che non c'erano possibilità". Quindi, ha proseguito, "ieri sera ho incontrato il presidente del consiglio e abbiamo capito che c'erano due opzioni: o chiedere la fiducia, ma con tempi difficili da rispettare, senza la garanzia che l'iter sarebbe giunto a conclusione, oppure fare un passo, non indietro, ma laterale, inserendo cioé la norma sulle ronde in un disegno di legge con la garanzia però che venga subito calendarizzato: è quanto chiederemo oggi in sede di conferenza dei capigruppo alla Camera".

Certo, ha ammesso il ministro, "io avrei preferito approvare il decreto legge così com'era, in modo che il fenomeno delle ronde venisse regolamentato, ma per senso di responsabilità ho cercato di evitare forzature con l'opposizione e la norma verrà comunque approvata, anche se in tempi più lunghi".


LA RUSSA A LEGA: NO GIOCO A CHI PIU' ARRABBIATO
"Stiamo indagando in tutte le direzioni. Io non escludo niente, ma nessuno scagli la prima pietra". Così scherza il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, con chi gli chiede le ragioni del voto di questa mattina, quando alcuni deputati della maggioranza si sono espressi a favore di un emendamento dell'opposizione contro l'allungamento dei tempi di permanenza nei Centri di identificazione e di espulsione.

"Non capisco l'atteggiamento di chi gioca a fare il primo della classe o a chi è più arrabbiato - dice La Russa - Non imputo la responsabilità ai vertici della Lega, ma agli amici della Lega dico che non facciano lo stesso con i vertici del Pdl". "Bisogna condannare i 12 scemi che hanno votato con l'opposizione - aggiunge il ministro - Ma come non escludo che possano essere stati del Pdl, così è possibile che alcuni nella Lega abbiano votato a favore per poter protestare meglio". "Comunque condanno - ha ribadito La Russa - chi nel Pdl se la prende con la Lega, pensando che ci possa essere stato un deliberato autogol, per poter protestare meglio".


VIA NORMA RONDE
Il governo ha accettato di eliminare dal dl sicurezza le norme sulle ronde duramente contestate dall'opposizione. L'accordo è stato raggiunto nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio.  Soddisfatta l'opposizione, che interromperà il suo ostruzionismo, consentendo di dare il via libera al testo a Montecitorio entro la giornata di oggi.
 
Da punto di vista tecnico, la norma sulle ronde verra' eliminata dal decreto o con un emendamento soppressivo del governo o con uno dell'opposizione su cui il governo rendera' parere positivo. Quelle norme verranno molto probabilmente inserite in un disegno di legge di cui il governo chiedera' l'esame quanto prima gia' nella riunione dei capigruppo prevista per questo pomeriggio.

''Quando prevalgono la saggezza e la ragionevolezza non vince nessuno ma sono tutti a vincere'', spiega il capogruppo del Pd Antonello Soro. ''Siamo molto soddisfatti - sostiene Michele Vietti (Udc) - che il governo abbia cambiato parere su una nostra proposta molto ragionevole. Grazie al nostro ostruzionismo salta un macigno e ora siamo impegnati nell'accelerare l'esame del testo''.

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