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La vita sta cambiando pelle

UN MARE TOSSICO ALTRO CHE DA BERE!

Francesco Cirillo

(sciroccorosso.org)
Prendono corpo le parole del pentito ed il rapporto nelle mani dell'autorità giudiziaria. Il "pentito radioattivo" aveva parlato di navi affondate nel mare tirreno fra Cetraro e Maratea nel 1992. Navi affondate grazie a  esperti in esplosivi forniti dai clan mafiosi del Tirreno Cosentino che con pescherecci sarebbero partiti proprio dal porto di Cetraro. Collegamenti con la Jolly Rosso ? Ancora non si sa. La Jolly Rosso si è tentato di affondarla il 14 dicembre del 1990 al largo di Paola. Ma l'affondamento non riuscì e le correnti la trascinarono davanti all'abitato di Campora San Giovanni , in località Formiciche. Forse gli armatori sono gli stessi, in quanto resta la singolarità del fatto che i luoghi dove queste navi sono state individuate siano gli stessi.

Testualmente il pentito ,e le sue dichiarazioni va detto  vanno sempre prese con le pinze così dichiarò:

«Io stesso»,dice il boss, «mi sono occupato di affondare navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi. Nel settore avevo stretto rapporti nei primi anni Ottanta con la grande società di navigazione privata Ignazio Messina, di cui avevo incontrato un emissario con il boss Paolo De Stefano di Reggio Calabria. Ci siamo visti in una pasticceria del viale San Martino a Messina, dove abbiamo parlato della disponibilità di fornire alla famiglia di San Luca navi per eventuali traffici illeciti. Fu assicurato che non ci sarebbero stati problemi, e infatti in seguito è successo. Per la precisione nel 1992, quando nell'arco di un paio di settimane abbiamo affondato tre navi indicate dalla società Messina: nell'ordine la Yvonne A, la Cunski e la Voriais Sporadais. La Ignazio Messina contattò la famiglia di San Luca e si accordò con Giuseppe Giorgi alla metà di ottobre. Giorgi venne a trovarmi a Milano, dove abitavo in quel periodo, e ci vedemmo al bar New Mexico di Corso Buenos Aires per organizzare l'operazione per tutte le navi. La Yvonne A, ci disse la Ignazio Messina, trasportava 150 bidoni di fanghi, la Cunski 120 bidoni di scorie radioattive e la Voriais Sporadais 75 bidoni di varie sostanze tossico-nocive. Ci informò anche che le imbarcazioni erano tutte al largo della costa calabrese in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza. lo e Giorgi andammo a Cetraro e prendemmo accordi con un esponente della famiglia di ndrangheta Muto, al quale chiedemmo manodopera. Ci mettemmo in contatto con i capitani delle navi tramite baracchino e demmo disposizione a ciascuno di essi nell'arco di una quindicina di giorni di muoversi. La Yvonne A andò per prima al largo di Maratea, la Cunski si spostò poi in acque internazionali in corrispondenza di Cetraro e la Voriais Sporadais la inviammo per ultima al largo di Genzano. Poi facemmo partire tre pescherecci forniti dalla famiglia Muto e ognuno di questi raggiunse le tre navi per piazzare candelotti di dinamite e farle affondare, caricando gli equipaggi per portarli a riva. Gli uomini recuperati», si legge nel memoriale, «sono stati messi su treni in direzione nord Italia. Finito tutto, io tornai a Milano, mentre Giuseppe Giorni andò a prendere dalla Ignazio Messina i 150 milioni di lire per nave che erano stati concordati». " So per certo», racconta l'ex boss della 'ndrangheta, «che molti altri affondamenti avvennero in quel periodo, almeno una trentina, organizzati da altre famiglie, ma non me ne occupai in prima persona."

Resta una perplessità sui relitti individuati , che è anche la perplessità espressa dal sostituto procuratore della repubblica Francesco Greco, da noi intervistato, che conduce le indagini sulla Jolly Rosso. Che i relitti avvistati siano quelli di navi da guerra affondate nella seconda guerra mondiale. Di questa eventualità ce ne parla al giornale anche Alberto Cunto scrittore storico di Praia  a Mare, che più volte si è occupato di episodi della seconda guerra mondiale avvenuti nella nostra costa tirrenica. Alberto Cunto  dice che sono sei le navi affondate da sommergibili durante la seconda guerra mondiale e forse due quelle durante la Prima guerra, fornendo anche le coordinate di ognuna. E le elenca una per una : " La nave Cagliari, dice Cunto, è stata affondata il 6 maggio del 41, dal sommergibile Taku,  ha una stazza di 2322 tonnellate, e si trova fra Diamante e  Cetraro; la Nave Federico C. è stata affondata il 28 luglio del 41, dal sommergibile UTMOST, è di 1467 tonnellate ed anche questa si trova nella stessa zona; la nave Vittoria Beraldo, di 547 tonn. affondata l'11 gennaio del 43 dal sommergibile Turbulent; la nave Bologna di 5140 tonn. affondata dal sommergibile Unbroken; la nave Henry Desprez di 9805 tonn., la più grande essendo una petroliera affondata il 3 giugno del 43 tra San Lucido e Paola; la nave Lillois, questa conosciuta dai sub, essendo davanti la foce del fiume Lao, di 3680 tonn. affondata dal sommergibile Torbay. In più , conclude Cunto, vi sono due navi della 1 guerra mondiale , la Umballa e la Lumaria affondate tra l'Isola di Dino e Praia a Mare.  Se si trattasse di queste navi si potrebbe tirare un sospiro di sollievo. Il mare , rimessi in moto i depuratori e bloccate le altre fonti di inquinamento, potrebbe veramente bersi.  Ma se quelle navi sono quelle indicate dal pentito allora la situazione è gravissima e tutti dovrebbero mettersi in moto in modo risolutivo. Bene ha fatto il Presidente Loiero a dirsi preoccupato e disponibile ad intervenire , ma questo vuol dire anche , abbandonate le facili dichiarazioni alla stampa, costituire da subito una task force che si prepari all'evenienza di trovarsi davanti un mare altamente tossico che confermerebbe irrimediabilmente l'aumento in tutto il tirreno cosentino di morti per leucemie e tumori. Lo ha dichiarato alla stampa qualche settimana fa il Dott. Cosmo De Matteis, direttore del periodico "Progetto", operatore sanitario e presidente nazionale del Cumi, il sindacato dei medici attivo su tutto il territorio della penisola.  «Nella nostra zona vi è purtroppo una crescita esponenziale tacita di patologie tumorali. Non vi è una famiglia che direttamente o indirettamente non abbia avuto o non abbia un proprio parente che sia affetto da patologia neoplastica». Questa è la disamina contenuta in uno scritto che affronta il problema in termini molto realistici, e che tiene conto dei dati dei ricoveri e della mortalità in aumento nella zona. «Basta recarsi al reparto di Oncologia dell'ospedale di Paola ­ afferma De Matteis ­ per scoprire che non riesce a far fronte alle tante domande di assistenza per tali patologie e che nonostante l'abnegazione e l'impegno del personale sanitario, la richiesta supera le possibilità di far fronte a tutte, ossia: chemio, radio e del dolore. Lo stesso dicasi per il servizio di Epatologia ove affluiscono da ogni parte pazienti affetti da epatite o altro». «Ho portato questi due esempi ­ prosegue ­ per ricordare a tutti che l'aumento enorme dei tumori è collegato al degrado ambientale in cui viviamo». Sostanzialmente, tale ragionamento è in linea con l'allarme lanciato nei mesi scorsi, per l'insorgere dei tumori tra gli abitanti del comprensorio in particolare di quelli residenti nelle vicinanze di tralicci della corrente elettrica dislocati in alcuni zone ben individuate. Tra le altre cause, viene menzionato il caso "quasi dimenticato" della Jolly Rosso, la nave arenatasi qualche anno fa sulle spiagge nei pressi di Amantea «con il suo carico di veleni in mare, così come è avvenuto per altre carrette che sembrano siano sprofondate nelle nostre acque». Intanto a proposito di leucemie possiamo smentire per fortuna la morte del proprietario di un ristorante posto davanti alla spiaggia dove finì la Jolly Rosso. Il ristoratore è stato colpito da un male che sta curando con la chemioterapia ma per fortuna è vivo. La notizia dell'aumento di leucemie nel Tirreno, ha dato modo al sindaco di Amantea , Giovanni Battista Morelli , di intervenire sull'argomento, gridando all'allarmismo che L'Espresso ha evidenziato sull'ultimo numero in edicola. Il sindaco afferma che : " sbandierare l'insorgenza di tumori nel mio comune,insinua certamente nel lettore una serie di immagini negative che possono distrarlo dal leggere con attenzione le affermazioni del prof. Pasquale Iacopino. Si può escludere la presenza di un potente cancerogeno o leucemogeno nel territorio di Amantea e comuni limitrofi. Inoltre i dati sono stati raccolti in un periodo troppo breve per risultare affidabili oltre ogni ragionevole dubbio". Restano da chiarire ed il sindaco potrebbe farlo a questo punto , cosa è stato trovato nelle due discariche nel territorio di Amantea a Serra D'Aiello dove sono stati sotterrati rifiuti provenienti probabilmente dalla Jolly Rosso.

Ma sentiamo cosa dice il Sostituto Procuratore Francesco Greco, intervistato da Mezzoeuro:

Domanda: Dott. Greco come si è giunti all'identificazione dei siti delle navi affondate ?
Risposta :
I nuovi ritrovamenti riferiti ai due siti sorgono a seguito della pubblicazione da parte dell'Espresso delle dichiarazioni di un pentito di mafia. Tra le tante cose dette dal pentito, questi  dichiara altresì che le organizzazioni mafiose, in particolare la ‘ndrangheta,  avevano un attività collaterale di smaltimento di rifiuti tossici, nocivi, nonché radioattivi. Il pentito ha anche dichiarato che al largo di Cetraro stazionavano tre navi con dei carichi speciali autonomi.  Una di queste contenente 120 bidoni di materiale nocivo o  radioattivo . Queste tre navi vennero affondate. Una di certo al largo di Cetraro , un'altra a Belvedere, l'ultima al largo di Maratea. Sulla base di queste dichiarazioni  le indagini hanno posto all'attenzione degli inquirenti due siti . Uno  al largo di Belvedere, 10-12 miglia,  dove è stato identificato un corpo estraneo. Così lo chiama  la ditta Nautilus  di Vibo valentia società cooperativa specializzata in lavori di alta ingegneria marina  .  Starebbe a significare in termini pratici che non si tratta di un fenomeno naturale come potrebbe essere una roccia. Molto probabilmente dovrebbe essere di carattere solido quindi metallico. Non c'è la certezza assoluta di quanto detto in quanto proprio in questi giorni deve giungere l'esito definitivo attraverso  questo Somar scanssoner che è uno strumento che attraverso esso si stabilisce la lunghezza . Questo corpo estraneo  di 126 metri è situato a circa dodici miglia al largo  di Belvedere lato Diamante sul quale essendo di enorme profondità 800 metri , è difficile l'accertamento su cosa sia con questo tipo di strumentazione.. L'altro sito a quattro miglia a largo di Cetraro ha portato al rinvenimento  di un'altra nave ed il corpo estraneo è della lunghezza fra gli 86 e i 105 metri di lunghezza larghezza dai 15 ai venti metri. La particolarità della nave è che attorno ad essa per circa duecento metri quadrati si vede un alone . Premesso  che il Somar non rileva i liquidi. Cosè questo alone ?  L'ipotesi è che potrebbe essere il carico della nave  che nell'urto è fuoruscito dalla chiglia posizionandosi a cerchio attorno alla nave per duecento m quadri circa.

Domanda: Potrebbe essere una nave da guerra ?

Risposta: Per noi questo è di un certo interesse perché a memoria d'uomo nessuno ricorda una nave affondata. Su Cetraro c'è una nave affondata ad un chilometro di costa ad una profondità di 38 metri. Cosa notoria questa nave e si vede anche quando il mare è limpido. Questo invece è a quattro miglia , otto chilometri dalla spiaggia , una lunghezza notevole. E' sito di interesse perché la cartonautica che abbiamo utilizzato  dal momento che sono iniziate le indagini, in quel sito non  segnalava nessun relitto. Una volta individuato il relitto siamo andati alla ricerca, anche attraverso Internet di navi affondate, ed in quel sito non risultava esserci nulla. Abbiamo guardato le nuove mappe aggiornate al febbraio 92, che riportano in quella zona alla distanza però di o,8 miglia , un errore di poche centinaia di metri , un relitto sconosciuto .  Il pentito dice che queste navi sono state affondate nell'ottobre del 92. L'aggiornamento della mappa è al febbraio del 92.  Dopo il 92 il sito viene aggiornato come relitto  e quindi teoricamente  non dovrebbe essere un relitto preesistente, risalente per esempio alla seconda guerra mondiale. Ho chiesto alla Capitaneria di Porto se esistono navi affondate sulla costa  e mi è stato risposto che l'unica nave affondata si trova al largo di  Scalea. Da qui nasce l'interesse investigativo. Se fosse una nave da guerra sarebbe stata segnalata anche per conoscenza di individuazione delle navi. Questa è una nave degna di nota. Io mi auguro naturalmente che non sia una nave dei veleni. Ma alla fine devo dedurre che non esiste un controllo sulle nostre coste . Aspettiamo alcune risposte da una telecamera che manderemo in profondità per vedere da vicino di cosa si tratta.

Domanda: Quali potrebbero essere i collegamenti con la  Jolly Rosso ?  

Risposta: Teoricamente nulla conduce alla Jolly rosso perché questa è una nave che non esiste più dal 1990. Qui parliamo del 92.  L'unico punto che li mette insieme è che il pentito cita come interlocutore per l'affondamento delle navi lo stesso armatore della Jolly Rosso. Un contatto tutto da verificare.

Domanda : Cosa c'è di vero sull'aumento dei tumori che potrebbero essere collegati alla presenza nel mare di rifiuti nocivi ?  

Risposta : C'è in effetti questo aumento di casi di leucemia ed è oggetto di studio da parte dell'Università di Reggio Calabria.

Già potrebbero esser relitti di guerra, ma i pescatori cominciano sempre di più a diffondere notizie di loro ritrovamenti nelle reti da pesca avvenuti negli ultimi anni. Si parla di strane tavolette formato sapone dall'odore strano e dal colore verdognolo, di strani contenitori di plastica tagliati sul fondo come per versare in mare il loro contenuto, di bidoni veri e propri portati a galla dalle correnti per poi sparire sul fondo del mare. In effetti se le navi sono oltre una ventina su tutto il mare calabrese qualcosa comincia a circolare e venire a galla, e questi non sembrano per niente i soliti rifiuti provenienti dai depuratori mal funzionanti. I dati tratti dall'archivio STB Italia di Genova e Milano, e da varie compagnie assicurative, tra cui la Lloyd register of Shipping di genova elenca , oltre la Jolly Rosso, alcune delle navi affondate e individuate. Uno dei primi affondamenti risale al 1982 ed è avvenuto di fronte all'isola di Zante in Grecia a pochi chilometri dalla nostra costa Ionica. La nave era la Motonave Barbara e trasportava un carico di 1200 tonnellate di manganese in fusti . Altra nave fu la Marco Polo affondata nel canale di Sicilia nel 1993. In questa zona procedendo su lacuni campioni di alghe e materiale ferroso si è riscontrata la presenza di torio 234 . La stessa nave perse alcuni containers al largo delle coste della Campania. Altra nave scomparsa risulta essere la Koraline, al largo di Ustica. Anche la Nicos 1 partita nel 1983 dal porto di La Spezia con un carico  di rifiuti tossici e diretta a Lomè nel Togo, dove non è mai giunta. E ancora l'affondamento della motonave Alessandro 1° avvenuto il 10 febbraio del 1991 al largo di Molfetta.

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