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La vita sta cambiando pelle

L'AVVOCATO BOVIO SI E' SUICIDATO

(ANSA) MILANO - L'avvocato Libero Corso Bovio, uno dei più noti penalisti milanesi, nonché docente di giurisprudenza e autore di numerose pubblicazioni in materia, si e' suicidato nel suo studio milanese, in via Podgora 13. Bovio si e' ucciso con un colpo di pistola, un revolver 357 Magnum, arma di grossissimo calibro. Un solo colpo in bocca. Nessun dubbio, ormai, sulle cause della morte violenta del noto avvocato. Mistero invece, finora, sui motivi che hanno indotto Corso Bovio a togliersi la vita.

Corso Bovio è stato trovato morto nella sua stanza dopo che i collaboratori avevano udito un colpo di pistola. Secondo quanto ha riferito il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, Paolo Giuggioli, accorso allo studio in via Podgora, Corso Bovio era arrivato attorno alle 14 da Prato con un suo assistente. Dopodiché ha consegnato al suo collaboratore una lettera indirizzata alla moglie. Quindi, dopo che era rimasto solo nella sua stanza nello studio, si è sentito uno sparo. "Onestamente pensare che si sia sparato è una assurdità straordinaria", ha commentato Giuggioli, a indicare di non poter credere che Bovio avesse intenzioni suicide.

L'avv. Giuggioli ha riferito che Corso Bovio, dopo aver consegnato la lettera al collega indirizzata alla moglie, anche lei penalista, gli avrebbe detto: "Poi ti do istruzioni su quando consegnarla". Dopodiché si è sentito uno sparo che, secondo la testimonianza, sembrava simile a quello di una pistola giocattolo ad aria compressa. Un'arma che l'avvocato Bovio, secondo quanto si è appreso, teneva in studio per scaricare la tensione. Invece quando il suo collaboratore poco dopo ha aperto la porta dello studio l'ha trovato in un lago di sangue.

UNA FAMIGLIA DI GRANDI GIURISTI
Corso Libero Carlo Bovio, nato a Milano il 5 maggio del 1948, era l'ultimo discendente di una grande famiglia di avvocati e giuristi napoletani. Fra i suoi antenati celebri il filosofo Giovanni Bovio, suo bisnonno (nato a Trani e napoletano d'adozione), e il nonno Libero Bovio, poeta, giornalista ed editore napoletano, paroliere di canzoni immortali come 'Reginella'. Suo padre Giovanni, morto negli anni '70, era stato uno dei maggiori avvocati del foro di Milano. Iscritto all' albo degli avvocati dal 1975, patrocinante in Cassazione dal 1981, Corso Bovio si occupava di diritto penale, in particolare di reati societari, ambientali, fallimentari e reati contro la pubblica amministrazione. Era titolare da molti anni di uno dei maggiori studi che si occupano di diritto penale a Milano, strutturato in un' associazione professionale che opera sotto la denominazione 'Studio Legale Bovio e Associati'. Tra i massimi esperti di diritto dell'informazione e della stampa, Bovio ha tenuto per anni corsi e seminari all' IFG dell'Ordine Giornalisti di Milano alla scuola di Giornalismo dell'Università di Urbino, contribuendo a formare generazioni di giornalisti. Ha curato per l'Ordine dei Giornalisti il manuale Diritto-Informazione, testo di preparazione all'esame di abilitazione professionale. Lui stesso giornalista pubblicista dal 1970, Collaboratore del Corriere della Sera, Corso Bovio ha collaborato, pubblicando articoli e curando rubriche giuridiche, con svariate testate giornalistiche.

SCONCERTO DI AVVOCATI E MAGISTRATI
Subito dopo il diffondersi della notizia della morte dell'avvocato Bovio, sotto il suo studio in via Podgora si è formato un capannello sempre più folto. Tantissimi gli avvocati degli studi vicini, che si trovano nella stesa via o nelle altre attorno al Palazzo di Giustizia di Milano, oltre a qualche magistrato, cronisti e curiosi. L'ingresso dello studio è ovviamente presidiato dai carabinieri che stanno effettuando i rilievi nell'ufficio del legale. Luigi Cerqua, presidente della prima Corte d'Assise, si è trovato a passare per caso sotto l'ufficio del noto penalista proprio poco dopo il fatto.

 "Sono sconvolto - ha detto Cerqua -, gli ho parlato una quindicina di giorni fa e mi aveva mandato uno scritto simpaticissimo sulla tutela penale degli animali, in particolare i pesci. Non ci posso credere - ha proseguito Cerqua -, io voglio ricordarlo non solo come un avvocato di valore ma anche come un uomo di grande spirito".

Tra i primi ad arrivare anche l'avvocato Jacopo Pensa, anch'egli sconvolto. Aveva visto Bovio almeno cinque volte negli ultimi giorni. "Certo non era allegro, ma non era allegro - ha commentato - come non lo è uno a luglio, costretto a lavorare anche il sabato e la domenica. Certo che è pazzesco non sapere cosa passa per la mente dei nostri 'fratelli'".

Bovio: un amico storico

MORTO CORSO BOVIO: STAMPA DEMOCRATICA, PIANGIAMO UN AMICO

MILANO, 9 LUGlio 2007 - "Corso Bovio è stato un amico storico di Stampa Democratica. La tragica conclusione della sua vita ha lasciato senza fiato tutti noi che lo stimavamo e che abbiamo goduto per anni e anni dei suoi preziosi consigli": lo afferma, in una nota, Mariagrazia Molinari di Stampa Democratica, commentando la morte di Corso Bovio. "E' terribile scoprire che in un uomo sempre gentile e sorridente - aggiunge - capace di grande equilibrio di giudizio, l'angoscia si faccia talmente pressante da carpirne l'esistenza. Stampa Democratica, nel piangere la sua scomparsa, gli rende omaggio". (ANSA).

Bovio: persona mite e civilissima

ORDINE GIORNALISTI: STUPEFATTI, FATTO INSPIEGABILE
Franco Abruzzo: sono sconvolto, era persona mite e civilissima.

Milano, 9 luglio 2007. (Apcom) - Il suicidio dell'avvocato Corso Bovio è un fatto "inspiegabile" che lascia "sconvolti e stupefatti" i membri dell`Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Sono parole di Franco Abruzzo, consigliere e storico presidente dell'Ordine, di cui Bovio è stato collaboratore per oltre trent'anni come docente e autore dello statuto dell'Ifg. "Avevo appena ricevuto da parte sua una lettera gentilissima di congratulazioni per la mia elezione con l'invito a incontrarci presto", commenta Letizia Gonzales, neopresidente dell'Ordine lombardo. "La notizia della sua morte - aggiunge - mi ha lasciato senza fiato. Non lo conoscevo di persona, ma so che era un bravissimo professionista su tutti i problemi che riguardano il diritto dell'informazione". "Era una persona mite e civilissima - aggiunge Abruzzo - e da buon lontano napoletano, viste le origini di suo padre Giovanni, aveva il gusto della battuta. Mi vengono in mente tutti gli scontri che abbiamo avuto, anche a livello disciplinare, visto che era il difensore di tutti i direttori nei procedimenti professionali. Sono senza parole". Asa 09-LUG-07 16:09

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