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La vita sta cambiando pelle

Vivisezione possibile anche per cani e gatti

Dopo 25 anni bruxelles modifica i regolamenti per gli esperimenti scientifici
Gli Stati membri dovranno adeguarsi. Gli animalisti: colpa delle pressioni delle lobby farmaceutiche
 

(IL SECOLO XIX) 9 SETTEMBRE 2010 - Negli stati aderenti all'Ue si dovranno valutare le implicazioni sul benessere degli animali per ogni test scientifico effettuato, utilizzando metodi che provochino il minor dolore e le minori ansie possibili. L'obiettivo della nuova legislazione è anche la promozione di metodi alternativi di ricerca scientifica, vincolando gli Stati a garantire l'utilizzo «ove possibile» di metodi alternativi.
Secondo Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei, invece «purtroppo la nuova direttiva non fa nulla di concreto per incoraggiare la sperimentazione di nuovi metodi, come la tossicogenomica (lo studio sulle colture di cellule umane, n.d.a.)». Secondo l'ex europarlamentare ai governi non sarà possibile intervenire a tutela degli animali: «Impedire agli Stati che lo vogliano di adottare standard pi&ugrav e; rigorosi rispetto alla direttiva - spiega - costituisce di fatto un disincentivo alla limitazione dell'uso di animali nella sperimentazione».

Cani, gatti, scimmie, topolini, oltre alle predestinate cavie, continueranno a essere sacrificate per una ricerca che, accusano molti, avvantaggia solo la «lobby della vivisezione». Il dibattito ha spaccato le forze politiche. Nel Pdl si sono confrontate le posizioni di Cristiana Muscardini, che ha espresso la speranza che l'accordo sia presto rivisto per «smettere di esercitare esperimenti inutili e ripetitivi«, anche perché«con esprimenti in vitro o con simulatori del metabolismo umano si possono raggiungere obiettivi più certi di quelli delle sperimentazioni animali», e di Elisabetta Gardini, secondo la quale «purtroppo, la ricerca sugli animali resta fondamentale e non esistono ancora alternative. Grazie a questi metodi, abbiamo cure contro leucemia, diabe te e tumori». Crescenzio Rivellini, deputato napoletano del Pdl invece sottolinea che «in coerenza con la mia coscienza ho votato contro».
Anche Clemente Mastella è intervenuto per spiegare che lui ha votato a favore, ma che nella normativa esiste un «aspetto inquietante che riguarda la possibilità di utilizzare cani e gatti randagi, animali catturati in natura (compresi i primati), e il fatto che non siano state poste limitazioni all'effettuazione di esperimenti senza anestesia o che provocano comunque agli animali alti e prolungati livelli di sofferenza».
La direttiva ha spaccato anche il centrosinistra. Se per Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura, il testo approvato «rappresenta un avanzamento rispetto alla legislazione attuale», per la collega di partito Rita Borsellino la nuova normativa invece «peggiora la vecchia, continuando a legittimare inutili e anacronistiche violenze».
Soddisfatta invece è la Lega, che, come spiega Giancarlo Scottà, ritiene che il testo «trova un punto di equilibrio, che permette di utilizzare metodi che provocano il minor dolore possibile, senza ostacolare la lotta contro le malattie».
La Lega anti vivisezione è atterrita, e individua i responsabili: «La lobby vivisettoria ha ben saputo veicolare le scelte politiche per ottenere maggiore libertà e minori restrizioni nel ricorso al modello animale», sostiene la responsabile del settore Michela Kuan.

LORENZO ROBUSTELLI