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La vita sta cambiando pelle

Animalisti dicono falsita' sui circhi. Livio Togni e FederFauna querelano la Lav

14-01-2011  (federfauna.org) L'affermazione riportata il 12/01/2010 sul sito della Lav (www.lav.it): "i circhi con animali ricevono contribuiti fra i 5 e i 7 milioni di euro ogni anno dal Fondo Unico dello Spettacolo" e' falsa! Come e' falsa ed ancor piu' diffamatoria la dichiarazione: "tutti noi cittadini italiani paghiamo dai 5 ai 7 milioni di euro l'anno in contributi pubblici del fondo unico dello spettacolo al maltrattamento degli animali nei circhi", rilasciata dal presidente Lav, Gianluca Felicetti, alla trasmissione Matrix trasmessa il giorno prima da Canale5.

In realta' 6.252.883,32 euro sono la quota complessiva del Fondo unico per lo spettacolo da erogare nel 2010 per il sovvenzionamento sia di tutte le attivita' circensi che di tutte le attivita' dello spettacolo viaggiante (educative, promozionali ed editoriali comprese), fonte il Ministero per i Beni ed Attivita' Culturali. Lo stesso Ministero riporta che la quota per "Attivita' circense in Italia - anno 2010" e' stata di euro 1.577.000 e che quella per "Attivita' circense in Italia - anno 2009" e' stata di euro 1.929.000, sempre suddivisa tra tutti i circhi che hanno avuto accesso a tale contributo.

Per qualcuno di loro e' stato di "ben" 5.000 euro!... Il solo progetto "(C)Ave Canem" (quello per i cani di Pompei), promosso dalla Lav, ha preso oltre 100.000 euro di contributo. Contributo che e' oggi oggetto di interrogazioni parlamentari. E' la stessa Lav a garantire che 121.000 euro in neanche 9 mesi, li ha spesi per 55 cani. Ma e' sempre lei anche ad aver garantito a fine novembre: "Ora - ben dopo la chiusura del Progetto - negli Scavi ci sono pochissimi cani e accuditi e volontari formati grazie a un nostro corso che entrano ufficialmente".

Vien da chiedersi, se c'erano i volontari, come sia possibile che in gennaio un giornalista giapponese abbia salvato un cane che stava su un tetto da almeno tre giorni!... Vien da chiedersi come mai nello stesso periodo, la cronaca locale riporti che nell'area "scorrazzino beati un centinaio abbondante di cani senza padrone", ovvero il doppio di quelli censiti col progetto, quando la Lav aveva parlato di "sette cani rimasti nell'area" la cui presenza "impedisce nuovi inserimenti "naturali" di vaganti e randagi, evitando, quindi, di far rioccupare l'area da un numero non sostenibile di cani"!... Nel suo rendiconto della gestione anno 2009, la Lav dichiara di aver avuto costi e oneri totali pari a 2.295.106 euro di cui 1.017.141 euro da attivita' da campagne istituzionali, e guai a dubitare che tali campagne non siano ad esclusivo beneficio degli animali.

Guai pensare che quegli animali pubblicizzati solo come beneficiari di tanti soldi possano essere invece usati per raccoglierne. Infatti, nello stesso articolo in cui comparivano le falsita' sui circhi, la Lav comunicava di aver dato mandato ai propri legali di adire per diffamazione contro Livio Togni, per alcune dichiarazioni riportate lo stesso giorno dall'agenzia Il Velino. La prima e': "dietro ad una facciata che dichiara di volere solo il bene degli animali c'e' un business che gli animali li sfrutta" e la seconda e': "Anche perche' speculare sugli animali e' piu' facile che speculare sulle persone. Le persone si lamentano se i soldi raccolti per loro non arrivano, gli animali non possono lamentarsi se i soldi non gli arrivano o se sono trattati male, e quindi le associazioni possono approfittarsene".

Da notare che la Lav era stata citata da Togni nell'intervista originale solo per il suo statuto e non era stata per nulla citata nell'articolo dell'agenzia Il Velino. Quindi due opinioni che la Costituzione italiana garantisce di poter esprimere e che tra l'altro non erano espressamente riferite alla Lav. Perche' la diffusione di certe opinioni alla Lav brucia cosi' tanto?... Devono tutti avere fede nelle associazioni animaliste solo perche' dichiarano esse stesse di essere "riconosciuta Organizzazione Non Lucrativa di Utilita' Sociale ed Ente Morale con i relativi obblighi di rendicontazione, trasparenza e controlli"?

Una cosi' rapida e forte presa di posizione contro l'espressione di un'opinione, tra l'altro largamente condivisa, non fa che alimentare i sospetti che tanta trasparenza in realta' non ci sia. Ovviamente, contro la Lav ed il suo presidente fa seguito una querela per falso e diffamazione sia di Livio Togni che di FederFauna.

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