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SARDEGNA, CAMPAGNA DI RIDUZIONE CINGHIALI

Troppi cinghiali, una problematica reale di sovrappopolamento evidenziata anche dal numero considerevole di danni alle colture dei terreni limitrofi al parco e dall'incremento degli incidenti stradali. Concluso il primo piano di riduzione dei cinghiali in Sardegna. Coldiretti: è allarme in molte Regioni.

(anmvioggi.it  30-06-09) Il primo piano di riduzione dei cinghiali nel Parco Regionale di Porto Conte con l'Assessorato Regionale alla difesa dell'ambiente, la Provincia di Sassari, l'Ente Foreste della Sardegna, il Corpo Forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna e i servizi veterinari Asl 1.

Può dirsi senz'altro positivo il risultato raggiunto dalla prima campagna di riduzione dei cinghiali nel parco regionale di Porto Conte. I dati conclusivi delle 47 giornate di cattura spalmate nei mesi di aprile e maggio scorsi hanno portato alla riduzione di 142 capi di cinghiale che sommati ai 14 abbattuti con l'ausilio dei cacciatori e la supervisione del corpo forestale nelle aree limitrofe al Parco si arriva a 156 capi complessivi.

Tutti i dettagli della campagna di riduzione degli ungulati nell'area protetta di Porto Conte sono stati illustrati nel corso di un incontro informativo svoltosi nei locali di Casa Gioiosa, venerdì scorso, alla presenza dei rappresentanti di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel progetto. Il primo piano di riduzione dei cinghiali infatti è stato concertato dal Parco Regionale di Porto Conte con l'Assessorato Regionale alla difesa dell'ambiente, la Provincia di Sassari, l'Ente Foreste della Sardegna, il Corpo Forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna e i servizi veterinari Asl 1.

Un piano piuttosto complesso nella sua redazione e che ha goduto dell'avvallo scientifico del Dipartimento di Zoologia dell'Università di Sassari prima e dell'Istituto nazionale di fauna selvatica oggi compreso nell'Ispra. La gestione operativa del piano è stata gestita in maniera diretta dagli operai e tecnici dell'Ente Foreste della Sardegna che hanno individuato i siti di posizionamento delle gabbie, le hanno allestite , hanno foraggiato i siti e curato giornalmente i prelievi e le consegne.

Il tutto coordinato dai tecnici del Parco di Porto Conte, la supervisione dei veterinari e delle guardie forestali. Uno staff tecnico dunque composto globalmente sul campo da 10 persone. «Tutto è partito da un preliminare censimento avviato nel maggio 2008 dall'Università di Sassari - ha spiegato il presidente del Parco di Porto Conte Antonello Usai - che ha confermato una problematica reale di sovrappopolamento e l'esigenza di provvedere ad una riduzione. Un abbondanza di cinghiali peraltro evidenziata anche dal numero considerevole di danni alle colture dei terreni limitrofi al parco e dall'incremento degli incidenti stradali».

I costi degli indennizzi alle colture e agli automobilisti coinvolti nei sinistri stradali causati dai cinghiali hanno annualmente una voce di spesa a sei zeri, hanno evidenziato i tecnici regionali e della provincia di Sassari che hanno riferito come non fossero più rinviabili azioni di prevenzione e riduzione degli ungulati. I capi di cinghiali in aderenza alle direttive della direzione generale dell'Assessorato regionale all'ambiente sono stati consegnati a cinque aziende aggiudicatarie in possesso di regolari centri polifunzionali di macellazione.

Le normative in materia sanitaria e movimentazione di animali selvatici sono molto rigide hanno aggiunto i veterinari dell'Asl1 ecco perché si è scelto di limitare al minimo gli spostamenti e favorire una macellazione immediata. Una parte dei cinghiali inoltre è stata donata alla mensa Caritas di Alghero e tra gli aggiudicatari figurava anche la comunità terapeutica "Primavera".

Appare chiaro è stato evidenziato a conclusione dell'incontro che tale pratica andrà ripetuta annualmente in quanto i cinghiali hanno un indice di crescita di circa il 150% e quindi per tenere sotto controllo la popolazione sarà sempre necessario provvedere ad una riduzione utile a mantenere l'equilibrio ecologico. «A breve inoltre - ha concluso il presidente del Parco di Porto Conte Antonello Usai - verrà redatto un apposito regolamento per la gestione dell'intera fauna selvatica al fine di codificare un percorso per i prelievi, monitoraggi e ricerca scientifica».

E dopo il cinghiale morto nel naviglio di Milano, Coldiretti parla di "allarme" per la presenza di animali selvatici come i cinghiali che stanno mettendo a rischio la vita quotidiana delle persone da Milano a molte altre Regioni italiane con ripetuti casi di incidenti stradali, allevamenti decimati, migliaia di campi con i raccolti distrutti da gruppi di cinghiali guidati da animali fino di oltre 150 chili di peso che arrivano fino dentro le case.