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La vita sta cambiando pelle

Mussolini sul libro paga dei servizi inglesi è un'altra patacca del Times

La campagna anti-italiana del giornale di Murdoc

Daniela Coli

Mussolini bersagliere

(loccidentale.it) Il quotidiano londinese di Murdoch continua ad accusare i servizi segreti italiani di avere pagato i talebani per non subire attacchi nella  zona di Surobi, a est di Kabul, di non avere informato i francesi quando essi presero in consegna il distretto e di avere quindi indirettamente causato la morte di dieci soldati francesi nell'agosto 2008. Oltre al governo italiano, anche quello francese ritiene infondata l'accusa del Times: entrambi i governi sottolineano di avere tentato di conquistare col cuore le popolazioni locali e di avere prestato loro aiuto, costruendo strade, ospedali, scuole, ma di non avere mai dato denaro.

Le Monde del 16 ottobre, con un articolo di Natalie Nougayréde, fa di più: ricostruisce l'intricato contesto di Surobi. Le Monde ricorda che il gruppo di Gulbuddin Hekmatyar, che ha rivendicato il massacro dei francesi, si era contraddistinto dopo gli anni '90 come una fazione nemica mortale di Massoud, il capo della resistenza ai talebani ucciso nel settembre 2001. La Francia ha sempre avuto un'immagine forte di Massoud, è nota per la simpatia per Massoud e questo avrebbe introdotto un elemento nuovo nel rapporto dei talebani  con i francesi rispetto ai soldati italiani. 

Il secondo elemento di discontinuità per Le Monde è che gli italiani non uscivano dal distretto, si limitavano ad una raccolta di materiale bellico in mano alla popolazione e non si avventuravano mai nella valle di Uzbin, occupata dai talebani, dove i francesi vennero massacrati e orrendamente mutilati. A Uzbin, il comandante locale era alleato dei talebani dal 1996, era stato inviato a Guantanamo dopo l'intervento americano nel 2001 e liberato dopo cinque anni era ritornato nella regione, dove godeva di una grande autorità, ma soprattutto era legato da vincoli familiari al principale organizzatore dell'imboscata ai soldati francesi.

Le Monde conosce molto meglio del Times  le dinamiche che hanno condotto al massacro dei propri connazionali e  fa notare anche che un altro personaggio locale, un certo Sangin, eletto al parlamento di Kabul, si era adoperato con Karzai per fare liberare alcuni comandanti talebani responsabili di attacchi, rapimenti e incendi di scuole nella regione tenuta dai francesi. Un altro capo locale, Zirgul, procurava armi per l'insurrezione e la sua guardia del corpo partecipò all'attacco di Uzbin dell'agosto 2008.

Contro i tentativi dei francesi di cercare dei rapporti con la popolazione, agiva anche la propaganda talebana che sobillava le famiglie di una quindicina di vittime uccise durante un'operazione militare e mai risarcite. Le Monde dimostra che il fattore determinante a sfavore dei francesi è stata la complessità della mappa politica e tribale della zona, dove non è possibile alcun accordo politico affidabile attraverso le assemblee tradizionali. Per questo la regione è considerata da tutti la principale base di penetrazione talebana verso Kabul e nessuna operazione militare è riuscita finora a bloccare le infiltrazioni dal Pakistan.

Per comprendere il senso della campagna di discredito lanciata contro i nostri servizi segreti, occorre ricordare che il 16 ottobre il quotidiano di Murdoch pubblica un articolo a sostegno del capo del MI5, Jonathan Evans, che difende l'uso della tortura da parte dell'intelligence britannica, perché in questo modo si sarebbero evitati molti attacchi al Regno Unito dopo l'11 settembre. Tanto per capire l'aria che tira in Gran Bretagna, il ministro degli esteri David Miliband ha dichiarato al Times che il governo ricorrerà in appello contro la decisione dell'Alta Corte inglese di rendere pubblici tutti i dettagli delle torture a cui è stato sottoposto Binyam Mohamed, un cittadino british nato in Etiopia: l'intelligence può e deve torturare senza alcun controllo da parte dei tribunali inglesi. Se lo facesse quella di un altro paese, subito scatterebbe una campagna indignata contro la tortura: basta ricordare la campagna british contro gli Stati Uniti per Abu Ghraib.

Immaginiamo solo per un momento cosa sarebbe accaduto se il ministro degli esteri Frattini si fosse comportato come Miliband in un caso analogo in Italia. La Repubblica di Carlo De Benedetti avrebbe lanciato subito una campagna contro il governo torturatore e fascista di Berlusconi, innumerevoli appelli con i vari Eco, Saviano & C., manifestazioni a Roma...  il Times avrebbe pubblicato immediatamente gli articoli di Rep. tradotti  in inglese da Owen e tutto il mondo parlerebbe del Cav puttaniere, liberticida e torturatore.

Mentre Brown si appresta a vendere a privati la linea ferroviaria ad alta velocità del Channel Tunnel della Manica e altri beni nazionali,  la spocchia british persiste e si incaponisce in una fiducia spropositata nella propria intelligenza. L'episodio di Mussolini, uomo del MI5 in Italia nel '17, strombazzato dal quotidiano di Murdoch il giorno prima della campagna contro i nostri servizi segreti in Afghanistan, dà il senso di quanto siano attendibili le notizie dell'intelligence e dei media inglesi.

Dunque, "Benito Mussolini was MI5's man in Italy "strilla il giornale londinese e rivela che uno storico di Cambridge, Peter Martland, ha scoperto negli archivi dell'intelligence britannica documenti scottanti su Mussolini. Nel 1917 il Duce sarebbe stato pagato per un anno cento sterline a settimana - circa seimila attuali - dal MI5 per fare propaganda per la guerra, impedire manifestazioni pacifiste e far vincere la guerra alla Gran Bretagna (sic). Il Times riassume l'intervista data al Guardian da Martland il giorno prima,  mette l'accento solo sul fatto che Mussolini era un donnaiolo e lo descrive come se fosse diventato un uomo del MI5 esclusivamente per avere denaro per  fare sesso. 

Ora, chiunque conosca un po' la storia del Popolo d'Italia sa che pagare Mussolini nel '17 per fare propaganda bellica era davvero -  per usare la battuta di Giordano Bruno Guerri sul Giornale -  come pagare la propria moglie per fare l'amore. Il Popolo d'Italia fu fondato nel '14 da Mussolini, il direttore dell'Avanti!, il leader socialista più carismatico, l'unico capace di farsi seguire dalla masse, proprio perché voleva che i socialisti italiani facessero la guerra. Dopo la sconfitta di Caporetto nell'ottobre del '17, si temette il peggio, ma nessuno allora pensò a ritirarsi dalla guerra: qualcuno avverta il Times e l'università di Cambridge che nel 1917 non si era nel 1943 e il Re allora avrebbe represso duramente qualsiasi manifestazione pacifista. Mussolini sarà anche stato un womaniser par excellence, come sostiene il quotidiano di Murdoch, ma come non aveva bisogno di pagare le donne  per fare sesso (si pensi solo alla Sarfatti, e a come perse la testa per lui), così non aveva bisogno delle sterline del MI5 per mantenere l'Italia in guerra.

Il Times è scritto in inglese, la lingua più diffusa, è sotto gli occhi di tutto il mondo e  dovrebbe quindi verificare le notizie prima di spararle in prima pagina -  e magari non ricopiarle quasi alla lettera dal Guardian; mentre uno storico dovrebbe verificare le proprie fonti, documentarsi sul soggetto di cui parla e almeno, nel caso di Mussolini, che dichiarò pur sempre guerra all'Inghilterra, non arrivare ad affermare in un'intervista che, pur non avendo prove, è sicuro che il Duce avrebbe speso  quasi tutto il denaro del MI5 in donne.

Può darsi - come suggerisce Giordano Bruno Guerri - che i documenti su Mussolini agente MI5 siano stati costruiti tra il '35 e il '40 per screditare il Duce, anche se è strano che non siano stati tirati fuori durante la Seconda Guerra mondiale. Però, se i servizi segreti inglesi nel '17 furono davvero così stupidi da pagare Mussolini per una causa a cui dava anima e corpo  - e potevano leggerlo sul Popolo d'Italia ogni giorno - il Duce fece benissimo a prendere il denaro ed a usarlo per rimpolpare le finanze del suo giornale.

Mussolini è però ormai un mito, le leggende sul Duce si accumulano e, dopo i falsi diari, ecco ora Benito spia degli inglesi. Chissà quante altre patacche sui servizi segreti sfornerà ancora il Times, offeso perché gli è stato risposto che pubblica spazzatura. Liberation ha ricordato che nel manuale ufficiale dell'esercito americano pubblicato nel 2009 si consiglia di usare denaro con i nemici, come è stato fatto in Iraq con i sunniti, per farseli amici. "Use money as a weapon". Il Times è una testata famosa, ma sotto Murdoch, che in America sostiene con Fox che Obama non è cittadino americano, potrebbe anche finire per diventare famoso come  il giornale principe delle sciocchezze. 18 Ottobre 2009