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Camorra: omicidio Tommasino, arrestata imprenditrice

(ANSA) - NAPOLI, 29 LUG - L' imprenditrice Olga Acampora, presidente del Gruppo piccola Industria dell' Unione Industriali di Napoli e' stata arrestata dagli agenti della Questura di Napoli con l' accusa di estorsione aggravata nell' ambito delle indagini per l' omicidio del Consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, ucciso nel febbraio del 2009. Il provvedimento e' stato emesso su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. La Acanfora, con la mediazione di Tommasino, consigliere comunale del Pd, avrebbe, tra la meta' del 2008 e gli inizi del 2009, chiesto l' intervento del clan D' Alessandro attivo a Castellammare di Stabia, per estorcere la riduzione dei costi di lavori professionali prestati alla sua azienda.

Olga Acanfora, amministratrice dell'associazione "Meta Felix" e componente del cda del Centro di medicina psicosomatica di Castellammare di Stabia, con interessi anche nel settore immobiliare, era stata eletta al vertice del gruppo piccola industria di Confindustria Napoli il 23 luglio 2009. Sposata, due figli, è il primo presidente donna del gruppo piccola Industria. Il consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, 43 anni, del Pd, fu ucciso il 3 febbraio 2009, nei pressi di casa, mentre era in auto con il figlio piccolo, da sicari ritenuti affiliati al clan D' Alessandro. Il movente dell'omicidio sarebbe stata una somma di denaro non restituita al clan. Uno dei sicari, Catello Romano, 19 anni, era iscritto alla stessa sezione del Pd di Tommasino. Le indagini per l'omicidio del consigliere comunale hanno portato all'arresto di Salvatore Belviso, ritenuto il braccio destro del boss Vincenzo D' Alessandro.

Oltre all'imprenditrice Olga Acanfora, 53 anni, presidente del gruppo piccola Industria di Confindustria Napoli, altre due persone sono state arrestate dalla polizia su richiesta della Dda di Napoli in relazione all' omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino. Si tratta di affiliati al clan D'Alessandro. I fatti contestati all'imprenditrice risalgono ad un periodo compreso tra la metà del 2008 e l'inizio del 2009. La Acanfora avrebbe chiesto l'intervento del clan camorristico D'Alessandro per ottenere la riduzione dei costi per lavori e prestazioni professionali nella propria azienda.

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