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La vita sta cambiando pelle

SINERGIE ALL'OPERA

Nuovo progetto per la comunicazione agroalimentare

Testo consegnato al dottor Romeo Medici in occasione dell'annuale incontro alla Camera di Commercio di Parma

Inventiva e creatività si rivelano sempre più importanti per agire nei sistemi complessi per cooperare con le molteplici culture. Un programma coordinato di idee finalizzato all'innovazione delle culture alimentari, nel tempo della comunicazione digitale personale.

Sapori e Saperi: il saper mangiare è anche un saper vivere
Banca del Sapere
Parlamento dello stato agroalimentare
Museo del design alimentare
Parma on line: rete di comunicazione interattiva
Editoria multimediale agroalimentare
Vivere bene: testata di culture alimentari
Scuola Europea del cinema e del multimedia

-Sapori e Saperi: il saper mangiare è anche un saper vivere

I circuiti comunicazionali sembra non appartengano a Parma che non ha certo espresso le sue potenzialità ed ha alimentato saperi fuori dal territorio cosicchè oggi abbiamo una incapacità di interazione tra industria e menti locali. Una città ingessata sul fare e non sul sapere pur avendo una importante Università e industrie internazionali. Questo nella attuale prevalenza di economia immateriale, in una mutazione antropologica, in un mondo che si sta digitalizzando e che vedrà uno scambio di bit (che non sono i figli dei fiori) alla velocità della luce prima ancora degli atomi ancorati alle logiche materiali. Le tecnologie digitali introducono infatti un elemento di trasformazione radicale nelle forme della vita e delle conoscenze  contemporanee.
La mia argomentazione parte dal fatto che siamo di fronte a tre grandi culture alimentari mondiali:
- quella del nord, americana, anglosassone, tedesca, finlandese con grandi razionalizzazioni e semplificazioni, prive si potrebbe dire di personalizzazione;
- quella mediterranea ispanica, francese, greca, italiana caratterizzata da forte personalizzazione e da culture locali;
- quella orientale cinese, giapponese, indiana, caratterizzata da alimenti vegetariani e crudità. 

Credo che attualmente la cultura alimentare del nord abbia avuto una prima e più rapida espansione ed abbia fortemente influenzato i processi produttivi dell'industria alimentare del bacino mediterraneo. L'industria del nord caratterizzata da brevetti, da saperi, quella mediterranea dal fare. Quella orientale discretamente distribuita con gastronomie e ristorazioni sta trovando interesse per le sue adattabilità e caratteristiche energetiche in linea con gli attuali stili di vita.
La principale minaccia alla diversità deriva dall'abitudine a pensare in termini di monoculture. La scomparsa delle diversità fa sparire le alternative e crea la sindrome della "mancanza di alternative".
Non possiamo nasconderci d'altra parte che l'attuale indifferenziazione gustativa dei prodotti generata dalla omogeneità produttiva a lungo andare non solo favorisce gli hard discount, ma disertifica il desiderio gustativo e sensoriale su cui si basa la nostra cultura alimentare. Ed in particolare quella parmense che si è data come capitale della food valley, senza preoccuparsi di coltivare saperi, tradurli in bit e veicolarli, ma solo cercando di esportare atomi. Se disertifichiamo le esigenze gustative individuali, rimangono solo quelle fisiche ma qui entrano in campo altre tipologie di alimenti. Difronte a questo scenario non è conveniente la sola pratica della competizione, che innesca spesso pericolose conflittualità e giochi d'azzardo; cooperare e ricercare una relazione nelle molteplicità può favorire la crescita delle singole culture e il rafforzamento delle diversità.
Ma vorrei soffermarmi sull'industria alimentare mediterranea. Una volta industrializzato il "sapere contadino" si sta ora cercando di industrializzare il "sapere della massaia" in cui però il prodotto deve essere consumato subito e deve essere fresco: pasta fresca, sughi pronti, cibi ripieni, ecc; prodotti che richiedono flessibilità produttiva e forte personalizzazione per aree geografiche.
Ora credo che questa cultura alimentare abbia la propria capacità competitiva nel  mantenimento delle differenziazioni.

La cultura "della massaia" richiede un altro modello di industria in cui il processo produttivo è demandato e distribuito geograficamente per le necessità della immediatezza del consumo concentrando invece la gestione strategica, il software dell'impresa: acquisti, materie prime di base, marketing, comunicazione, ricerca, tecnologie, finanza. Una industria alimentare soft, che agevola culture locali, "protegge i gusti alimentari" e produce capacità di business.
Una industria alimentare hard quindi con produzioni tipo commodities, quella soft con produzioni fresche. Entrambe presenti con logiche distributive mondiali ma con una grande differenza nel processo produttivo.
L'industria alimentare soft non può che passare attraverso la costituzione di "banche del sapere" che sappiano brevettare e tutelare produzioni e culture locali, poter essere presenti con una diversificata e decentrata capacità produttiva nelle culture mondiali.
Stiamo viaggiando verso la cilviltà del sapere e l'imprenditorialità sarà sempre più indirizzata verso le imprese delle conoscenze e non solo del fare.
D'altra parte le nuove logiche della comunicazione in rete cambieranno le tipologie di informazione creando non solo quella generica, ma grazie alla ipertestualità, interattività e aggiornamento in tempo reale cambieranno gli stili di vita e aumenteranno le caratteristiche di informazione specialistica. Come l'industria agroalimentare parmense si sta preparando per affrontare i mercati con queste nuove tipologie di comunicazione?
Il mantenimento dell'industria alimentare mediterranea passa attraverso una costante rivisitazione, rilettura e confronto tra le culture internazionali, un sentire e un saper stare nel molteplice, l'esaltazione sensoriale e l'innovazione delle tradizioni locali. Dobbiamo elaborare nostri modelli e stili di vita e saperli proporre. Lo scambio degli atomi avviene dopo la distribuzione di bit.

-Banca del Sapere

Proposta al Ministro dell'industria del Governo Italiano di trasformare le Camere di Commercio in Banche del Sapere per favorire la trasnazionalità e la cooperazione tra imprese, per sviluppare la nuova impresa-rete, le nuove professioni, le unità organizzative autoregolate ad alto livello di impegno, i progetti di qualità totale, per fornire servizi on line di orientamento e coordinamento delle conoscenze, per raccogliere, tutelare e divulgare i progetti e le proprietà intelletuali, per favorire la crescita delle risorse umane. 

-Parlamento dello stato agroalimentare

Momento di confronto per la messa in campo di sinergie all'opera, via europea allo sviluppo delle imprese culturali e di servizio. 

-Museo del design alimentare

Realizzazione a Parma del Museo/Laboratorio Multimediale alimentare in rete locale e internazionale, locato nei castelli e nei palazzi storici dei comuni di Parma in funzione delle tipologie produttive.
L'obiettivo del progetto è quello di costituire la mente locale, cioè luoghi della memoria, riproponendo le tradizioni e i saperi di un universo specifico: l'alimentare, rivalutare gli itinerari e le autonomie dei comuni.
Il concetto di museo-telematico evidenzia la possibilità di creare una struttura perfettamente interagibile dove la libera circolazione, lo scambio interattivo dei saperi, diviene operazione semplice e immediata.
Un riferimento internazionale, in cui ricercare, archiviare, studiare e stabilire correlazioni fra tutti quei saperi scientifici e umanistici che ineriscono l'alimentazione.

Un museo sia espositivo sia telematico che prevede la messa in produzione delle conoscenze e della scienza offrendo agli studiosi idee, riferimenti e utili strumenti bibliografici.

La realizzazione si inserisce a pieno titolo nell'ambito delle odierne tendenze tese a creare nuovi e qualificanti ambienti di lavoro, accogliendo e creando team a alto valore professionale.

-Parma on line

Rete locale e internazionale di comunicazione interattiva, apre il viaggio sulle autostrade dell'informatica e si naviga tra archivi, cataloghi, conferenze scientifiche,...Chiunque e da qualunque Paese se collegato potrà lanciare messaggi, idee, proposte, dialogare con altri viaggiatori del sistema.

-Editoria multimediale agroalimentare

Realizzazione della libreria alimentare in forma digitale. 

-Vivere bene: testata di culture alimentari. Ideazione e produzione programmi per le reti televisive

-Scuola Europea del cinema e del multimedia

Una scuola, affidata a Bernardo Bertolucci, che lavori con lo stesso sistema mentale di una produzione cinematografica; una scuola che deve annusare il futuro per creare, indicare, inventare il senso del nostro tempo, saper rivedere il presente in cui viviamo con altri occhi per prevedere il futuro. (Parma, 02/06/1995)

Luigi Boschi


Bibliografia

-La Terra e la Luna Piero Camporesi Garzanti
-La dietetica del cervello Jean Marie Bourre Sperling & Kupfer
-Internet Alberto Berretti Vittorio Zambardino Donzelli
-La realtà virtuale Howard Rheigold Baskerville
-Essere digitali Nicholas Negroponte Sperling & Kupfer