Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

PARMAMUSICFLOP!

ARCUS, PARMA CAPITALE DELLA MUSICA, FILARMONICA ARTURO TOSCANINI di Baratta... E IL GIOCO DELLE CARTE

Guardate cosa ne fanno dei finanziamenti pubblici i nostri gran cultori della musica. Poi non ci si lamenti dei costi delle masse artistiche: il vero costo sono le scatole vuote divoratrici di risorse per il nulla!

Vi racconto come si sono mossi i nostri al sentore di Arcus, lo strumento individuato dall'allora Ministro Lunardi per finanziare progetti culturali innovativi con interventi che si discostassero da quelli "ordinari svolti dalle pubbliche amministrazioni preposte al settore. Progetti "che assumessero carattere di effettiva innovatività e fossero in grado di fungere da volano e da moltiplicatore di ulteriori risorse; progetti e sviluppo sul territorio e nell'intero Paese".
Premessa lodevole, ma poi come la si declina? Male e vediamo perché.

Il 28 luglio 2004 veniva costituita con atto notarile la "Fondazione Parma Capitale della Musica". Il CdA era formato da: Elvio Ubaldi (Presidente), Alessandra Pellegrini (Consigliere Delegato), Paolo Baiocchi, Edmondo Barbieri Marchi, Paolo Francesco Lazzati, Luis Monreal, Alberto Scandolara, Fulvio Villa; Revisori: Alberto Piantella, Giuliano Chiari, Massimo Trasatti.
ARCUS erogava, come si evince dai documenti, 3.320.000 euro per il 2004 e 3.320.000 euro per il 2005. Il 2006 non veniva preso in considerazione anche se assegnato.
I fondi venivano subito impiegati secondo questo piano economico:
-120.000 Fondo dotazione; 200.000 costi di start up; 2.500.000 a sostegno della produzione lirica del Teatro Regio 2004/05/06; 1.000.000 a sostegno della stagione sinfonica 2004/05/06; 250.000 contributo all'attività musicale della Casa della Musica 2005/06; 150.000 contributo attività editoriale; 200.000 per attività di Pubbliche Relazioni; 1.000.000 per la campagna di comunicazione e promozione; 1.000.000 per la ristrutturazione dell'organico della Fondazione Teatro Regio; 220.000 3,3% per gli imprevisti. Totale 6.640.000 euro.

Pensate per tre stagioni liriche del Teatro Regio e quindi anche per il Festival Verdiano erano stati destinati solo 830.000 euro anno rispetto ai 3.320.000 dello stanziamento annuale Arcus ossia il 25%. Ma il dato più sorprendente è il 1.000.000 di euro destinato alla "ristrutturazione dell'organico della Fondazione Teatro Regio" e di cui comunque è in bilancio il costo di un primo acconto di 510.000 euro. Cosa si cela dietro questa voce? Certo poi che preventivare 1.200.000 euro come spese di comunicazione e pubbliche relazioni per questo gnigognago senza alcuna valenza a carattere internazionale, mi pare fuori misura. Si parla di 200.000 euro di start up, ma di che tipo? E il finanziamento della Casa della Musica? 150.000 euro per la produzione editoriale... Un piano economico insomma alla Bond Bidon!! Ogni luogo ha la sua specialità.

Ora andiamo sull'altra sponda.

Il 05 novembre 2004 si costituiva la "Fondazione Filarmonica Arturo Toscanini" con socio unico la "Fondazione Arturo Toscanini"; la si dotava di un fondo di 1.450.000 euro attraverso la cessione di un ramo di attività, quello della Filarmonica. Contestualmente si richiedeva e si otteneva da Arcus il finanziamento di 2.5000.000 per i successivi tre anni.
Il progetto di Baratta era quello di farsi finanziare l'orchestra a contratto diretta da Lorin Maazel che non era certo un progetto innovativo. La scatola della fondazione era così vuota che l'operatività della Filarmonica veniva mantenuta all'interno della Fondazione Toscanini. Perché? Si costituisce un nuovo soggetto giuridico per non renderlo operativo? Misteri euro musicali!
Le vicende si complicano e Baratta dall'alto dei suoi 22.580.856 euro di indebitamento (bilancio al 30/06/2005) di cui 11.803.733 verso banche, iniziava a sentire un po' di terre mobili sotto i piedi, ma confidava forse nel suo trentennio di intoccabile (Quali scheletri deve avere quel gran suonatore di trombone!). La sicumera era tale che riusciva a far fare nel 2005 un interessante investimento, con gli ultimi sprazzi del suo genio, su un terreno archeologico dove sorge un cinema (Multiplex- proprietà Cellie) coinvolgendo la Regione e il Ministero dell'Economia e Finanze con un contributo ministeriale di 550.000 euro (G.U 08/07/2005).[1]  

Perché si costituivano a Parma quasi contemporaneamente la "Fondazione Parma Capitale della Musica" con a capo il Sindaco e la "Fondazione Filarmonica Toscanini" dal cilindro di Baratta e De Rosa valletto presidente consenziente? Come mai due nuovi soggetti giuridici per l'attività musicale da sempre svolta nel Ducato? Nulla di nuovo.
Ehh! Ma perché Arcus richiedeva, come sopra descritto, l'innovatività del progetto. Non avendo nessun progetto innovativo, i nostri costituivano questi nuovi soggetti giuridici (Fondazioni!!) con iniziative che di nuovo non avevano nulla: la prima, il Festival Verdiano e l'attività musicale che già svolgeva la Fondazione Teatro Regio; la seconda, attività concertistica che già eseguiva la Fondazione A. Toscanini.
Pensate quali e quante cose si sarebbero potute fare, nell'ambito culturale, generatrici di un vero "volano di risorse"!!

La facciata giuridica però era nuova e consentiva forse il proseguo senza intralci dell'iter burocratico. Poi le buone relazioni con il concittadino Ministro Lunardi "facilitavano" di fatto la messa all'incasso dei contributi.
Si prospettava su Parma l'arrivo di 3.320.000 euro per 3 anni con "Parma Capitale della Musica" e 2.500.000 sempre per tre anni con la "Fondazione Filarmonica Toscanini". E questo avveniva nel 2005 con le prime tranche. Senonché nel 2006 Berlusconi perde le elezioni, Rutelli diventa Ministro alla cultura e visti i tagli che il Governo si avviava a fare, prima di erogare i finanziamenti Arcus, il Ministro chiedeva alla Corte dei Conti la verifica della corretta gestione della società, che ai più sembrava ridotta a finanziamenti discrezionali e non per meriti né per l'innovazione.
La Corte dei Conti dichiarò che l'attività svolta da Arcus era in contrasto con l'oggetto dello statuto e quindi furono bloccati i finanziamenti. In particolare recita la Corte: "L'azione della società si è progressivamente uniformata a quella di una agenzia ministeriale, con prevalente funzione integrativa dell'attività ordinaria del Ministero per i beni culturali non consentita dalle ridotte disponibilità di bilancio. E al di fuori delle procedure di garanzia previste per il potere di scelta, sostanzialmente rimesso alla discrezionalità dei Ministeri"

I nostri si trovarono, come si suol dire, in brache di tela!! Che già avevano speso se non promesso il budget plurimilionario a destra e a manca. Più che lirica e concertistica era la musica degli euro che interessava!
"Parma Capitale della Musica" iniziava a boccheggiare e diveniva l'opera buffa.
La "Filamonica A.Toscanini" messa all'asciutto anche dal subentro, nel 2005, a Baratta e De Rosa, di Roi che vedendo la situazione finanziaria, lascito della precedente gestione, incassava Arcus direttamente nella "Arturo Toscanini" che, come abbiamo detto, manteneva l'operatività amministrativa della Filarmonica.

Il 13 marzo 2007 veniva messa in liquidazione la "Fondazione Filarmonica A. Toscanini", ma non il suo marchio, che ha dovuto farsi riconoscere attraverso una causa giudiziaria con l'orchestra secessionista di Baratta, fondatore, dopo la cacciata, della Symphonica Arturo Toscanini.
Il 27 giugno 2008 seguiva la stessa sorte di messa in liquidazione la "Fondazione Parma Capitale della Musica".

Io mi chiedo se sia giusto creare costose scatole cinesi; sprecare le risorse in questa idiozia burocratica; trattenere risorse da dedicare all'oggetto da finanziare. Significativo per la sua pochezza, consentitemi, è il programma economico di Parma Capitale della Musica... e così per insipienza la Filarmonica con Maazel.
Le due Fondazioni "fantasma" sono la dimostrazione di come siano così simili il centro destra e il centro sinistra di fronte agli euro!! Uno spartito in cui la politica dà il meglio di sé.

Perché non mandate in onda il filmato di presentazione di Meli al Teatro Regio? Fatelo vedere ora con tutti quei sorrisini, ammiccamenti, quegli applausi dei cortigiani ignoranti alla risposta dell'unica domanda scomoda, la mia, e le banalità delle risposte del nuovo sovrintendente... (Meli atto III) fresco dalla cacciata dalla Scala di Milano e risorto nella terra dei non vedenti: quelli del prosciutto sugli occhi.
"Il rigore amministrativo sarà garantito da Carra"... si diceva... e sapevate già di quell'osceno, impresentabile piano economico alla cui vista mi sono sentito preso in giro come cittadino! Come persona! Una Vergogna!! Quella sì, caro Bergonzi, era una Vergogna!! Non mi ripeto per Baratta di cui ho scritto fin dal 2004 e che potrei eleggere a Padrino della "Musica del buco".

E mi dispiace che coinvolto ci sia, oltre a Baratta e De Rosa, anche Ubaldi, penso il miglior politico locale, ciò nonostante molto spesso da me contestato per certe scelte amministrative, e il tempo mi ha dato ragione... anche lui lo sa! Su quelle politiche (Rosa bianca), capita a tutti di inciampare.

Se nei budget culturali avviene questo, immaginatevi cosa succede nella gestione di opere pubbliche, nei grandi cantieri... E' la rovina della civiltà succube dei predatori. Non c'è scampo senza etica e coscienza individuale!

Ci sarebbe forse molto lavoro per la Procura... Ma avranno il tempo? La voglia? La microcriminalità cresce, la violenza pure e distoglie l'attenzione dal corpo grosso... e il banco vince sempre... o quasi se non è volutamente taroccato! La vita è divenuta una bisca con famelici giocatori in ansia da prestazione e politici riciclati e lottizzati nel ruolo di croupier ai banchi al servizio dei padroni del casinò.

La base di questa società è divorata dalla malafede! E' la banalità del male, come dice la Arendt "la mia opinione è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la "banalità"... solo il bene ha profondità e può essere integrale." (Parma, 14/07/2009)

Luigi Boschi


[1] Dalla Relazione sulla gestione bilancio 30/06/2005 Fondazione Arturo Toscanini
Fatti rilevanti avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio.
"Tra i fatti rilevanti della gestione occorre menzionare la trattativa riguardante l'acquisizione del Multisala Capitol Multiplex, individuato quale nuova sede per le attività orchestrali. La Regione Emilia-Romagna, in relazione all'impegno già assuntosi in passato di assicurare all'orchestra Toscanini una sede stabile dove svolgere le prove, si era dichiarata disponibile ad acquisire l'immobile dalla società venditrice e di conferire il relativo diritto d'uso alla Fondazione Toscanini. Questa operazione avrebbe consentito alla Fondazione stessa di capitalizzare l'equivalente valore attuale del diritto d'uso stimato in euro 3.000.000 circa.
E' da rilevare inoltre a questo riguardo che il Ministero dell'Economia e delle Finanze con provvedimento legislativo pubblicato in G.U. l'08/07/2005, ha assegnato, fra gli altri beneficiari, un contributo ministeriale pari a euro 550.000 alla Fondazione Toscanini finalizzato alla acquisizione/ristrutturazione della sede che ne aumenterà il proprio fondo di dotazione. La Fondazione in data 08 settembre, dopo aver chiesto e ottenuto il frazionamento dell'immobile di cui sopra, ha sottoscritto con la promittente venditrice un preliminare di compravendita riferito alla porzione stessa.
La trattativa per l'acquisizione immobiliare della restante porzione del fabbricato si è interrotta per la sopravvenuta conoscenza da parte della Regione Emilia-Romagna di un vincolo archeologico gravante sull'immobile che la controparte non avrebbe sufficientemente evidenziato, rendendo di fatto non conveniente tale acquisto.
Per quanto precede, la Regione Emilia Romagna ha successivamente stornato i fondi impegnati per l'acquisto dell'immobile e li ha destinati direttamente alla Fondazione Toscanini a valere sulle proprie attività istituzionali ed artistiche in conto esercizio 2005".

inchiesta

che bel giornalismo d'inchiesta, altro che escort.....

AF

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">