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La vita sta cambiando pelle

PERCHE' NON RITORNARE ANTROPOFAGI?

La lettura dell'articolo su "La Stampa" del 04/08/2010, che sotto riporto, riguardo il consumo di carne e la teoria dell'evoluzione, mi porta a questa riflessione.

Qualche tempo fa già rispondevo a una osservazione di questo tipo. Anche per Alan Woods e Ted Grant il cambiamento nella organizzazione sociale degli uomini è in relazione tra consumo di carne e aumento del volume del cervello che consuma il 20% dell'energia prodotta dall'organismo, nonostante costituisca soltanto il 2% del peso totale.
Questo grande apporto energetico nell'uomo di allora, sostengono questi antropologi, nelle condizioni ambientali in cui viveva, nonché nella ovvia non conoscenza dei nutrienti, fu possibile con l'alimentazione carnea, dove si trovano già pronte calorie, proteine e grassi. Non solo però animali, ma anche antropofagia.

Mi sembra sciocco e da film dell'horror sostenere oggi il consumo di carne su questa base evoluzionistica.
Perché non torniamo a mangiarci tra di noi, un pezzettino ogni tanto non fa male? Che dite? Professor Cannella che le pare?
In fin dei conti se si è fatto prima un po' di antropofagia perché non farlo anche ora! Che vuoi che sia una bistecchina di coscia umana una volta ogni 15 giorni... un po' di cervella crude una volta al mese... per l'intelligenza e contro il mal di testa...
Insomma la stupidità dell'attuale alimentazione e privazione di vita animale funzionale al disastro e ai dispiaceri della carne adducendo a una condizione primitiva non più esistente, ma conveniente agli stolti economicamente interessati e a drogati consumatori.
Che dire allora dell'evoluzione delle malattie dell'uomo scientificamente provato dall'uso di carni?

Aggiungerei anche questo link

HO VISTO... E HO SCELTO!

E quest'altra

CORRISPONDENZA TRA UNO SCRITTORE VEGANO E UN GIORNALISTA CARNIVORO

Luigi Boschi


Ed ecco l'articolo pubblicato da La Stampa:

Con la carne l'uomo è diventato più intelligente Secondo gli antropologi ha fornito energia per sviluppare cervello

(lastampa.it)

04/08/2010 - NEW YORK La notizia non farà piacere ai vegetariani, ma la scienza dice questo: da quando ha abbandonato una dieta fatta di foglie, bacche e frutta in favore della carne l'uomo è diventato più intelligente.

Secondo Leslie Aiello, un'antropologa e direttrice del Wenner-Gren Foundation di New York, un centro di ricerca sull'evoluzione, mangiare carne ha dato all'uomo più energia, consentendogli di sviluppare un cervello più grande e le facoltà che in sostanza lo differenziano dagli altri animali. «Non si possono avere un grande cervello e una grande stomaco allo stesso tempo», ha detto Aiello. La digestione, spiega, consumava la maggior parte dell'energia del corpo dei nostri antenati. Fino a quando non scoprirono la carne.

«Pensiamo che quel cambiamento nella dieta avvenuto circa 2,3 milioni di anni fa sia stato uno dei fattori più significativi nell'evoluzione della nostra specie». È in quel periodo che infatti appaiono i primi tagli sulle ossa degli animali, incisioni possibili solo utilizzando uno strumento affilato e il segnale della conversione carnivora dell'uomo.

Con l'evoluzione, il nostro intestino si è ridotto perché non serviva più avere un enorme organo per digerire i vegetali. I nostri corpi hanno potuto spendere più energia per sviluppare altri organi, come il cervello. E la nostra dentatura, grazie anche all'invenzione di rudimentali "posate" che fungevano da "denti esterni", si è ridotta, dando più spazio al cervello.

Ma anche con la carne cruda e dotati di coltello e forchetta, secondo Aiello, non avremmo fatto il salto di qualità, se non fosse stato per il "barbecue". Quando l'uomo ha iniziato a scaldare la carne, a cucinarla, l'ha resa più digeribile e ha ridotto drasticamente il tempo e il consumo di energia per masticare il cibo. Basti pensare che le scimmie, i nostri antenati più antichi, a volte masticano fino a sei ore al giorno.

«Platone disse che se fossimo animali normali, non avremmo il tempo di scrivere poesie», dice scherzando Richard Wrangham, un antropologo di Harvard. «Quello che in ultima analisi ci rende umani intellettualmente è il nostro cervello», aggiunge Wrangham.

come si spiega...

Se, come scrive l'Aiello, la carne rende intelligenti, come  spiega il numero stratosferico di imbecilli che popolano il pianeta? Anto

antropologo carnivoro

caro luigi mi era sfuggito l'articolo della Stampa. In questi mesi/anni in cui si allarga il dubbio sul mangiare carne, i soldi riescono sempre ad inventare qualche "scienziato" da spendere a favore della carne. All'antropologo carnivoro basterebbe rispondere che molte specie sono carnivore  e quindi dovrebbbero essere ben più intelligenti di noi e di lui...

Enrico

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