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La vita sta cambiando pelle

Animali "Salviamogli le penne, salviamoci le penne"

di ROBERTA MARESCI                                               (lastampa.it) ROMA (2/12/2009)
Volete sapere come sta la terra? Chiedetelo al cielo. In Italia il 50% degli uccelli che nidificano è in preoccupante declino; due specie rischiano perfino l'estinzione. Ce lo dice il primo rapporto LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) sullo stato di salute dell'avifauna del Bepaese. Spie di un pianeta malato a causa di uno sviluppo senza limiti dell'intensificazione agricola, dell'inquinamento, dell'urbanizzazione selvaggia e dei cambiamenti climatici, il loro futuro è nelle nostre mani: "Salviamogli le penne, salviamoci le penne". È lo slogan coniato dall'agenzia di pubblicità Ogilvy and Mather di Milano, che ha realizzato gli spot a titolo gratuito. Avendo mancato l'obiettivo di arrestare il declino della biodiversità entro il 2010, possiamo farlo nostro percorrendo due strade. La prima porta all'sms solidale; facendo un versamento di 2 euro al numero 48.588, dal 30 novembre al 6 dicembre. La seconda porta dritto all'acquisto di lenticchie biologiche, che i volontari LIPU offriranno nelle principali piazze delle città italiane (nel week end del 5 e 6 dicembre); in cambio di una donazione minima di 5 euro, oltre alle lenticchie, riceverete in omaggio una confezione di farro bio.

«Con questa campagna - spiega Elena D'Andrea, Direttore Generale LIPU - ci poniamo l'obiettivo in particolare di salvare cinque specie: Capovaccaio, Tarabuso, Pernice bianca, Berta maggiore e Gallina prataiola. Le abbiamo scelte non solo perché sono quelle più a rischio tra le 44 nidificanti in Italia e in declino, ma anche in quanto simboli di altrettanti ambienti che sono vitali per l'uomo: il mare, la campagna, l'ambiente alpino e le zone umide. Salvare queste specie significa fare del bene a loro ma anche a noi stessi, che dalla natura otteniamo le risorse indispensabili per vivere».

E se in Puglia, Sicilia e Calabria avete visto le ultime 7 coppie del capovaccaio, un piccolo avvoltoio che trascorre il suo inverno in Africa, siete fortunati: occorre reintrodurlo in natura, proteggere i nidi e gestire carnai per la sua alimentazione, facendo antibracconaggio durante la migrazione. Se un profondo uh-pumb simile ad un soffio in una bottiglia vuota vi ha destato curiosità, mentre eravate a spasso in qualche valle umida, potreste esservi imbattuti in uno dei 140 tarabusi, aironi rarissimi: occorre monitorare la loro vita e investire nelle Oasi LIPU dove è presente per la gestione di un habitat adeguato al suo nutrimento e alla sua riproduzione. Se siete pratici dell'arco alpino, avrete notato una "vittima eccellente" dal manto bianco d'inverno bianco bruno come il terreno d'estate, è la pernice bianca: occorre estrometterla dai calendari venatori. Se a zonzo per qualche costa vi è parso di udire un aiegoua-gou simile a quello di un gabbiano, che però non avete avvistato, c'era nei paraggi qualche berta maggiore: occorre identificare le aree dove riescono ancora a trovare cibo e proteggere le aree marine in cui vivono (derattizzazione, speculazione edilizia, sensibilizzazione dei turisti). Se per qualche steppa sarda avete notato un lontano parente della gru, vi siete imbattuti nella gallina prataiola: occorre ritornare alle buone tradizioni agricole, abolendo i pesticidi chimici per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione. Tutto questo si può.