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La vita sta cambiando pelle

CONSIDERAZIONI A MARGINE

Lettera a Cesare Azzali Direttore generale UPI (Unione Parmense Industriali)

Guarda cosa ha fatto la "Gazzetta di Modena"!! Noi invece a Parma investiamo in rotative!! E se vai a vedere il sito della "Gazzetta di Parma"... una vera pagina europea dell'innovazione! Cosa si sarebbe potuto fare e avere qui a Parma se mi aveste ascoltato e sostenuto 12 anni fa!! Avremmo, credimi, un centro di eccellenza nell'editoria digitale. Quale città della cultura digitale sarebbe stata oggi Parma se si fosse creduto nel progetto "Digitalcity" (1999)  a cui avevano aderito e partecipato studiosi da tutto il mondo e De Kerckhove aveva dato la sua disponibilità per lo  sviluppo della rete e del pensiero connettivo urbano? Invece si andrà a ruota di altri! Perché coltivare qui qualcosa quando si può comprare fuori dopo? E si lascia che le potenzialità locali muoiano, che i saperi si deprimano o si adattino alla decadente e non certo strategica economia locale! Come la definiresti tu una classe dirigente che oggi si riempie la bocca dell'innovazione digitale e non ha fatto nulla, anzi si è adoperata per impedirne lo sviluppo? Perché valori di innovazione collettiva sono stati brutalmente e senza ragione boicottati?
Tu forse non conosci questo profondo dolore che io oggi provo! Tu forse non sai cosa è l'umiliazione sociale e culturale! Tu forse non sai cosa significa subire un danno esistenziale!

Una breve nota europea: per quel che ho sentito ieri (17/05/2007) all'Auditorium Paganini in occasione dell'incontro per celebrare il 50° anniversario dei Trattati di Roma, beh si poteva fare in videoconferenza!
Sinceramente deludente sia nei contenuti, sia come modalità di interazione e modello di relazione con la città. Basta con questi incontri confezionati con relazioni paludate senza un vero dialogo! 
Forse l'interesse è stato solo per una élite nei rapporti personali preferenziali o per la gestione di affari. Perché più che un summit, per quel che ho sentito di scontato, è stato un de profundis!
Però i cittadini pagano per questa principesca burocrazia che gli assorbe tutto!
Credimi sono sconcertato. Cosa pensi sia rimasto nella testa degli studenti? Nella mia poco! Ma io non faccio testo! Quando ho mai detto qualcosa che valesse la pena ascoltare?
Non parliamo poi delle scolaresche, giusto un riempitivo.
PARMA EUROPEA? Solo un cartello!
E' interessante vedere come la città ha partecipato numerosa alla cultura europea. Come è attenta! Quanti imprenditori? Quanti docenti? Quanti manager? Quanti professionisti?
Eppure quanti di questi li ritrovi nei vari raduni della stupidità!!
Il segnale è grave, però voi fate finta di niente, tanto si va "avanti" con o senza la gente...e qualcuno parla "ripartiamo dalla gente!!" Già chi lo dice ha rivelato la sua nullità!
Quando vi accorgerete che questa finzione rappresentativa è devastante? E' umiliante per le persone che pensano! Volutamente costrette all'emarginazione.

Qualche pensierino per la valorizzazione del tessuto sociale riescono ancora a farlo lì nell'Unione dei prenditori? O è in scena l'arte del massacro cerebrale fossilizzata all'interesse personale? Dopo il "muggito del mondo" certi poltroni riservati di prima fila riescono ancora a guardarsi allo specchio? L'esercizio economicamente premiante del consumo inutile nella società della spettacolarizzazione integrata è sufficiente? E' dalla scomparsa di Pietro Barilla che arrancate nella deriva del senso!
Ma sì, chi se ne frega dell'alcol, della coca, della miseria, della depressione, dell'inutilità in cui sono costretti a vivere molte persone! E si vorrebbe poi la "sicurezza" producendo la "coltura" della violenza! Ogni tanto un po' di carità per scaricarsi il peso...e vai! Oliare le ruote a chi è a voi funzionale!
Una economia di rendita senza un progetto futuro? Fin che la barca va! Perché occuparsi poi dell'economia delle conoscenze? E' stato preferibile sostenere l'impresa della finanza creativa! Il distretto ladroalimentare! Le devastanti produzioni di derivazione animale!

Di fronte a questo spettacolo, credimi non riesco ad andare oltre lo sconforto. E' questo il migliore dei miei sentimenti! Sai quante volte non avrei voluto avere queste radici? Purtroppo ce le ho. Non per niente ben due miei avi hanno fondato la vostra Unione!

Un saluto, deluso e amareggiato, per quanto si sarebbe potuto fare e non è stato fatto, per voluta negligenza e ignoranza, non per mancanza di mezzi! E così si persegue ancora in una prassi ormai desueta e deprimente. Il gap è etico prima ancora che culturale. Eppure basterebbe poco per liberare la creatività e le potenzialità represse: ma non lo si vuole perché destabilizza! Potrei sapere, Cesare, qual è oggi il pensiero illuminato che apre e guarda al futuro del potere che rappresenti? Con la franchezza di sempre.

Luigi Boschi

(Parma, 18/05/2007)

 

Innovazione

E' che si pretende che all'innovazione concorrano gli stessi protagonisti di un sistema che non è interessato all'innovazione ma alla conservazione dell'attuale e della crescita incontrollata di quanto già prodotto. Sia esso pane, carne, fucili, alcool, droga, auto, giornali. Tutti prodotti. Tutti da replicare, vendere, eliminare quando invenduti.
A Parma sono 3 anni che è nato un piccolo portale informativo che coinvolge ogni giorno oltre 3.000 utenti unici, in continua crescita, autofinanziato.
Gli utenti internet se ne accorgono, se ne accorgono i surfers e i giornalisti all'estero, ma chi potrebbe dare una spinta seria al progetto lo snobba in attesa che si muovano "i soliti". Per poi gridare allo scandalo quando "i soliti" lo estromettono.
Non mi pare sensato chiedere di muoversi a coloro che potrebbero solo cancellare le residue speranze di un'informazione web corretta e mai di parte e sempre pronta a mettersi in discussione.
Il sistema, in quanto tale, non innova mai se stesso. E' la regola per sopravvivere. Al più si potrebbe mascherare da innovatore, inglobando veri innovatori che "proni" potrebbero essere utili alla causa. Finita "l'innovazione": tanti saluti.
Ciao
Francesco

Eretti o proni?

Il suo pensiero estremamente semplicistico e riduttivo impone una risposta. Se è vero, come è vero, che lo stesso produce se stesso, è altresì vero che se non ci fossero stati nella storia momenti di rottura col passato e con i sistemi esistenti saremmo ancora all’età della pietra. E anche la rivoluzione digitale è da considerare tale. Questi momenti sono stati caratterizzati da singolarità o micro gruppi che hanno cambiato la storia, hanno cambiato l’interazione collettiva, le modalità di convivenza!

La classe dirigente di un paese, di un luogo ha il dovere, non la facoltà di aprire al futuro! Ancor di più quando queste tendenze sono promosse e convalidate da studiosi di tutto il mondo. Se non lo si fa come spesso capita, compiacenti pure, troppo spesso gli intellettuali, il Paese prende un declino inevitabile, l’economia del luogo diviene ripiegamento nostalgico, la rotta della società un declino crescente e diviene sempre più difficoltoso il cambiamento, se non per collasso, ed è ciò che sta succedendo in Italia. Se non vi fosse il paesaggio e l’eredità delle bellezze storiche non so cosa si potrebbe salvare!

Se lei oggi si dedica al lavoro digitale lo deve ad antesignani come anche il sottoscritto che in questa realtà chiusa di Parma hanno avuto il coraggio di investire se stessi, risorse culturali ed economiche in questa sfida dei tempi...e continuano a farlo. Quando lei aveva otto anni (1988) io consegnavo su dischetto un esecutivo monografico in ambiente Mac a una multinazionale. Non ce n’erano molti in Italia. Operare in frontiera, lei dovrebbe sapere, è diseconomico nel breve, non è come operare nel già noto! I risultati sono differiti nel tempo.

Se lei oggi può contare sull’autofinanziamento pubblicitario del portale, da lei citato, ciò non sarebbe stato possibile 12 anni fa. Eppure Parma poteva contare su due portali specializzati in contenuti nazionali (teatro e guida gastronomica online), referenziati ai primi posti su Altavista. Era allora, con basse barriere di entrata, che si doveva investire sul futuro, ma la classe dirigente lo ha impedito, anzi boicottato così come aveva già impedito lo sviluppo del terziario, di fatto a Parma inesistente. Eppure si investivano grandi risorse che venivano dirette a Milano o a Roma senza preoccuparsi dell’interazione cognitiva con il locale e il conseguente impoverimento sociale territoriale determinato da queste scelte nefaste. E un neonato non ha le forze per combattere le violenze dell’adulto.

Lei dovrebbe conoscere un po’ meglio la realtà storica della comunicazione a Parma prima di emettere sentenze, a mio avviso errate e mi permetta banali. Purtroppo però questa storia non è scritta, ma è nella memoria di chi l’ha vissuta e lei non può quindi conoscerla.

Il portale che lei cita come sa è partito da un giornale cartaceo a cui anch’io in piccolissima parte, ma per quel che potevo, ho contribuito con mie opinioni pubblicate e suggerimenti. Chieda pure a Boellis.

Per quanto riguarda l’informazione libera sul web, beh, se non ci fossero i blog e volonterosi l’informazione a mio parere è ancora troppo imbavagliata dalla pubblicità, da interessi incrociati, da giornalisti trascrittori di veline o sostenitori di fazioni. Faccia una semplice prova: guardi quanti miei articoli sono stati pubblicati sul suo portale, che li riceve, e li confronti con quelli pubblicati nel mio blog. Eppure ho toccato argomenti che hanno creato qualche sussulto politico, sociale e nei vertici di certe organizzazioni. Opinioni tra l’altro pubblicate in numerosi giornali online nazionali, ma forse non sono “in linea” con le scelte editoriali. Lo snobbare è una tipica pratica provinciale! Così come l'allinearsi ai poteri forti fino a perdere la propria identità

La cultura del vero è una strada difficile, resa impervia. Molti giovani pensano di essere eretti eppure sono proni senza saperlo. Fa meno male! (Parma, 03/06/2007)

Luigi Boschi

Retorica

Ma a parte riempire le mail di retorica e qualunquismo, non sai fare nient'altro?
Daniele Chiavelli

Talenti

Sai ognuno fa quel che può, lascio ai talenti come te far quel che conta.
Luigi Boschi

Insipienza

L’innovazione, l’Europa… tutta fuffa parolaia, un nulla decorativo funzionale alla conservazione. È tutto vero ciò che dici, ma c’è un rumore di fondo, un disagio diffuso…; anche gli industriali sono uomini, fanno parte di questa nostra società senza speranza, che non fa più figli, che non sa più educarli, che non pensa più al futuro. Per la prima volta nella storia i figli stanno lavorando ed hanno già sacrificato il loro futuro per i padri, splendidi cinquantenni in pensione…Mi pare più che altro insipienza.

F.T.

Condivido

CARO LUIGI,
HO LETTO LA TUA LETTERA. INUTILE DIRTI CHE TI CAPISCO E CONDIVIDO.
CRISTINA

Capitale umano

Caro Boschi,
questa volta ti rispondo.
Anche in altre occasioni le tue ‘considerazioni monografiche’ (es. in fatto di Teatro a Parma) mi avevano visto acconsentire a diverse tue osservazioni.
Anche in questo caso, riconosco che quanto affermi (su 12 anni fa) è vero … ti segnalo (oltre a Modena) a quanto si fa a Trento –una piccola città- in fatto di innovazione … vado domani al Festival dell’Economia che quest’anno affronta il tema del ‘capitale umano’: ma i politici di Parma sanno di cosa si tratta?
Ciao, Luciano