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La vita sta cambiando pelle

Ubaldi: "Non mi ricandido. Miei debiti 70, i suoi 700"

L'ex sindaco legge la lettera di dimissioni di Vignali e poi spiega: "La città? Io non l'ho lasciata così.."

(parma.repubblica.it) Non si candiderà, vede bene l'arrivo del commissario Cancellieri e rinnega - ancora una volta - il suo delfino. Proprio al sindaco Ubaldi è toccata la formalizzazione in consiglio delle dimissioni dell'ex pupillo. Ora, con nuove elezioni alle porte, Ubaldi intende ricandidarsi alle amministrative? "No- assicura l'interessato- non credo". Neanche se lo chiederà la città? "La città ha altro da chiedere", è certo l'attuale (ancora per poco) presidente del consiglio comunale al termine della seduta lampo di oggi.

Vignali, nella sua lettera alla città, ha affermato di aver "pagato cara" la scelta di fermare la realizzazione della metropolitana. "Ma no, i poteri forti sono a volte a favore e a volte contro- commenta Ubaldi- non è questo il problema". Il problema "è l'indebitamento e alcune parti poco chiare, che ora verranno chiarite- aggiunge l'ex primo cittadino- che hanno toccato l'amministrazione". L'origine dell'indebitamento, però, arriva ad interessare la stessa amministrazione Ubaldi. "Di debiti ho lasciato poco più di 70 milioni di euro, un'entità fisiologica per un Comune come Parma- si difende l'interessato- se poi c'è chi li porta a quasi 700, dovrà pensarci chi verrà adesso".

Per l'appunto, secondo Ubaldi la prima cosa che deve fare il commissario è "tenere il debito così com'è senza portarlo avanti" e tentare di mettere in campo misure perá avanzare "un pò di risoluzione del problema". Detto questo, poi "avrà poco da fare- avverte- resterà solo sei mesi, cosa volete che possa fare?".
Tornando alla metropolitana, opera ideata da Ubaldi ma spesso definita "faraonica" e mai portata a termine, tra le polemiche, lui ribadisce: "faraonica non credo", una metro serviva e serve perchè Parma "non è una città che si gira in un quarto d'ora" a piedi. Per quanto riguarda Vignali, il presidente del consiglio ribadisce che la mancanza del numero legale che ha interrotto la seduta di oggi non ferma le dimissioni: da oggi "non è più il sindaco", sentenzia, fatta salva la possibilità di ripensarci entro 20 giorni. Un'avventura, quella di Vignali in comune, conclusa con una missiva da far leggere in aula a qualcun'altro: vicenda che dà un "carattere di precarietà e di assoluta confusione" all'epilogo dell'ex sindaco, conclude Ubaldi.

(29 settembre 2011)