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La vita sta cambiando pelle

Teatro Regio di Parma: Ei fu!

Teatro Regio di Parma
C'era una volta una stagione lirica

Incontro dimesso presso la sede del Municipio di Parma per la presentazione della stagione 2012 del Regio di Parma. Pur considerando il Ridotto del Regio impegnato per gli auguri tra autorità, la scelta del luogo e dei tempi sono sembrati alquanto inadeguati.

Presente il subcommissario Pomponio e il Sovrintendente Meli.
Il dibattito, lo si poteva immaginare, più che sulle scelte artistiche sarebbe stato sulle scelte gestionali del Teatro. Purtroppo le risposte del subcommissario alle domande sono risultate insufficienti, spesso con dei giri di parole per non dire nulla e lasciando per ora una incompresa nebulosa. Cercando di estrapolare la sintesi da frasi circonvolute.
-Il bando per l’incarico a Sovrintendente non si sa quando ci sarà? “Ci sarà, per ora non c’è!” E allora sarà di competenza del Commissario o del prossimo Sindaco visto che il contratto del Sovrintendente scade a giugno 2012? Non c'era la volontà di essere precisi.
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Quanto costa il Teatro chiuso? “7 milioni circa all’anno”
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Come si giunge al budget previsto di 10 milioni anno, posto che il FUS 2011 è di 1.350.000? Qui in particolare la retorica sofista non è mancata, dopo un lungo giro di parole: “ lo stiamo definendo nella sua composizione tra le forze istituzionali e gli sponsor”
-Sarà rinnovata la Convenzione con l’Orchestra del Teatro Regio, che pare essere in scadenza, visti i rinnovi triennali? Qui Pomponio ha dato il meglio di sé nei sofismi: “Lei sa che potrebbe essere in scadenza?” Dalla platea Enrico Maghenzani,  Segretario generale dell’Orchestra, si premurava di dire che scade nel 2015. Che Maghenzani l'abbia rinnovato qualche giorno fa? Io chiedo a lei subcommissario se ha letto quell’oscenità di Convenzione firmata da Carra e da Pellegrini, e se ritiene possibile che una orchestra privata utilizzi il nome del Teatro Regio non solo come marchio in concessione gratuita, ma nella ragione sociale della srl? Tra l’altro con un passaggio anteriore da associazione POE (Parma Opera Ensemble). Mi chiedo cosa intenda fare? Vista poi l'attenzione ai costi perché non si utilizza l'orchestra Regionale Arturo Toscanini che non avrebbe costi o molto contenuti in quanto già finanziata dalla Regione e dal FUS? Orchestra che già coproduce con i teatri di Piacenza, Modena, Bolzano. Logiche di coproduzione enunciate e che ora sembra siano sostenute dal Sovrintendente.
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Quante sono le alzate di sipario annue? Qui risponde Meli: “14 per la stagione, 20 per il Festival Verdi, 10 per i concerti. Quelli proprio istituzionali del Teatro saranno circa 50/60 anno. Oltre agli incontri non solo nostri.”.

Praticamente si stabilisce un budget di 10 milioni, per pagare la struttura che ne vale 7 di milioni e 3 milioni circa dovrebbero essere per le produzioni. Ma non ci sono 30.000 euro per stabilizzare i precari! Sembra una situazione quasi paradossale. E’ come se si comprasse una super auto tutti gli anni per partecipare ai gran premi, si ingaggiano piloti e team e la si tiene in garage perché non ci sono i soldi per la benzina. O meglio, i soldi per la benzina ci sono stati… spesi male!
E ora anziché fare 150/180 alzate di sipario annualmente se ne fanno 50. Qualcosa proprio non va! E qui il problema non è Meli! Mi chiedo se un CDA possa approvare una linea gestionale di questo tipo. Mi pare di capire che Meli esegua, ben remunerato, ciò che gli si chiede.
Una stagione scarna, per non dire scarsa, composta da due opere, di cui una in coproduzione con Operà di Monte Carlo, il programma di 11 concerti, cancellata la danza, da sempre molto seguita… e non penso fosse una produzione da sbadgettare!
Cari Consiglieri passati e attuali (pensare che fra i passati vi furono pure Frateschi e Monteverdi! Con quali competenze Ubaldi?) vi sembra una strategia sostenibile? Speriamo che "l'indagine ispettiva per capire bene la situazione" porti i risultati di trasparenza auspicati.
Facile riempirsi di gloria quando Lunardi assicurava con Arcus oltre 3 milioni di euro anno… senza render conto a nessuno delle scelte gestionali e artistiche e pensare di essere “Capitale della Musica!”
Una riflessione a questo punto è dovuta: è palese che se il Festival Verdi non muta nel progetto culturale e non viene finanziato a livello nazionale non è sostenibile. Ed è altresì evidente che se non si cambia registro culturale il teatro è morto e gli spettacoli assumeranno sempre più le sembianze, se già non lo sono, di funeree e compassare passerelle… di un tempo che fu. (Parma, 21/12/2011)

Luigi Boschi

Cuore infranto

Quanta tristezza mi prorompe nel cuore, leggendo quanto accade intorno alla gestione del Teatro Regio.

A chi siamo in mano?

Non nascondo che si sperava in un intervento molto più efficace e autorevole da parte del subcommissario.

Promuovere una gestione attenta e professionale, con personaggi di sicura esperienza e non manipolati, con stipendi adeguati e sostenibili senza eccedere in sprechi assurdi inoltre attingere alla collaborazione delle Agenzie solo se si rende necessario e comunque senza sudditanza e con attenta valutazione delle offerte senza che vengano favoriti facili guadagni ingiustificati e ingiustificabili. 

Eliminare quel clientelismo che aleggia stucchevole e subdolo; dare incarichi e occupazione a chi realmente ha i requisiti e non ad amici e/o parenti che non hanno ne arte ne parte e se tutto va bene hanno visto lo zecchino d'oro una volta perchè li hanno obbligati!

E' ora di ribellarsi a questo stato di cose, il Teatro Regio ha bisogno di onestà e trasparenza e non ultima in ordine di importanza ma fondamentale: della PROFESSIONALITA'!!!

Nik Xela