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Cosa e come fare per denunciare un avvocato?

Come fare per Denunciare un Avvocato o dei Magistrati?
Cosa e come fare per denunciare un avvocato?

(agoravox.it  20-01-2011) Ho letto in questo sito, e anche su tanti altri, ripetute lamentele di cittadini "stritolati" dal tritacarne giudiziario, nel combinato disposto di:
1) avvocati incapaci e disonesti
2) magistrati ignoranti, corrotti e spesso vagabondi, (lavorano per un numero di 4,2 ore al giorno: la statistica è ufficiale, i dettagli sul Vade-mècum per denunciare un magistrato a breve pubblicazione)
3) sistema giudiziario inefficiente, che si trascina nella sua lentezza e nella sua inarrestabile produzione di errori e iniquità fra coloro che possono pagare ed ottengono favori e servizi (oltre che sentenze favorevoli) e coloro che invece non avendo i mezzi, l'ingiustizia la subiscono prima, durante e dopo il processo.

L'Italia è sempre fra gli stati più condannati dalla Corte Europea dei Diritti Dell'Uomo di Strasburgo per violazioni della Convenzione europea sui diritti umani, e in particolare dell'art. 6, che impone agli Stati di garantire una durata ragionevole dei processi. Il 37 per cento di tutte le sentenze di condanna da parte della Corte per inefficienza della giustizia è a carico dell'Italia.

Nel 2008 la Corte emette 82 sentenze contro l'Italia (più che per qualsiasi altro Stato dell'Europa occidentale), di cui 51 per la lentezza dei processi.
Al 31 dicembre 2008 pendono presso la Corte 4.200 casi riguardanti l'Italia, cioè il 4,3 per cento del totale (solo Russia, Turchia, Romania e Ucraina ne avevano un numero maggiore). Di tali casi, 2.600 sono per la durata eccessiva dei processi, materia per la quale l'Italia ha riportato 999 condanne negli ultimi dieci anni. In tale periodo (1° novembre 1998 - 31 dicembre 2008), la Corte dichiara ammissibili 1.744 casi riguardanti l'Italia, un numero inferiore solo a quello dei casi riguardanti la Turchia.

L'Italia è inoltre lo Stato con il maggior numero di sentenze di condanna della Corte europea di Strasburgo non eseguite sul piano interno: 2.467 su un totale di 3.544 casi pendenti dinanzi al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa.

Per dare un contributo attraverso la mia personale esperienza, ed avendo io denunciato e querelato sia un avvocato che dei magistrati, voglio portare il mio bagaglio di conoscenza all'attenzione di tutti i lettori in modo che ne possano fare tesoro e possano, attraverso la lettura dei miei consigli, ottenere un po' più di giustizia di quella che otterrebbero senza le mie due guide: quella di come si denuncia un avvocato e quella di come si denuncia un magistrato.

Dal punto di vista della legge, un avvocato è uguale ad qualunque altro cittadino e se denunciato, subirà un processo qualora i fatti descritti nella denuncia abbiano una rilevanza penale.

Esiste però un Codice Deontologico, che ogni ordine degli avvocati pubblica sul loro sito e riguarda quelle regole che impongono un certo comportamento e che servono ad armonizzare i rapporti fra avvocati e clienti, fra avvocati e testimoni, e anche fra avvocati e avvocati oltre che, fra avvocati e magistrati.

Troppo spesso la gente confonde le violazioni al Codice Deontologico con quelle al Codice Penale
, e invece questa è la prima distinzione da fare.

Se nascono dei dissidi fra avvocato e cliente, questi vanno riportati quasi sempre alle norme del codice deontologico ed il cliente dovrà far valere quello invece che tentare spesso inutili denunce penali che non risolverebbero il caso.

Io per esempio ho intrapreso sia la denuncia penale nei confronti di un avvocato, sia la denuncia all'Ordine degli avvocati di appartenenza. Non si trattava di un avvocato che assisteva me, ma di avvocati che usavano la testimonianza di un loro collega per farmi condannare.

Dunque, nel mio caso le supposte violazioni erano:

1) al codice penale, per falsa testimonianza, art. 372 c.p.p
2) al codice deontologico per violazione dell'art 52 che prevede che gli avvocati non possano mettersi d'accordo con un testimone per avere da lui deposizioni compiacenti.

Nel mio caso, essendo il testimone avvocato, nonché parte dello studio che mi faceva causa, la "compiacenza" era palese visto che in tutti i casi in cui gli avvocati fanno quattro chiacchiere con i testimoni e si mettono un pochettino d'accordo sulle domande che faranno... Queste quattro chiacchiere, nessuno sa che vengono fatte, e la compiacenza non è certamente riscontrabile, ma nel mio caso il tizio che era seduto a dare le risposte era un collega di studio del tizio che gli faceva le domande e dunque, che si fossero messi d'accordo fra domanda e risposta è assolutamente certo (con quale spontaneità può mai rispondere un testimone che è seduto lì perché sta eseguendo una missione per conto dello studio che lo paga?!). Questo io lo definisco killeraggio legale.

Comunque, per esperienza mia, queste vicende sono troppo sul filo del rasoio dell'interpretazione del singolo magistrato e vale troppo la discrezionalità del Pubblico Ministero che, se decide di archiviare, archivia e basta, ed il cittadino che denuncia il reato (falsa testimonianza) non riceve alcun ristoro di giustizia.

Anche le procedure dell'ordine degli avvocati però, sono molto di manica larga e difficilmente vanno a condannare un loro iscritto collega. Gli ordini professionali sono decisamente corporativi e tesi alla autoconservazione della casta: essi tenteranno in tutti i modi di assolvere disciplinarmente il loro iscritto ed eviteranno di sanzionarlo per non infangare l'intera categoria.

Io ho avuto a che fare con un avvocato che lavorava in uno studio legale di Milano e che è venuto in Toscana, nella città dove lavoravo, a fare un'indagine per il suo studio di appartenenza e poi ha direttamente partecipato alla causa civile, non come avvocato ma come testimone (era l'unico, tra l'altro). Ha redatto delle denunce e ha dichiarato delle cose che erano l'esatto contrario di quello che dichiaravano i miei testimoni che conoscevano i fatti del processo, che vivevano nella mia città da sempre e frequentavano i luogi oggetto della deposizione, per libera scelta e da lungo tempo

Al processo, undici persone dicevano delle cose, lui, l'avvocato-testimone su commissione ne diceva altre, e i giudici hanno creduto a uno contro undici.

Questo strano fenomeno antiscientifico passa sotto il nome di libero convincimento e cioè: un giudice ha tutta la libertà di credere ad un unico soggetto con evidenti interessi nella causa e che viene a testimoniare su esplicito mandato lavorativo invece di credere a undici soggetti che hanno conosciuto i fatti spontaneamente, per anni ed anni e non ricevono alcun compenso per quello che dichiarano durante la deposizione.

Nel mio caso, quell'avvocato è stato poi assunto ed è diventato uno dei partners dello studio, tanto che quando è uscita la sentenza lui ha potuto festeggiare la vittoria, non come avvocato che la patrocinava ma come avvovato che la vinceva quale testimone (unico) nella causa.

Quando ho provato a denunciarlo sia dal punto di vista penale che da quello deontologico, il suo studio di appartenenza ha messo in ballo tutta la forza che aveva per proteggerlo, facendo pressioni sulle procure e sull'ordine degli avvocati e tutti i fascicoli sono stati chiusi con un timbro di archiviazione.

Per farvi capire poi, l'assurdo della cosa e come il destino si sia messo a giocare con noi, è accaduto questo.

Ho portato in Procura la mia denuncia e tutto è stato archiviato. Siccome nella mia denuncia (che ho firmato da solo ma che ho scritto con l'aiuto di un amico avvocato) avevo fatto richiamo fine all'articolo 408 del C.p.p, che prevede che io debba venire informato del fatto se la mia denuncia viene presa in considerazione o archiviata (questo richiamo è importantissimo! Altrimenti archivierebbero senza farvi sapere nulla, statene certi)

Quando ricevetti la comunicazione di archiviazione presentai opposizione all'archiviazione (http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quinto/titolo-viii/art410.html), che infatti è prevista nell'ipotesi in cui ti rendi conto che chi doveva svolgere indagini non lo ha fatto oppure, le ha svolte ma non ha capito molto.

Quindi, negli otto giorni a disposizione, prendo visione del fascicolo (quattro fogliettini da nulla dove quel procuratore va a vedere giusto dove è nato il tizio avvocato che denunciavo) e poi chiude immediatamente il caso. Allora, sempre secondo legge, noi aggiungiamo argomenti (per chiedere un'ulteriore indagine si deve assolutamente aggiungere, altrimenti bocciano di sicuro) e con questi nuovi argomenti chiedo che le indagini continuino e si proceda per la incriminazione che porti al processo.

Purtroppo anche il secondo giudice che doveva approfondire il (quasi inesistente) lavoro del primo chiude il caso con questa motivazione:

"l'opposizione alla archiviazione viene respinta perché colui che ha chiesto la prosecuzione delle indagini
(che sarei io) non poteva farlo visto che il reato di falsa testimonianza è un reato che offende principalmente l'amministrazione della giustizia (il Tribunale, diciamo) e dunque il soggetto che avrebbe il diritto/dovere di fare quella richiesta è proprio colui che di fatto la respinge.

Insomma: se l'opposizione alla archiviazione non se la chiede lui da solo, non la possono chiedere altri. E con questa finissima risposta mi hanno chiuso anche questa porta in faccia.

Ma dalla copia di tutti questi fascicoli sono però uscite delle informazioni oltremodo paradossali. L'avvocato/testimone che avevo denunciato e querelato, e a cui mi ero opposto alla prima archiviazione, nel frattempo cominciava ad avere, come si dice dalle nostre parti, "il culo stretto", e si era subito premunito di incaricare uno dei migliori penalisti del foro di Milano, un vero Principe: Libero Corso Bovio, uno che aveva fra i suoi clienti gente come:

Marcello Dell'Utri, pupillo dell'Opus Dei, che nonostante le condanne definitive e non, per false fatture e frode fiscale, tentata estorsione, concorso esterno in associazione mafiosa, siede rieletto in Senato;

Stefano Ricucci, uno dei furbetti del quarterino;

l'ex ministro della Sanità, Girolamo Sirchia;

gli attori interessati alla scalata dell'Antonveneta;

la Impregilo, uno dei colossi Fiat per le costruzioni, legalmente appartenente a Piergiorgio e Paolo Romiti;

aveva assistito molte case editrici quali la Rcs, Sole 24 Ore, la Società San Paolo ed altre.

Dunque il neolaureato avvocatino di Milano che, per compiacere lo studio legale dove faceva praticantato, si presta alla marchetta fuori orario di una testimonianza in trasferta e dunque far vincere la causa ai colleghi, ma si ritrova un paio di denunce penali ad inizio carriera, viene subito assistito da un pezzo da 90 che prontamente lo spalleggerebbe se il processo contro di lui dovesse nascere... e che cosa succede poi?

Corso Bovio si sparerà in bocca per motivi a tutti sconosciuti ma di cui tanto hanno parlato i giornali, ricordandolo però per delle frasi molto famose fra cui:

"Come si capisce se un avvocato dice bugie? Basta vedere se muove le labbra. Io dico che gli avvocati hanno un debito di verità. Se presentano un testimone poco credibile non ci guadagnano. È nell'interesse del cliente raccontare sempre la verità. E dunque dico: quando un giornalista è corretto? Quando rende un buon servizio informativo al suo cliente, il lettore. Ma il sistema deontologico dei giornalisti è forse troppo autoreferenziale. Forse siamo poco aperti al pubblico, che invece deve poter segnalare e intervenire per verificare la qualità del prodotto. Una sfida simpatica per i mezzi di informazione potrebbe essere sottoporsi al controllo dei lettori, non per castigare questo o quel giornalista, ma per dare un bollino blu di qualità all'informazione. L'etica del giornalismo, la morale del giornalista, devono aprirsi alla costante verifica del pubblico".

Dunque, per tirare le somme sulla vicenda:

un grosso studio legale di Milano, prende un ragazzo neolaureato in legge e gli fa fare la parte del testimone-Giuda in un processo in provincia. La controparte (che sarei io) si incazza come una biscia e denuncia l'avvocatino di primo pelo che però viene subito assolto dalla Procura.

Il sottoscritto però fa opposizione e cerca di mandare avanti le indagini, allora l'avvocatino capisce che ha pestato la merda sbagliata e si prende il top dei top dei penalisti milanesi che dice appunto che nei processi si dovrebbero portare testimoni credibili (sic!), ma allo stesso tempo si presta per difendere un testimone incredibile che depone su commissione.

Quello che succede successivamente nella testa del difensore del testimone che ho denunciato nessuno può saperlo e nessuno lo ha saputo visto che si tolse la vita sparandosi in bocca.

Ci sono però due correnti di pensiero:

1) quelli che descrivono inspiegabile il gesto e che lo collocano fuori dal lavoro e dai processi che seguiva l'avvocato
2) quelli che invece lo ricollegano alla causa di corruzione giudiziaria che stava seguendo il giorno del suicidio, al tribunale di Prato, dove un giudice avrebbe intascato fra i 40 e i 50 milioni di lire per aggiustare un fallimento.

Questo è l'allegro contesto in cui si svolgono i processi con avvocati che, pur di avere un testimone, mandano un ragazzino a fare il Giuda in trasferta e poi gli forniscono il top dell'assistenza legale quando la vicenda rischia di degenerare in un processo penale contro il testimone.

L'avvocato che doveva difenderlo è coinvolto in un processo dove un giudice intasca grosse mazzette e quello stesso giorno, al ritorno dal Tribunale di Prato si toglie la vita.

Non è film, non è un racconto di fantasia, ma si tratta della Reale Ricostruzione di Ordinaria Ingiustizia dei Tribunali italiani, che sono la trascrizione di fatti realmente accaduti di cui faccio fedele relazione.

P.S.: Segue a breve una guida su come denunciare un magistrato.

 

Fabio del Toro

Link diretto a questo post:
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/01/come-fare-per-denunciare-un-avvocato.html

 

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