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Fisco: presto cartelle di pagamento sospese grazie all'autodichiarazione

Non sarà più necessario fare la spola tra gli uffici pubblici. Basterà allegare un documento che comprova le proprie buone ragioni per interrompere procedure di riscossione

(corriere.it) MILANO - Un'autodichiarazione sostenuta da un documento che comprovi le proprie buone ragioni basterà d'ora in poi a bloccare le richieste del Fisco. Fino alla definizione nel merito. E' questa l'importante novità in arrivo per i contribuenti. Se ricevono una cartella di pagamento, e ritengono di aver già pagato il tributo oppure sono interessati da un provvedimento di sgravio o sospensione, non dovranno più fare la spola tra gli uffici pubblici: basterà compilare un'autodichiarazione per interrompere le procedure di riscossione. Lo annuncia Equitalia, la società pubblica incaricata dell'esercizio dell'attività di riscossione nazionale dei tributi.

LA NUOVA PROCEDURA - Fino a mercoledì il contribuente che si presentava allo sportello di Equitalia sostenendo di aver pagato le somme riportate nella cartella di pagamento (siano esse relative a multe stradali, mancati versamenti dell'Irpef o dei contributi Inps ecc...) chiedeva all'agente della riscossione spiegazioni. Quest'ultimo, non possedendo informazioni a riguardo, invitava il cittadino a rivolgersi direttamente all'ente creditore. In base a una direttiva emanata oggi, invece, qualora il contribuente sia in grado di produrre un provvedimento di sgravio o di sospensione emesso dall'ente creditore in conseguenza della presentazione di un'istanza di autotutela, una sospensione giudiziale oppure una sentenza della magistratura, o anche un pagamento effettuato in data antecedente alla formazione del ruolo in favore dell'ente creditore, la riscossione sarà immediatamente sospesa. Entro i successivi dieci giorni, l'agente della riscossione porterà all'attenzione dell'ente creditore la documentazione consegnata dal debitore, al fine di ottenere conferma o meno dell'esistenza delle ragioni di quest'ultimo. In caso di silenzio degli enti, le azioni volte al recupero del credito rimarranno comunque sospese.

Redazione online
06 maggio 2010

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