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Antipirateria: l’Italia vuole essere più forte degli Usa

(blog.focus.it) Negli Stati Uniti le iniziative contro la pirateria on line viaggiano su un doppio binario. La legge SOPA (Stop on line piracy act) che impone la chiusura dei siti che usano materiali copyright senza pagare i diritti, ma anche di quelli che hanno con loro transazioni economiche, ha subito una battuta d’arresto: grazie alla temporanea auto sospensione di molti siti internet (da Wikipedia a Mozilla) che hanno chiuso i battenti per protesta, e alla opposizione di Google, Facebook, Twitter, e molti altri portali, alcuni senatori e deputati che prima sostenevano il provvedimento, ci hanno ripensato, togliendo il loro voto e il loro sostegno.
Il giorno dopo però, quasi la Sopa fosse già in atto, è stato chiuso il sito Megaupload, uno dei principali riferimenti per vedere film. I suoi dirigenti sono stati arrestati e accusati di aver impedito la fruizione di diritti del valore di 500 milioni di dollari. Una sorta di prova generale.
Gli Usa però non sono soli. Nonostante in novembre la Comunità europea abbia espresso un parere negativo riguardo al SOPA, il  parlamentare italiano Gianni Fava ha appena proposto un emendamento relativo all’applicazione della legge comunitaria (un adeguamento agli obblighi giuridici europei che deve essere ogni anno approvato in Italia), che , di fatto, bloccherebbe Internet ancora di più che il SOPA. Mentre la legge americana infatti richiede l’intervento della magistratura, la proposta italiana per bloccare la pirateria, consentirebbe la rimozione immediata dei contenuti on line su qualsiasi piattaforma, in base a una denuncia spontanea, fatta dunque da chiunque ritenga di essere stato leso. Non solo: verrebbero ritenuti colpevoli non solo i siti, ma anche i provider. Con il risultato che, per non avere problemi, molti servizi potrebbero decidere di non aprire più spazi non commerciali.
Fava è stato ricevuto ieri a Washington da Lamar Smith, primo firmatario del SOPA, per un confronto tra pari. Le proteste sono molte. Ed è possibile anche firmare una petizione .