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La vita sta cambiando pelle

Fondi neri, le carte che accusano Finmeccanica "Cola uomo Sismi". Le amnesie di Guarguaglini

Spuntano altri 4 milioni e mezzo di dollari riciclati fra la Svizzera e New York. I vertici sapevano dell'operazione "Digint", la piccola società informatica di proprietà per il 49% del colosso e per il 51% di Mokbel, e ne approvarono i termini finanziari

CARLO BONINI, MARIA ELENA VINCENZI

(repubblica.it) ROMA - I vertici di Finmeccanica sapevano dell'operazione "Digint", ne approvarono i termini finanziari, chiesero che la partecipazione dell'azienda fosse "schermata" da una società fiduciaria lussemburghese, una scatola vuota che avrebbe dovuto nascondere i nomi dei soci di quell'avventura - la "banda Mokbel" - e che avrebbe consentito la costituzione di una provvigione nera di 7 milioni e mezzo di dollari versati su due conti svizzeri di Lorenzo Cola.

"L'uomo del Presidente" arrestato per riciclaggio l'8 luglio, suo consigliori di famiglia "almeno dal 1997". E, si scopre ora, pedina del Sismi, la nostra intelligence militare, che all'operazione Digint diede uno dei primi input. Gli atti depositati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo al Tribunale del Riesame (che ha fissato per la prossima settimana la decisione sulla richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati Franco Coppi e Ottavio Marotta, legali di Cola) scrivono un nuovo cruciale capitolo dell'affaire che toglie il sonno a Pier Francesco Guarguaglini. Di più: documentano la sua drammatica testimonianza di lunedì 12 luglio, quando, di fronte ai pm, le sue parole, i suoi "ricordi" vengono smentiti non solo dagli atti interni dell'azienda, ma da uno degli uomini a lui più vicini, il direttore generale di Finmeccanica Giorgio Zappa.

"IL PRESIDENTE, COLA E IL SISMI"
Il calvario di Finmeccanica comincia giovedì 8 luglio, con l'arresto di Lorenzo Cola, ma prosegue

venerdì 9 luglio. Quando, alle 14.55, negli uffici della Procura, depone Giuseppe Mongiello. Il professionista, 47 anni, veneziano, è il responsabile del settore fiscale dello "Studio Legale Tributario", partner di "Ernst&Young" e come tale incaricato, tra il 2007 e il 2008, di predisporre per conto "del cliente Finmeccanica" l'operazione Digint. "I miei rapporti con Finmeccanica - esordisce Mongiello - sono con il presidente Guarguaglini, con il responsabile delle comunicazioni Borgogni, con il responsabile del settore fiscale Correale. Ho conosciuto Lorenzo Cola a metà del 2006 e mi venne presentato da Guarguaglini o da persona a lui vicina come "consulente esterno". Posso dire però con tranquillità che, successivamente, ho incontrato varie volte Cola in Finmeccanica con Guarguaglini e ho avuto la conferma dei rapporti molto stretti tra i due. Posso qualificare Cola se non come "il braccio destro" di Guarguaglini, sicuramente come uomo di sua fiducia".

Cola, dunque, non è esattamente uno dei tanti consulenti, come l'azienda ha maldestramente provato ad accreditare sin qui. Cola "è Finmeccanica". E anche qualcosa di più. "Cola - ricorda Mongiello - mi disse che Finmeccanica era intenzionata a rilevare una tecnologia di avanguardia per la protezione da intrusioni informatiche di cui era in possesso la società "Ikon". Ma con modalità riservate. Ricordo che la prima volta Cola mi parlò di questa cosa a casa sua, a Milano, alla presenza di un militare, tale Maurizio Pozzi, che si presentò come capocentro Sismi di Milano e che ora so essere a capo della sicurezza di "Alenia nord America"". Non è tutto. "Cola mi disse che la tecnologia Ikon gli era stata segnalata proprio da Pozzi, il capo centro Sismi. E da allora ho sempre ritenuto che Cola fosse vicino o comunque collegato ai Servizi. Questa circostanza, unitamente al fatto che Cola mi era stato presentato dai massimi vertici di Finmeccanica, mi induceva a non fare molte domande sulle operazioni che mi venivano richieste".
Se Mongiello ha ragione, Cola è dunque, insieme, braccio di Finmeccanica e ventriloquo del Sismi. É un fatto che l'operazione "Digint", la sua architettura societaria, con la costituzione della fiduciaria lussemburghese (la "Financial Lincoln") che controlla le quote di Digint, non incontra un solo ostacolo nei vertici dell'azienda. Danno semaforo verde Luca Manuelli, allora amministratore delegato di "Finmeccanica group service" ("Ho assistito alle sue telefonate con Guarguaglini", ricorda Mongiello) e Lorenzo Borgogni, direttore delle relazioni esterne. Finmeccanica acquisisce il 49% delle azioni "Digint", mettendone in vendita il 51%, che verrà acquistato dalla "banda Mokbel" per un prezzo esorbitante (8 milioni e 300 mila dollari), da cui verrà ritagliata la provvigione nera di 7 milioni e mezzo di dollari. Di più, "Digint" acquista da "Ikon" la famosa tecnologia che nessuna società del gruppo Finmeccanica utilizzerà mai. E soci di "Ikon" sono persone nel cuore dell'azienda. Nicola Mugnato (uomo di Borgogni) ed Enrico Albini, ex funzionario della Digos. Chiosa Mongiello: "Ho sempre ritenuto che l'operazione Digint fosse economicamente neutra e quando ho letto sui giornali che Cola avrebbe ricevuto come pagamento per questa società 8 milioni e 300 mila dollari sono rimasto sbalordito".

GLI INCONTRI CON LA "BANDA" E 4 MILIONI MISTERIOSI
Mongiello ricorda nitidamente gli incontri con la "Banda Mokbel". "Con Marco Toseroni, il senatore Nicola Di Girolamo e Marco Iannilli, che mi era stato presentato come il commercialista di Cola e che verificai nel tempo essere la persona che si occupava di tutti gli affari di Cola". Iannilli è l'uomo che, nel 2008, per sua stessa ammissione, gira per conto di Mokbel sui conti svizzeri ("Yorkel" e "Riolite") dell'"Uomo del Presidente" i 7 milioni e mezzo di dollari della provvigione nera di Digint. Ma è anche l'uomo che lavora per Finmeccanica nella controllata Selex e, si scopre ora, che nel 2007 gira, sempre a Cola e per ragioni al momento misteriose, altri 4 milioni e 600 mila dollari. Lo racconta ai pm Corrado Prandi, padovano di 40 anni, che gestisce i conti in Svizzera di Cola. Nel suo verbale - pieno di "omissis" - del 13 luglio, dice: "Le somme, che arrivavano dalle società "Gartime" e "Emerald" riferibili a Iannilli, furono trasferite dalla Svizzera sul conto di Cola "Pamegard" a Londra e da qui a New York per l'acquisto di un immobile che non andò a buon fine. A quel punto, la somma venne divisa. Due milioni rientrarono in Svizzera e due milioni rimasero in un trust in America. Cola, alla fine, li utilizzò per comprare un appartamento a New York all'85esima strada".

GUARGUAGLINI: "COLA CHI? L'HO FREQUENTATO POCO"
Cola di qua, Cola di là. Operazioni di consulenza importanti (Mongiello ricorda l'acquisizione della americana "DRS technologies," quinto contractor della difesa Usa, e l'operazione di vendita degli elicotteri "C27Jspartan"). Soldi che viaggiano tra Svizzera, Londra, New York. Il Sismi. Eppure, Guarguaglini cade dal pero. Alle 17 del 12 luglio, i pm raccolgono una testimonianza che - nonostante i molti "omissis" - si rivela drammatica, costantemente sul filo della reticenza. "Dell'operazione Digint - dice il Presidente - mi sono occupato solo delle linee generali. So che aveva avuto una valutazione positiva da Claudio Chierici, direttore tecnico di Finmeccanica. Quanto a Cola, l'ho conosciuto alla fine del 2006, inizi 2007 e l'ho frequentato poco". "Non conosco Mokbel, né Toseroni, né Di Girolamo". E' vero, concede il Presidente, ho incontrato l'avvocato Chandra (traffichino di Singapore imbarcato dalla banda Mokbel nell'affare Digint). "Me lo presentò Cola, che mi disse che aveva conoscenze importanti nel governo dell'Indonesia. Che quel governo aveva budget importanti nella Difesa e questo poteva interessare il nostro Gruppo". Per il resto, Guarguaglini non vede, non sa, non chiede. "Ammetto - dice davanti agli stupefatti pm - che può sembrare strano che non abbia chiesto informazioni a Zappa dopo l'arresto di Toseroni e dopo che i giornali avevano pubblicato notizia dei suoi incontri proprio con Toseroni e Chandra". Non ricorda (gliela devono mostrare i pm) la nota che, nell'aprile 2007, gli viene inviata per renderlo consapevole del "veicolo" lussemburghese (la "Financial Lincoln") che deve schermare l'operazione Digint.

Purtroppo per Guarguaglini, oltre a Mongiello, lo smentirà anche Zappa. Interrogato il giorno successivo, dice di Cola: "Lo conobbi nel 2005, un anno dopo il mio arrivo in Finmeccanica. Frequentava il settimo piano di piazza Montegrappa (la presidenza ndr.). Mi disse che arrivava da "Selex" (società del gruppo di cui è amministratore delegato Marina Grossi, moglie di Guarguaglini ndr.) e che conosceva il Presidente e la moglie da circa, 7, 8 anni".

(17 luglio 2010)

Distratti tutti

..................ma se guardate bene oggi in Selex ci sono ancora uomini del sismi anzi dellìaise o comunque "neo promossi" li dentro infognati che però stanno tirando troppo evidentemente acqua al loro mulino!!!!! ai ai ai SVEGLIA

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