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Federalismo e rischio pareggio, si tratta

Nella note vertice lega-berlusconi. Il Senatùr: «Serve il sì o salta tutto». Iniziata la votazione alla Bicamerale: Bossi ha incontrato Fini. Baldassarri (Fli): «Mia valutazione non è positiva»

(corriere.it) MILANO - La Lega tratta fino alla fine pur di scongiurare il pericolo che finisca con un pareggio la votazione della Bicamerale sul federalismo municipale. Le dichiarazioni di voto sono già iniziate: Linda Lanzillotta (Api) ha annunciato il suo voto contrario , mentre la senatrice Svp Helga Thaler ha confermato il suo voto favorevole. Il senatore di Fli Mario Baldassarri, che potrebbe risultare alla fine l'ago della bilancia della votazione, annuncia che non voterà a favore del decreto sul fisco municipale, ma non fa ancora capire se il suo voto sarà contrario o di astensione. Nel suo intervento alla Bicamerale per il federalismo, il senatore finiano ha ribadito tutti i suoi dubbi sul decreto, spiegando che «la sua valutazione non può essere positiva». Se Baldassarri voterà contro, il risultato del voto finale sarebbe di 15 voti a favore e di 15 contrari, determinando il respingimento del parere di maggioranza, così come di quello d'opposizione. Se invece si dovesse astenere, passerebbe il parere di maggioranza, con 15 voti a favore e 14 contrari. «Sono in corso contatti che potrebbero portare a un esito positivo del voto» aveva spiegato il presidente della Commissione Enrico La Loggia, ai microfoni di Radio 24.

INCONTRO BOSSI-FINI - Prima della seduta si è tenuta una riunione dello stato maggiore della Lega a margine dei lavori con il leader Umberto Bossi, il ministro Roberto Calderoli, il capogruppo Marco Reguzzoni e i componenti della commissione. Di buon mattino, lontano da sguardi indiscreti, il Senatùr aveva anche incontrato a Montecitorio il presidente della Camera Gianfranco Fini. Un incontro che è servito a fare il punto proprio sulla delicata partita del federalismo. L'incontro, al quale non ha partecipato nessun altro esponente leghista o di Fli, è durato diverse decine di minuti. Poco dopo, il leader della Lega ha risposto in modo sibillino ai cronisti che gli chiedevano se in caso di pareggio nel voto nella Bicamerale si sarebbe tornati alle urne: «Vediamo, vediamo...», si è limitato a dire.

VERTICE A PALAZZO GRAZIOLI -Nella notte a Palazzo Grazioli i vertici della Lega hanno incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per fare il punto della situazione, dopo le ultime due estenuanti giornate di trattative condotte dal ministro Roberto Calderoli. E soprattutto per stabilire cosa fare se in Commissione si dovesse arrivare «al voto di parità» tra maggioranza e opposizione. Il rischio di un pareggio esiste e un esito di questo tipo renderebbe di fatto nulli gli sforzi della Lega di arrivare ad una approvazione condivisa della riforma federale. Umberto Bossi, a riguardo, è stato chiaro: se non ci sarà «una maggioranza politica il rischio delle elezioni è concreto». Berlusconi dal canto suo ha spiegato che «in caso di pareggio il governo procederà lo stesso visto che la legge lo consente».

IL SUMMIT - I vertici della Lega hanno prima cenato al Senato e poi si sono recati a Palazzo Grazioli. Alcuni senatori del Pdl riferiscono che Bossi è stato categorico: dobbiamo portare a casa il federalismo, altrimenti «c'è il rischio che salta tutto». Alla cena era presente anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Tra le ipotesi anche quella di deduzioni per le famiglie numerose da inserire nel provvedimento, ma per ora resta il no dei rappresentanti delle opposizioni. Sul rischio pareggio il Pdl prova a mettere le mani avanti, ma il Pd va all'attacco. «Se in Commissione finisce 15 a 15 - ha spiegato Pier Luigi Bersani - diremo che non ci sono le condizioni né politiche né giuridiche per andare avanti. Diremo a Pdl e Lega fermatevi!».

NOVITÀ - Quanto al decreto, l'ultima versione approvata mercoledì, prevede alcune novità: il bonus per gli inquilini è stato bocciato, ma sono stati introdotti il fondo di perequazione e la compartecipazione all'Iva, votata all'unanimità.

Redazione online
03 febbraio 2011

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