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La vita sta cambiando pelle

L'email non è più la regina della rete (almeno per i giovani)

Marco Pratellesi

(corriere.it) Noi abbiamo i quotidiani della mattina e i tg della sera. Ma non siamo più la stessa società in cui questi formidabili strumenti di informazione si sono imposti. Perfino l'email, fino ad oggi ritenuta la regina incontrastata della rete, e quindi del Nuovo Mondo, potrebbe presto cedere il primato ad altre forme di comunicazione: Twitter, Facebook, Google Wave in primis.

Certo è ancora presto per decretare la morte dell'email. Ma i dati Nielsen di agosto attestano una inversione di tendenza: 276,9 milioni di persone hanno usato la posta elettronica negli Usa, in Europa, Australia e Brasile facendo registrare un incremento del 21% rispetto all'agosto del 2008. Nella stesso periodo il numero di quanti hanno comunicato tramite i social network e i sistemi di microblogging è decollato del 31% raggiungendo la rispettabile quota di 301,5 milioni di utenti.

Cosa è cambiato? Provate a inviare una email ai vostri figli. Vi risponderanno dopo giorni, se va bene. Provate a comunicare con loro attraverso Facebook o Twitter e la risposta sarà immediata (ammesso che abbiano voglia di accettarvi nella tribù dei loro amici). Il fatto è che gli under 20 stanno abbandonando le email perché trovano più pratico e divertente comunicare con i nuovi strumenti. Su Facebook trovano tutto quello di cui hanno bisogno: la bacheca dove lasciare messaggi che tutti gli "amici" possono vedere; la chat per dialogare in tempo reale con coloro che sono connessi; la messaggistica personale "one-to-one" per le comunicazioni riservate.

Ci piaccia o no, viviamo in un costante flusso di interazione tra "connessi", ha sottolineato Jessica E. Vascellaro sul Wall Street Journal. Non a caso Google, sempre attento alle trasformazioni tecnologiche, ha lanciato Google Wave, una piattaforma ibrida, ancora in fase sperimentale, che raccoglie in una sola schermata le email, gli instant message e tutte le possibilità di condivisione per scambiare testi, immagini, video, musica in tempo reale.

Tutti questi strumenti ci fanno intuire quanto profondamente cambierà il nostro modo di comunicare e quindi la società in cui viviamo. La morte della email, se mai avverrà, sarà il risultato di un cambiamento tecnologico. La posta elettronica deve la sua fortuna a una fase in cui usavamo internet in determinati momenti della giornata: quando sceglievamo di accendere il computer e di connetterci alla rete per navigare e controllare la posta. Adesso noi siamo sempre connessi: sia quando siamo seduti a una scrivania, sia quando siamo in movimento con il nostro cellulare in tasca. E' questa connessione permanente ad aver creato le condizioni per nuove forme di comunicazione più veloci delle email e più divertenti.

Difficile intuire se tutto questo semplificherà la nostra vita o contribuirà a renderla più incasinata di adesso. Certo, il potere dei gruppi è diventato enorme grazie ai social network, come hanno dimostrato nel giugno scorso i manifestanti iraniani che sono riusciti ad aggirare la censura del regime facendo conoscere al mondo la loro protesta grazie a Twitter. Ma in questa nuova società siamo tutti drammaticamente connessi l'uno all'altro. Con le tracce che lasciamo in rete aumentiamo la nostra visibilità sociale, ma ci rendiamo inevitabilmente anche più vulnerabili.

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