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Stt smentisce ma le banche confermano: allo studio l’emissione di bond. Buzzi: “Solo prestiti”

(parmaoggi.it) Una inchiesta del settimanale "il Nuovo di Parma" svela il progetto di Stt Holding Spa di emettere bond sul mercato americano per 100 milioni di dollari, notizia pubblicata anche dal Sole 24 Ore. Pronta è arrivata la smentita della Holding del Comune di Parma che in una nota ha spiegato che "Pur confermando i rapporti con alcuni istituti di credito internazionali per il reperimento di finanziamenti, Stt Holding Spa, la holding partecipata al 100% dal Comune di Parma incaricata di realizzare i progetti di riqualificazione della città, non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di emissione di alcun bond sui mercati americani né ha mai autorizzato alcun operatore ad agire in tal senso. Gli unici finanziamenti in essere riguardano - conclude la nota -, come sempre dichiarato, anticipazioni o prestiti ponte sui singoli progetti avviati e contenuti nel piano industriale".
Una richiesta di smentita cui il quotidiano finanziario ha risposto con la notizia che "le banche - tra cui fonti vicine ad Armonia Sim - hanno confermato che un'emissione è allo studio. Però non sarà in dollari, ma probabilmente in euro".

Durante il consiglio comunale di oggi sulla vicenda è intervenuto anche il vice sindaco Buzzi che ha negato l'emissione di bond da parte di Stt sul mercato americano per raccogliere liquidità, liquidità che secondo Buzzi la holding sta cercando di ottenere attraverso prestiti bancari.

Ecco l'inchiesta pubblicata da "il Nuovo di Parma":

Il mercato italiano non basta più. Quello europeo è alle prese con la crisi greca. E così Stt holding spa, controllata al 100% dai cittadini di Parma - anche se loro non se ne rendono conto - ha pensato bene di rispolverare la classica valigia di cartone legata con una costosa corda tripla B assegnata dall'agenzia di rating Standard & Poor's (si parla di una parcella da 350 mila euro) per cercare fortuna nel Nuovo Mondo. Come l'emigrante squattrinato, così la super holding del Comune di Parma si farà guidare da una banca internazionale per approdare negli States. Senza dirlo a nessuno e assolutamente senza passare al vaglio del consiglio comunale che tradizione vorrebbe responsabile di ogni decisione che indebita l'ente pubblico. Così come avviene per l'emissione di buoni comunali. Invece la conquista dell'Ovest è stata concepita ai piani alti di via Conforti e le fila sono state tirate dal presidente Andrea Costa e dal suo cda, con tanto di annuncio sancito dalle colonne de Il Sole 24 Ore. Più di un'investitura.
Già indebitata per 172 milioni di euro (stando alle dichiarazioni di Standard & Poor's), Stt ha intenzione di mostrare quei 192 milioni che vanta come gioielli di famiglia: i terreni di Spip, che comunque sono a garanzia di mutui contratti con un pool di banche guidate da Unicredit, piuttosto che il terreno della controllata Alfa, acquisito a caro prezzo dallo stesso Comune di Parma, o due palazzi che le verranno conferiti dallo Stato in cambio della realizzazione della Questura. O il patrimonio immobiliare di Asp nel caso in cui nessuno si facesse avanti per l'acquisto.
Ma la posta è ancora più alta quando si varca l'Atlantico. I boscaioli dell'Alaska avevano investito il loro futuro e le loro speranze nei fondi Parmalat e non l'avevano presa bene quando avevano scoperto che le loro pensioni non erano affatto garantite. Stt avrà l'arduo compito di affascinare gli stessi fondi pensione e gli stessi investitori istituzionali con un rating tripla B che in Europa viene considerato "volatile" e come tale poco appetibile. I boscaioli dell'Alaska, così come i fondi privati americani, richiedono ben altre garanzie. E qui iniziano i rischi della finanza ammaliante quanto matrigna.
Rendere un investimento appetibile per il mercato americano significa affidarlo a grandi istituti bancari che potrebbero chieder di affiancare ad un impegno da tripla B (che tradotto in voti potrebbe corrispondere ad un 6-) dei derivati, prodotti che scommettono sui risultati finanziari. Alchimia ardita se l'operazione di Stt, oggi solo annunciata nelle linee generali, si spingesse fino a questo punto. Al rischio di cambio, insito nella stessa ricerca di finanziatori sul mercato americano, si aggiungerebbe l'alea di avere a che fare con derivati e uno scambio oggi vantaggioso, domani potrebbe pesare come un macigno sui conti di Stt.
Accettare uno swap positivo (così viene definito in finanza lo scambio di flussi di cassa tra due controparti), spiegano gli analisti, significa caricarsi di rischi maggiori rispetto alle condizioni iniziali. Un vantaggio immediato come, ad esempio, una maggiore liquidità concessa potrebbe significare oneri gravosi che farebbero lievitare l'importo da restituire anche oltre i 150 milioni di dollari. "In finanza nessun pasto è gratis", è il monito che ripetono gli addetti ai lavori. Un pasto, tuttavia, sul quale Stt pare proprio si voglia avventare.  (vi.zeta)

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