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La vita sta cambiando pelle

VIA LIBERA DA CDM A DECRETO LEGGE ANTI-CRISI

(ansa.it) ROMA - 'Organizzazioni internazionali, stampa, opposizioni, i ''signori'' che, ''sulla base di quello che gli dicono i loro uffici studi'' diffondono ogni giorno paura, panico, e pessimismo sono quelli ai quali ora ''dovremmo davvero chiudere la bocca'': Silvio Berlusconi e' determinato e sferra un nuovo affondo, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, per illustrare il nuovo pacchetto di misure anti-crisi varato dal governo, ribadendo la convinzione che ormai la crisi economica sia ''eminentemente psicologica''.

Una linea che il premier assicura portera' anche al tavolo del G8. Il pensiero corre al Governatore di Bankitalia Mario Draghi che ieri ha annunciato un ulteriore peggioramento della crescita (con un Pil che, se va bene, alla fine dell'anno calera' del 5%, ha detto). Ma il presidente del Consiglio non fa nomi. ''Un giorno si' e uno no - dice - le organizzazioni internazionali escono e dicono che il deficit e' al 5%, che i consumi sono calati del 5%; crisi di qui, crisi di la', la crisi ci sara' fino al 2010, la crisi si chiudera' nel 2011... Insomma, un disastro''. Per carita', afferma Berlusconi, parlano sulla base di quello che gli dicono ''gli uffici studi'', ma cosi' ''facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo''. Fiducia che e' invece uno dei pilastri fondamentali sui quali costruire la ripresa, e' il ragionamento: i cittadini non devono tagliare i consumi, gli imprenditori non devono smettere di giocare il ruolo propulsivo che hanno a partire dagli investimenti in pubblicita'. L'unica pubblicita' che invece e' giusto minacciare di cancellare e' quella ai giornali catastrofisti.

''L'ho gia' detto - puntualizza Berlusconi - e non e' uno scandalo''. Il premier di un'altra cosa e' comunque convinto, che gli italiani siano con lui: ''ci hanno votato e continuano a darci consenso nonostante tutti i miasmi, le calunnie e i veleni che tentano di lanciarci addosso per sommergerci''. Un feeling dovuto anche all'azione del governo in questo primo anno, spiega il presidente del Consiglio. ''Io credo che gli italiani ci premino perche' rispettiamo gli impegni assunti, questa e' la vera moralita' che abbiamo portato nella politica''. Ultimo esempio e' proprio il decreto legge approvato oggi dal Cdm con misure concrete a sostegno dei lavoratori e delle imprese. Un'operazione che fa meritare ai ministri Tremonti e Sacconi (seduti accanto al premier nel corso della conferenza stampa) i complimenti ''affettuosi'' in diretta: ''Il decreto nasce con l'accordo delle parti in causa'', dice con orgoglio Berlusconi e ci permette di guardare ''al domani - assicura - perche' e' un decreto di spinta all'economia'' e che fa si' che finalmente ''la mano dello Stato sulle imprese si alleggerisca''.

VIA LIBERA AL DECRETO ANTICRISI
(di Francesco Carbone)

ROMA - Via libera del consiglio dei ministri al decreto anticrisi che contiene fra le varie misure anche - spiega il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - un ''cadeau'' e ''interventi spintanei'' per le banche. Un 'pallino' quello del ministro per le banche che strappa anche una battuta al premier, Silvio Berlusconi: ''non ce la faccio piu'...non so cosa fare per frenare questa cosa del ministro Tremonti verso le banche''. Interviene in conferenza stampa anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che spiega che l'ampliamento della platea della social card non e' nel decreto perche' si puo' intervenire in via amministrativa e che per quanto riguarda l'aumento dell'eta' pensionabile per le lavoratrici del pubblico impiego sara' avviato un confronto con i sindacati.

Tremonti illustra il provvedimento iniziando dal lavoro: ''Presentiamo un testo che contiene un vero e proprio premio per l'occupazione''. Poi le banche: il decreto ha ''un buon impatto non solo per chi ha rapporti con le banche, a partire dalle famiglie, ma anche il mondo bancario che condivide questo intervento perche' anticipa quello che avrebbero fatto nel mercato''. ''Noi - ha detto il ministro parlando delle commissioni bancarie - abbiamo deciso di farlo in modo 'spintaneo'. Avere un buon rapporto con la banca e' interesse della banca stessa. Quindi aiutiamo le famiglie ma anche lo stesso settore bancario con livelli per le commissioni accettabili per tutti''.

Poi il 'cadeau': il decreto contiene ''un incremento della svalutazione fiscale dei crediti che entrano in sofferenza, che passa dalla 0,30 allo 0,50%. Non credo che le banche conoscano questa misura, gliela potete segnalare come un cadeau''. Tra gli interventi dei quali Tremonti parlato anche la 'Tremonti-ter' (sara' possibile detassare al 50% gli investimenti fatti per l'acquisto dei macchinari ammortizzabili) ed e' inoltre prevista la ''riduzione dei costi per le imprese che consumano molta energia e le famiglie''. Arrivano anche 5 miliardi per accelerare i pagamenti 'lumaca' della pubblica amministrazione. Il ministro per il momento non fornisce cifre (''stiamo verificando'') ma spiega: ''il cdm - dice - ha deciso la concentrazione di tutte le risorse a Palazzo Chigi''.Il ministro poi conferma che non c'e' la norma sullo scudo fiscale (''stiamo vedendo cosa fanno gli altri paesi'') ed e' invece presente nel testo definitivo la norma per lo slittamento della class action. Insomma per Tremonti ''il governo ha fatto la sua parte, adesso sono le imprese che possono fare la loro e anche le famiglie''.

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, promuove 'a meta'' il decreto: ''il nostro giudizio e' complessivamente positivo, alcune richieste degli imprenditori sono state accettate. Sono misure non risolutive, bisognera' fare ancora di piu'''. E anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, sottolinea come molti dei provvedimenti approvati oggi vadano ''nella direzione che la Cisl ha sostenuto in questi mesi per favorire l'ancoraggio dei lavoratori alle proprie aziende''. Meno convinto Guglielmo Loy della Uil: bene l'urgenza, ma non convince il meccanismo della premialita' per chi non licenzia. ''I veri temi di fondo dell'emergenza non sono stati affrontati'' dice il segretario confederale Cgil, Fulvio Fammoni mentre per Renata Polverini si tratta di ''un primo passo'' e non c'e' risposta sui redditi.