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Sergio Pellegrini furioso contro Silvia Avanzini, scrive alla Gazzetta di Parma

L'Orchestra del Regio

Gentile direttore,
sono costretto a chiederle un po’ di spazio per esprimere tutta la mia indignazione verso la rappresentante sindacale Silvia Avanzini del settore spettacolo della Cgil che, continua imperterrita a diffamare l’Orchestra del Teatro Regio su giornali locali di scarsa o nulla diffusione.
Capisco che frugare nel pattume sta purtroppo diventando una necessità, vista l’indigenza di settori sempre più ampi della popolazione; meno comprensibile è la stessa necessità dovuta ad indigenza intellettuale, ma tant’è. In uno di questi «cassonetti» cittadini, a corollario di un articolo tanto disinformato quanto scritto sotto dettatura della suddetta, la delegata sindacale si esprime in prima persona segnalando al nuovo Sindaco il problema dell’Orchestra del Regio.

Qual è il problema? Sarà forse il fatto che in 12 anni di attività il livello qualitativo, riconosciuto internazionalmente, dell’Orchestra ha raggiunto vertici inimmaginabili? Sarà il fatto di aver sempre assicurato lo stesso livello anche a fronte di periodi (tanti) in cui gli emolumenti venivano onorati con mesi di
ritardo? No, è la colpa gravissima di aver rinnovato l’assetto societario passando dalla dicitura «Orchestra del Teatro Re-
gio di Parma» a «Nuova Orchestra del Teatro Regio di Parma»: crimine orribile, anche se scelta più che legittima e condivisa da tutti i soci in assemblea. Soprattutto in noi c’è la volontà di andare avanti, nonostante l’ insicurezza del nostro posto di lavoro (a dif-
ferenza di quello della signora Avanzini) nella precarietà di convenzioni che assicurano un lavoro di pochi mesi all’anno e
con la spada di Damocle di vedersele rescisse per meri calcoli di opportunità politiche.
Ma sarà veramente questo il problema? Se fossimo tutti tesserati Cgil si starebbe a perdere tempo? La risposta è fin troppo
scontata, ma porta con sé un problema grande come una casa e che neppure i superiori della delegata pare che notino.
E’ allettante sentirsi rappresentati da un sindacato che non ha capito che esistono anche i lavoratori precari? E’ compren-
sibile che un sindacato faccia il tifo più spudorato per una Istituzione (la Toscanini) che è già occupata a tempo indeterminato nella Regione e ostracizzi in tutti i modi l’attività dei tanti giovani che riescono a lavorare, pur fra mille problemi, con la nostra orchestra (che, fra l’altro, aspetta ancora 650.000 euro dalla Fondazione Teatro Regio per tutta l'attività già svolta nelle Stagioni lirica e concertistica)? Io credo che un sindacato, che si offenderebbe se fosse ancora considerato come cinghia di trasmissione di una parte politica, dovrebbe sposare la nostra causa, pur continuando a difendere i diritti acquisiti di settori maggiormente protetti. Non mi
aspetto che lo capisca una funzionaria tanto zelante quanto carrierista, ma i vertici cittadini, almeno quelli, si. Lei, di-
rettore, potrebbe chiedermi perché non ho mandato questa lettera al giornale suddetto. In chiusura le risponderò brevemente: perché più colpevole del cecchino è chi ne arma la mano. E, visto che tutti si affrettano a dare suggerimenti al Sindaco, io mi limito a fare
chiarezza sulla vera posta in gioco sull’unico giornale cui fanno riferimento da sempre i parmigiani.

Sergio Pellegrini
Presidente e Direttore
artistico dell’Orchestra
del Teatro Regio di Parma

Parma, 16 giugno

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