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IL GRUPPO MARCEGAGLIA

(impreseallasbarra.org)

ISTANTANEA

La famiglia Marcegaglia controlla un impero economico che si posiziona al 32esimo posto in Italia per giro di affari, relativamente al settore industriale (2007). I familiari di spicco sono Steno Marcegaglia, la moglie Palmira ed i figli Antonio ed Emma. Emma Marcegaglia è anche presidente di Confindustria e a seguito di tale ruolo fiduciara della totalità delle azioni della società Il Sole 24 ORE S.p.A., editrice dell'omonimo quotidiano. Nel marzo 2008 Antonio Marcegaglia ha patteggiato, davanti al Tribunale di Milano, una pena di 11 mesi di reclusione nell'ambito di un processo in cui era imputato per corruzione.

STRUTTURA E SETTORI

Le attività della famiglia Marcegaglia sono gestite attraverso tre gruppi principali: Marcegaglia Spa, Marcegaglia Energy Srl, Marcegaglia Ireland Ltd, controllati dalla finanziaria di famiglia Marfin Srl. Partite negli cinquanta in ambito metallurgico, oggi le attività di famiglia si estendono anche al settore dei rifiuti, energetico, turistico e finanziario.
Nel settore dell'acciao le imprese del gruppo ogni anno lavorano più di 5 milioni di tonnellate di materiale grezzo che viene trasformato in tubi, lamiere, profilati, pannelli ed in generale in semilavorati per la cantieristica, per le industrie di elettrodomestici e della metallurgia.
Nel settore dei rifiuti il gruppo operativo è rappresentato da EuroEnergy Group Srl attivo prevalentemente in Puglia, dove possiede 3 inceneritori con recupero di energia elettrica, 1 già funzionante e 2 in fase di costruzione. Il primo a Massafra in provincia di Taranto, di proprietà della controllata Appia Energy Srl; il secondo a Manfredonia in provincia di Foggia, di proprietà della controllata ETA Energie Tecnologie Ambiente Srl; il terzo a Modugno provincia di Bari di proprietà della controllata Eco Energia Srl. EuroEnergy possiede anche una centrale elettrica a biomasse nel comune di Cutro in provincia di Crotone gestito da ETA Energie Tecnologiche Ambiente Srl. Nel settore turistico la famiglia Marcegaglia possiede alcune strutture ricettive alberghiere ed immobiliari quali: l'isola di Alberella nella laguna di Venezia; il villaggio di Pugnochiuso sulla costa del Gargano, il villaggio Le Tonnare e Fort Village in Sardegna.

L'impero Marcegaglia, per un giro di affari complessivo di 4,2 miliardi di euro (2008) 

-FATTURATO

Nel 2008 le attività di famiglia hanno fatturato 4,2 miliardi di euro, per il 43% all'estero: in Europa (35%), e fuori dall'Europa (8%).

-DIPENDENTI

Marcegaglia impiega circa 6.400 persone di cui 5.400 in Italia e 1.000 all'estero (2008).

-PROPRIETA'

La società al vertice di tutte le attività, Marfin Srl appartiene a vari membri della famiglia Marcegaglia: il padre Steno, la moglie Palmira ed i figli Antonio ed Emma.

-DIRIGENTI

Il consiglio di amministrazione di Marfin Srl è composto interamente da membri della famiglia Marcegaglia. Presidente è Steno. Gli altri consiglieri sono la moglie Palmira ed i figli Emma ed Antonio (aprile 2009).

-PRESENZA GEOGRAFICA

Nel complesso le attività di famiglia comprendono 47 stabilimenti produttivi alcuni dei quali in Brasile, Cina, Russia, Polonia, Stati Uniti, Inghilterra.

-COMPORTAMENTI

a) TRASPARENZA
(basso impegno alla trasparenza)

GIUGNO 2009. Le aziende del conglomerato Marcegaglia non pubblicano nè bilancio sociale, nè bilancio ambientale.

 


b) SICUREZZA E DIRITTI DEI LAVORATORI
(scarsa sensibilità al tema dei diritti; morti sul lavoro)

MAGGIO 2009. Il conglomerato non si è dotato di alcuno strumento per la valutazione del rispetto dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani. Inoltre non richiede ai contoterzisti e fornitori la sottoscrizione di alcun codice di condotta che contempli, ad esempio, salario vivibile, libertà di organizzazione sindacale, condizioni di lavoro dignitose.

MAGGIO 2008. Nel maggio 2008 un operaio è morto nello stabilimento di proprietà del gruppo Marcegaglia nei pressi di Casalmaggiore in provincia di Cremona. L'uomo è stato schiacciato da un pacco di tubi di acciaio caduti improvvisamente da un supporto. Il sindacato, che ha definito l'incidente come un "evento sconcertante", ha sottolineato che "il coordinamento, le Rsu e i lavoratori della Marcegaglia sono da sempre costantemente impegnati sui temi della sicurezza, perche' negli anni passati nel gruppo vi sono stati altri infortuni". Tuttavia "l'impegno non è mai sufficiente", dal momento che "i carichi di lavoro, la fatica del lavoro, la fretta del lavoro e l'organizzazione del lavoro devono essere a misura d'uomo, non contro l'uomo" (Il Sole 24 ORE, Incidenti sul lavoro: infortunio mortale in uno stabilimento Marcegaglia, maggio 2008).

 


c) REGIMI OPPRESSIVI
(frequente ricorso ai regimi oppressivi)

Ha filiali in Russia, Cina, Qatar

 


d) PARADISI FISCALI
(frequente ricorso ai paradisi fiscali)

MAGGIO 2009.
Fra le controllate della società Marcegaglia Spa compare la finanziaria SIPAC SA domiciliata in Lussemburgo (Marcegaglia, Profilo, maggio 2008). Si presume che SIPAC SA sia la società di comando di numerose società di famiglia che non figurano nel bilancio consolidato di Marcegaglia Spa.

NOVEMBRE 2008. Durante l'inchiesta che nel 2008 ha coinvolto Antonio Marcegaglia le autorità svizzere hanno svelato che la famiglia, almeno fino al 2004 aveva all'attivo 17 conti cifrati in alcune banche svizzere, su cui sono transitati diversi milioni di euro provenienti dalle attività del conglomerato. Alcuni conti erano intestati a società, che operavano come fiduciarie della famiglia, domiciliate in paradisi fiscali come le Bahamas (La Repubblica, Nel mirino dei pm e del Fisco 17 conti segreti di Marcegaglia, 11 novembre 2008).



e) CONSUMATORI E LEGALITA'

(coinvolgimento in varie inchieste: traffico illecito di rifiuti pericolosi, associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, falso in bilancio; sequestro inceneritore; accusa di corruzione)

Nel Febbraio 2010 Steno Marcegaglia è stato messo sotto inchiesta dalla Procura della Repubblica di Grosseto, in qualità di Presidente del gruppo Marcegaglia, mentre altri 4 dipendenti del gruppo sono stati arrestati. Gli inquirenti ipotizzano che dirigenti e tecnici del gruppo Marcegaglia e di altre imprese industriali, siano stati complici di una ditta di Grosseto accusata di aver smaltito illegalmente milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi. Del gruppo Marcegaglia sono finiti in arresto tra l'altro, Mauro Bragagni, ex direttore dello stabilimento di Ravenna da dove sarebbero usciti rifiuti pericolosi e un tecnico di laboratorio sospettato di compilare falsi certificati di analisi sui rifiuti (La Repubblica, Maxi traffico di rifiuti tossici, indagato padre della Marcegaglia, 10 Febbraio 2010).

Antonio Marcegaglia è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta. Come amministratore della "Marcegaglia Building Spa", compare in una lista di imprenditori e società che, riuniti in un consorzio denominato Comast, avrebbero pilotato gli appalti per le barriere stradali fino al maggio 2007. Tra il 2003 e il 2007 si sarebbero aggiudicati in modo fraudolento almeno 16 gare d'appalto con un profitto illecito di 8 milioni e mezzo di euro. Ad agosto 2009 il giudice per le indagini preliminari di Trento ha dato il via libera per il sequestro preventivo di 2,1 milioni di euro dai conti correnti della famiglia Marcegaglia (Il Fatto Quotidiano, Tutti i guai di Lady Confindustria, 19 Gennaio 2010).

Nel settembre 2008 il sostituto procuratore del Tribunale di Bari sequestra e blocca i lavori di costruzione dell'inceneritore che Ecoenergia srl, controllata di Marcegaglia Energy Srl, sta costruendo a Modugno in provincia di Bari. Il magistrato indica una serie di violazioni di tipo documentale e paesaggistico e contesta, sulla base della perizia di due specialisti, la salubrità dell'impianto. "L'impianto in corso di realizzazione non è affatto improntato all'utilizzo della migliore tecnica" scrive il pubblico ministero. "Nel parere di Valutazione di impatto ambientale si omette del tutto di considerare il problema dello smaltimento delle ceneri, in tutto il mondo considerate rifiuto pericoloso. Omissione davvero grave, tanto più grave se si considera che il trattamento delle ceneri avverrà all'interno dell'impianto senza un'autonoma autorizzazione che allo stato manca". Secondo il pubblico ministero anche i fumi in uscita dalla ciminiera costituiscono un pericolo per la salute delle persone poichè l'impianto in costruzione è obsoleto e inquinante (L'Espresso, Rifiuti pericolosi, gennaio 2009). L'impianto è stato dissequestrato solo nel marzo 2009 dopo che la società si è resa disponibile ad eseguire alcune modifiche volte a migliorare l'impatto ambientale del termovalorizzatore e si è impegnata ad ottenere tutte le autorizzazioni mancanti e richieste per legge (La nuova ecologia.it, Modugno, inceneritore dissequestrato, marzo 2009).

Nel marzo 2008 Antonio Marcegaglia ha patteggiato, davanti al Tribunale di Milano, 11 mesi di reclusione, con sospensione della pena, nell'ambito di un processo in cui era imputato per corruzione. Secondo i magistrati inquirenti, nel 2003 una filiale del gruppo Marcegaglia, amministrata da Antonio, era coinvolta con "ricorrenti e sistematici episodi corruttivi nell'ambito dell'assegnazione e gestione di gare pubbliche per la fornitura di impianti macchinari e componenti" destinati ad Enipower, controllata di Eni. Nell'ambito della stessa inchiesta è stata patteggiata una multa di 500 mila euro anche per la società Marcegaglia Spa (Reuters, Enipower, Antonio Marcegaglia patteggia pena di 11 mesi, marzo 2008).

Il Pubblico Ministero di Mantova, nel 2008, ha avviato un indagine per falso in bilancio nei confronti della famiglia Marcegaglia. Tra il 1994 e il 2004 la famiglia aveva all'attivo alcune decine di conti correnti in banche domiciliate nei paradisi fiscali. In queste cassaforti di famiglie erano transitati per lo meno 22 milioni di euro che i magistrati ipotizzano possano essere frutto di manomissioni ai bilanci delle società del gruppoMarcegaglia (Il Fatto Quotidiano, Tutti i guai di Lady Confindustria, 19 Gennaio 2010).