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Animali - EPIDEMIOSORVEGLIANZA: LA SIVE A DEAUVILLE

All'ultimo meeting dell'AVEF (Association Vétérinaire Equine Française) è stato presentato il sistema di controllo delle malattie infettive francese. Paola Gulden (SIVE): "l'Italia dovrebbe guardare al modello dei colleghi francesi e come più volte auspicato dalla Sive rendere partecipi gli ippiatri del sistema di epidemiosorveglianza".

(anmvioggi.it  26-10-2009)In coda all'ultimo meeting dell'AVEF (Association Vétérinaire Equine Française) è stato presentato il sistema di controllo delle malattie infettive francese (RESPE), proponendone la connessione internazionale a livello europeo. Organizzato dall'AVEF stessa, l'associazione degli allevatori purosangue francesi (FTBA), e la Federazione Europea degli allevatori purosangue (EFTBA), sono stati invitati rappresentati del settore veterinario e allevatoriale da tutta Europa.

Per l'Italia ha partecipato Paola Gulden in rappresentanza della SIVE e dell' ANAC, non potendo essere presente il presidente, Franco Castelfranchi. Il sistema è gestito dall'AVEF con la collaborazione degli enti allevatoriali e dall'autorità sanitaria, ed è al servizio dell'industria del cavallo. Si basa sull'idea che la responsabilità dell'aspetto sanitario dell'industria del cavallo da corsa è della stessa industria, idea condivisa da altri Paesi (es. Irlanda); è un network costituito da veterinari " sentinella", comunica con tutti tramite e-mail di allerta, website (www.respe.net) e newsletters. Non da ultimo: opera in tempo reale.

Ciò che è emerso è che il problema sanitario si estende trasversalmente oltre i confini geografici e andrebbe affrontato armonizzando i metodi di lavoro dei laboratori e le regole da seguire. Il Code of Practice, (Codice volontario sottoscritto da Inghilterra, Irlanda, Francia e Italia, che regolamenta sulle principale malattie trasmissibile del cavallo) potrebbe rappresentare un punto di partenza, ma va completato comprendendo non solo gli aspetti legati ai purosangue ma anche le altre tipologie di cavalli. La Sive ha fatto presente, per esempio, come la circolazione del seme e prossimamente quella degli embrioni vadano considerati di pari passo alla movimentazione degli equini. L'obiettivo condiviso dai veterinari di tutta Europa è quello di attuare sistemi che mirino a tutelare e a salvaguardare l'industria del cavallo, quindi non restrizioni sui movimenti ma, all'opposto, norme che rendano il mercato più sicuro ma al tempo stesso, ne garantiscano la fluidità. L'industria del cavallo si basa sul mercato, sugli spostamenti e sugli scambi tra i diversi paesi. Se tutto ciò viene in qualche modo ostacolato, l'industria muore.

"L'Italia - osserva Paola Gulden - dovrebbe guardare al modello dei colleghi francesi e come più volte auspicato dalla Sive rendere partecipi gli ippiatri del sistema di epidemiosorveglianza. E' fondamentale che l'informazione si abbia in tempo reale, perché solo questo consente l'attuazione di programmi di prevenzione e il riconoscimento di situazioni patologiche "anomale", come EIA 2006, e WND 2008".