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La vita sta cambiando pelle

NAPOLITANO FESTEGGIA MONTALCINI, VALORIZZARE TALENTI

Alberto Spampinato

(ansa.it) ROMA - Per una volta Giorgio Napolitano ha usato il 'Salone delle Feste' del Quirinale per organizzare una vera festa in onore di "una cara amica, una grande donna di scienza e di esemplari virtù civili", Rita Levi Montalcini, che compie cento anni tondi. "Ha illustrato la patria per altissimi meriti e ha dimostrato un profondo attaccamento all'Italia", ha detto il capo dello Stato, regalandole una medaglia d'oro coniata per l'occasione.

Fra gli invitati c'erano le alte cariche dello Stato, due premi Nobel (Carlo Rubbia e Aaron Ciechanover), alcuni scienziati, illustri estimatori, fra cui l'ex premier Romano Prodi, due presidenti emeriti della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2001 la nominò senatore a vita. Sul grande schermo un filmato realizzato dalla struttura Rai Quirinale ha mostrato immagini della lunga vita della Montalcini fin da ragazza, poi ricercatrice perseguitata dal fascismo in quanto ebrea, poi in America, nel 1986 a Stoccolma per ritirare il premio Nobel per la Medicina, e così via.

 "E' un gigante dell'ingegno, del pensiero, della speranza del progresso del genere umano", ha detto Lamberto Maffei, vice presidente dell'Accademia dei Lincei. Le ricerche che sta tuttora conducendo a Roma presso i laboratori dell'Ebri, che lei stessa ha fondato, ha aggiunto, fanno nascere speranze per la cura del'Alzheimer, ci sono stati già esperimenti positivi sui topi cavia. Poi Napolitano ha pronunciato il suo elogio appassionato, commosso, motivato. Anche lei si è commossa, ma non per questo ha rinunciato a prendere la parola. Quando la "grande donna di scienza " si è alzata ed è andata al microfono, è apparsa minuscola, fragile, elegantissima. Ha parlato a braccio cinque minuti. Ha ringraziato in particolare Napolitano, al quale ha tributo ammirazione, e Ciampi che "nominandomi senatore del mio paese - ha detto - mi ha conferito l'onorificenza più alta alla quale potessi aspirare". "Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso".

 "E' una fortuna per me incredibile - ha concluso - essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma - ha detto fra gli applausi - restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori".

 "Cara amica - ha detto Napolitano le rivolgo auguri ammirati e affettuosi per il traguardo dei 100 anni che lei ha raggiunto e per il modo in cui l'ha raggiunto. Non è stato un puro dono della natura e della provvidenza ma il frutto del suo invincibile amore per la vita e della sua disciplina di vita, della sua ininterrotta operosità, della molteplicità e del fervore dei suoi interessi scientifici, culturali, sociali. Contiamo ancora su di lei per valorizzare i nostri giovani talenti".

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