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La vita sta cambiando pelle

Costringeva i pazienti a operazioni inutili. Arrestato primario dell'ospedale di Ragusa

Il medico è accusato di avere effettuato interventi chirurgici per patologie inesistenti, di avere redatto false diagnosi e di avere indotto alcuni ricoverati a scegliere di essere operati a pagamento

MASSIMO LORELLO

(repubblica.it) A una paziente è stato asportato l'unico rene sano che possedeva. Ora quella donna è in dialisi. A una ragazza è stata tolta un'ovaia senza alcun motivo valido. Una terza donna è stata operata due volte nell'arco di pochi giorni: la prima volta per porre rimedio a una patologia della quale era affetta da tempo, la seconda per rimuovere una garza dimenticata nell'addome durante l'intervento precedente.

È lunga e agghiacciante la lista di casi contenuti nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Ignazio Massimo Civello, 62 anni, responsabile del Dipartimento chirurgico dell'Azienda sanitaria provinciale di Ragusa e primario di Chirurgia toracica dell'ospedale civile del capoluogo. Il professionista è stato arrestato dai carabinieri all'aeroporto Fontanarossa di Catania poco dopo mezzogiorno.

È accusato di avere eseguito interventi chirurgici per patologie inesistenti, di avere formulato false diagnosi e di avere indotto alcuni pazienti a scegliere di essere operati a pagamento. Sono indagati altri professionisti appartenenti allo stesso reparto ma anche ad altre unità operative ospedaliere. I carabinieri del Nas hanno effettuato numerose perquisizioni.

Nei confronti del medico ha emesso ordine di custodia cautelare domiciliare il Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, su richiesta del procuratore Carmelo Petralia, che ha coordinato le indagini avviate nell'agosto 2008 e concluse nello scorso dicembre. Contestati al primario diversi casi di concussione ai danni degli ammalati ai quali offriva le sue prestazioni a pagamento con la falsa prospettiva, in caso contrario, di lunghissime liste d'attesa e della possibilità che non fosse lui a eseguire l'intervento chirurgico.

Il professionista avrebbe anche alterato le liste d'attesa per dare la precedenza ai pazienti che precedentemente erano stati visitati nei suoi studi privati. Sarebbero emerse anche falsificazione del registro di sala operatoria, nel quale veniva inserito artatamente il nome del primario, mentre in realtà in professionista si sarebbe trovato da tutt'altra parte. Il falso aveva l'obiettivo di fare lievitare il numero degli interventi cosiddetti "istituzionali" e cioè a totale carico del Servizio sanitario nazionale, aumentando così la casistica operatoria del dirigente medico. In alcune occasioni, il primario avrebbe anche operato senza il consenso informato dei pazienti.

(13 gennaio 2011)