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La vita sta cambiando pelle

Celiachia, malati in aumento. Anche Cibus Tour si attrezza

Alla fiera alimentare un'intera giornata dedicata all'approfondimento della malattia celiaca, che in Europa è diagnosticata in una persona su cento, e a Parma in quasi mille pazienti di Gastroenterologia.

ALESSANDRO TRENTADUE

(parma.repubblica.it) Nel tripudio di gusti e sapori di Cibus Tour c'è spazio anche per chi alcuni cibi non li può mangiare. Tutti i prodotti che contengono glutine, per esempio. Sono off-limits per chi è affetto da celiachia, ovvero l'"intolleranza permanente al glutine in soggetti geneticamente predisposti".

Sull'approfondimento e la divulgazione della malattia celiaca, Pianeta Nutrizione ha dedicato l'intera giornata di sabato 16 aprile. Nel Padiglione 7 della fiera alimentare  -  che ospita, tra gli altri, diversi stand dedicati ai prodotti senza glutine  -  si è svolto un ciclo di conferenze e seminari di medici ed esperti, a cui ha partecipato anche l'Associazione Italiana Celiachia (AIC). Una patologia che "necessita di una ricerca medica importantissima", dicono  -  concordi  -  i relatori, specialisti di diversi ospedali della Regione, che hanno parlato al pubblico di Cibus Tour presentando i dati di un fenomeno crescente soprattutto in Italia, dove la sensibilità al glutine è molto diffusa per questioni ambientali.

I DATI DELLA PATOLOGIA - Più gli anni passano, più la celiachia si riscontra in un numero sempre maggiore di soggetti. Se negli anni '80 in Europa solo una persona su mille ne era affetta (negli Stati Uniti era quasi sconosciuta), adesso  -  nell'arco di un ventennio  -  un individuo su cento è celiaco (uno su centocinquanta negli USA). A Parma sono 900, tra adulti e bambini, i pazienti dell'unità operativa di Gastroenterologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, il centro più grande e avanzato dell'Emilia Romagna per quanto riguarda il trattamento della patologia. Lo conferma il professor Gian Luigi dè Angelis, direttore del reparto oltre che della Scuola di specializzazione di Gastroenterologia dell'Università di Parma, nel suo seminario sui "Quadri clinici atipici di celiachia".

Due i tipi della patologia che si conoscono meglio: celiachia tipica e atipica. La prima è quella che viene diagnosticata entro i tre anni di vita, mentre la seconda dopo i tre anni. Dei quasi 600 casi analizzati nel centro di Gastroenterologia dell'Università di Parma dal 2000 al 2010, solo il 31% presenta una forma di celiachia tipica, mentre il 69% di celiachia atipica. Sono invece ancora largamente sconosciute e in fase di studio la celiachia "silente", che presenta una mancanza di sintomi a livello intestinale ed extraintestinale, e quella "latente", che si può presentare a una seconda biopsia anche a distanza di un tempo indeterminato.

LE COMPLICAZIONI - La celiachia tipica presenta sintomi quali diarrea, calo di peso, arresto della crescita, e irritabilità. Oltre all'intolleranza alimentare, poi, vi sono diverse patologie associate agli individui celiaci. Nella sua forma atipica, la patologia presenta diverse manifestazioni extraintestinali. Tra le più frequenti: l'anemia sideropenia, causata da un malassorbimento di ferro nell'organismo dovuto alla dieta senza glutine, e la dermatite erpetiforme, una malattia cutanea che si manifesta con vesciche e bolle che creano prurito. Oltre a sangue e pelle, la celiachia crea altre complicazioni a livello ginecologico, come l'infertilità (anche maschile), gli aborti ricorrenti, il basso peso del bambino alla nascita, e a livello orale, come lo sviluppo ridotto dello smalto dentario. Diverse poi le manifestazioni neurologiche, al fegato, alle ossa, e ai reni. Anche le malattie della tiroide e il diabete sono comuni nei pazienti celiaci.

Per limitare la presenza dei sintomi e ridurre il rischio di queste manifestazioni extraintestinali, gli specialisti consigliano una sola terapia: la dieta senza glutine (che è presente in cereali quali frumento, avena, orzo, segale, farro, kamut, triticale e spelta). Sono poi sono concordi nell'indicare la biopsia intestinale come unico modo per diagnosticare e valutare la malattia celiaca. Attenzione quindi alle false diagnosi e alle "iper-valutazioni", cioè quelle analisi a cui segue il trattamento alimentare anti-glutine anche quando non è necessario. "La celiachia è diventata una malattia di moda  -  spiega dè Angelis  -  che sempre più giovani attrici, modelle ma anche ragazze comuni usano per giustificare un'alimentazione limitata". Ricorrono cioè all'intolleranza al glutine come "scusa" per mangiare meno e mantenere la linea. Per questo il direttore di Gastroenterologia consiglia di rivolgersi solo ai centri medici di riferimento che rispettino le direttive delle società scientifiche internazionali preposte alla diagnosi e al trattamento della celiachia.

 

(17 aprile 2011)

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