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Da dove viene la crittografia? (da www.blog.forseti.it)

La crittografia, l’arte di nascondere le informazioni da “sguardi” indiscreti, ha origini molto lontane: i primi esempi si possono già trovare nelle civiltà egizie e mesopotamiche. La crittografia ha poi attraversato i secoli giocando ruoli molto importanti anche in momenti storici fondamentali come le moderne guerre mondiali.

Un sistema crittografico basa il suo funzionamento sulla “cifratura” e sulla “decifratura”, ovvero sulle due fasi che trasformano rispettivamente il messaggio da “testo in chiaro” a “testo cifrato” e viceversa. Ad esempio, la parola “ciao” potrebbe diventare “dlbp” tramite la fase di cifratura e tornare “ciao” dopo quella di decifratura. Tutto ciò è possibile grazie al cosidetto “algoritmo di crittografia”, una determinata e ben precisa sequenza di operazioni capaci di trasformare il testo e renderlo privo di significato agli sguardi di chi non possiede informazioni su come decifrarlo.

Esempi storici di cifrari, o algoritmi di crittografia, sono il codice atbash degli Ebrei, la scitala degli Spartani, il cifrario di Cesare (che prevedeva lo spostamento in avanti delle lettere di un testo rispetto all’alfabeto), per poi passare agli esempi moderni dei dischi cifranti e delle macchine crittografiche. Da sottolineare l’evoluzione, ovvia vista la nascita dei calcolatori, a partire dal 1940: importantissimi in tal senso i contributi di Shannon e Vernam. Nella seconda guerra mondiale la crittografia ebbe un ruolo fondamentale nelle comunicazioni e nelle scelte strategiche.

A partire dagli anni ottanta invece, ha preso piede la crittografia asimmetrica, che, in opposizione alla storica tecnica di tipo simmetrico, non utilizza la stessa chiave per la cifratura e la decifratura, ma una coppia di chiavi diverse (come gli algoritmi RSA, DES e AES).

Gli algoritmi di crittografia continuano ad essere in evoluzione, grazie alle varie discipline coinvolte: informatica e potenza di calcolo dei computer, matematica, fisica. Ciò oltre che auspicabile è necessario per poter affrontare e resistere alle tecniche sempre più sofisticate di crittoanalisi, la disciplina che si occupa di decifrare messaggi pur non avendo a disposizione le chiavi di cifratura.

La crittografia, che esiste e perdura da secoli, probabilmente continuerà a farlo nel futuro, chiaramente in forme diverse, come quelle basate su curve ellittiche e meccanica quantistica: l’esigenza di nascondere l’informazione da sguardi indiscreti resisterà ancora per lunghi periodi.