Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

I FALSARI DEL REGIO

Qualcuno con 2.613 euro avrebbe voluto accaparrarsi una commessa, senza averne i titoli, di 283.615 euro. Come fare? Si costituisce una nuova società versando solo la quota (2.613 euro) del capitale deliberato (10.445 euro) e la si fa subentrare, in modo tutto arbitrario, a una convenzione di un'altra società dal nome simile. La commessa musicale di 283.615 euro determinata nell'ambito del Festival Verdiano 2012 da 162.620 euro per l'Otello (sostituito ora da Rigoletto) con organico di 71 elementi e 120.995 euro per la Battaglia di Legnano con organico di 57 elementi.

Ma il Sindaco Pizzarotti ha impedito che questo ennesimo scempio economico amministrativo che si protrae al Regio di Parma dal 2003 fosse fatto, affidando alla Filarmonica Toscanini l'attività musicale nel Festival Verdi 2012. Determinando così il ritorno della Toscanini al Regio dopo 12 anni e un risparmio di 80.000 euro.
Il Sindaco, viste le manovre palesemente manipolatorie e strumentali per interessi personali, se non ricattatorie da parte dell'Orchestra Teatro Regio srl, dovrebbe procedere con l'annullamento della Convenzione, la richiesta alla società dell'Orchestra di lasciare immediatamente i locali della Fondazione impropriamente occupati nel Teatro e il divieto di utilizzare il nome "Teatro Regio di Parma" nella propria denominazione sociale.
Una sovrapposizione di nomi artatamente simili per creare confusione e la quasi impossibilità di
comprensione per i cittadini che si perdono facilmente nel meandro di soggetti giuridici dai nomi simili, impedendone una chiara opinione nel merito. Ci tentò anche Baratta, per altri versi con il nome di Toscanini, ma gli andò male!

L'orchestra del Teatro Regio di Parma srl non è della Fondazione Teatro Regio, come si potrebbe immaginare, ma di privati. Non è una orchestra stabile, ma a chiamata, costituita da professori per lo più con altri incarichi in Conservatori o Orchestre. Un gruppo di 37 musicisti soci gestiti da Sergio Pellegrini (Presidente) e amministrati da Enrico Maghenzani. Dal 16/06/2012 la società è in liquidazione, e lo stesso Maghenzani ne è il liquidatore.

Ora sono indispensabili alcuni breve passaggi storici

La società orchestrale forniva il proprio servizio in funzione di una Convenzione, voluta dall'allora Sindaco Ubaldi, stipulata nel 2003 tra l'Associazione Parma Opera Ensemble (POE) e la Fondazione Teatro Regio. Qual era il motivo di una Convenzione quando sulla piazza vi erano altre organizzazioni disponibili? Con la possibilità quindi di indire bandi o una trattativa negoziata? L'Orchestra del Teatro Regio di Parma non ha mai vinto un appalto tramite bando né attraverso trattativa negoziata.

Nessuna scelta artistica, ma solo la volontà politica del Sindaco Elvio Ubaldi che voleva rompere il rapporto con l'orchestra regionale Arturo Toscanini, dove il Comune era pure socio.
I soldi dovevano girare per alimentare il suo feudo e i privilegi dei suoi accoliti e non una Istituzione stabile come la Toscanini con sede nella città, sostenuta dalla Regione.
L'occasione per attuare questo suo disegno risale al 1999 e la colse quando i musicisti dell'Orchestra Toscanini manifestarono con uno sciopero alla prima della “Battaglia di Legnano” (05/02/1999) contro il loro sovrintendente Gianni Baratta perché non indiceva concorsi atti a incrementare l'organico sotto dimensionato. Il Sindaco anziché valutare le ragioni dei musicisti e fare pressione politica per allontanare l'egemonia dispotica di Baratta, forse per effetto dei neuroni specchio, pensò bene di riprodurne una simile, ma a lui favorevole, con Pellegrini e Maghenzani. Lo sciopero ebbe solo una ripercussione negativa sull'organico e sulla attività artistica della Toscanini.

Dal 2001 iniziò l'attività della nuova orchestra a chiamata gestita da Pellegrini e Maghenzani attraverso POE (Parma Opera Ensemble) e dal 2003 regolata da una Convenzione. Da allora la Toscanini (una ICO) fu estromessa, di fatto, dal Regio.
Si deve fare chiarezza sulla nascita del complesso orchestrale e sul percorso amministrativo, che ha portato -come dice Carra il Segretario Generale nel verbale del 04/04/2012 del CDA della Fondazione- a dare soluzioni tecniche a decisioni politiche a suo tempo prese.

Quando l'Associazione POE chiude l'attività si legge nel verbale del CDA della Fondazione del 31/01/2012, nella Convenzione subentra la società OTR srl (costituita il 07/10/2006) che in modo totalmente arbitrario e senza alcuna autorizzazione utilizza nella ragione sociale il nome Teatro Regio di Parma. Vi è l'appropriazione “ingiustificata” del nome in quanto come si evince al punto 1 della Convenzione firmata l'08 agosto 2003 era la Fondazione che denominava il complesso orchestrale messo a disposizione da POE e successivamente, con una lettera integrativa del 02/01/2007, dalla OTR srl. Ma guarda caso proprio alcuni mesi prima che scadesse il 2° mandato di Ubaldi.
Chi ha autorizzato Sergio Pellegrini in qualità di presidente ad utilizzare il nome Teatro Regio di Parma nella srl? Cosa non prevista dalla Convenzione. E come è possibile che questo si sia protratto così a lungo? Eppure da questo blog se ne denunciava più volte l'abuso.

E veniamo ai giorni nostri

Nel cda della Fondazione Teatro Regio del 31/01/2012 al 5 punto dell'OdG (varie e eventuali) viene trattata la Convenzione tra Fondazione e OTR (Orchestra Teatro Regio srl).
Strano che una così importante decisione sia da un punto di vista economico, artistico e di approfondimento legale, non sia stata messa nell'indice con un punto dedicato, ma sia stata posta tra “varie e eventuali”. Stiamo parlando di un impegno di spesa per diverse centinaia di migliaia di euro annuali che impegna la Fondazione per ben tre anni per un importo totale considerevole (qualche milione di euro);
Il Presidente informa i Consiglieri che la Convenzione che regola i rapporti economici con l'Orchestra sta per scadere e ne propone il rinnovo”. Sorprende un po' questo atteggiamento da parte del Commissario dottor Ciclosi subentrato al sindaco dimissionario Pietro Vignali.
Questa informazione di Ciclosi era ingannevole in quanto la Convenzione era sì in scadenza il 30/06/2012, ma il rinnovo era tacito a meno che non fosse giunta disdetta da parte di uno dei soggetti. Chi ha suggerito questo al Commissario? E il Commissario come mai non ha approfondito ciò che accadeva e permesso di approfondire ai Consiglieri? E perché subcommissario Pomponio lei ha eluso la mia domanda sul rinnovo della Convenzione in occasione della presentazione della stagione lirica 2012?
Nel verbale viene inoltre ripercorso l'aspetto economico: il compenso unitario lordo (più IVA) per prestazione giornaliera, stabilito inizialmente in euro 130, è stato rivalutato nel corso degli anni passando a 150 dal 2006 al 2007, euro 170 dal 2008 al 2010, euro 180 nel 2011.
Il Consiglio su proposta del Presidente delibera all'unanimità il rinnovo della Convenzione con la società orchestra del Teatro Regio srl per uguale periodo”. Quindi per tre anni, fino al 2015. E bravo Commissario Ciclosi!! Ma vi sarà poi un dietrofront.

Guardate che coraggio hanno avuto di scrivere i soci di Maghenzani e Pellegrini. Nella loro lettera affermano: “che la nostra società percepirebbe dal Teatro 180,00 euro per la singola prestazione giornaliera del Professore d'Orchestra. Non è vero”.
Un bel ghigno di bronzo! E proseguono:
“Inoltre questo ricavo non copre solo il costo della singola prestazione artistica, ma anche il costo di gestione della nostra azienda, del personale tecnico e amministrativo, delle consulenze, degli oneri bancari... per citarne solo alcuni”.
Ebbene nella Convenzione si legge che gli danno uffici e servizi: La Fondazione si impegna a mettere a disposizione dell'Orchestra il luogo per le prove e per lo spettacolo, verificandone l'agibilità, garantendo la presenza del personale di servizio e delle attrezzature tecniche necessarie per lo svolgimento del concerto. Sono a carico della Fondazione i costi relativi al noleggio del materiale musicale necessario alle esecuzioni.
Sono altresì a carico della Fondazione l'espletamento delle pratiche e l'assunzione dei costi SIAE relativi alla esecuzione degli spettacoli programmati.
Sono inoltre a carico della Fondazione le spese di promozione e pubblicità.
La Fondazione si impegna a mettere a disposizione dell'Orchestra un locale interno del Teatro Regio adibito ad ufficio per l'espletamento delle pratiche di carattere organizzativo inerenti il complesso orchestrale”.
Possono essere ancora credibili questi soci firmatari di falsità, meschine e “pellegrine” giustificazioni?

Ma non c'è mai fine per l'avidità. Ottenuto il rinnovo le “menti contorte” del verminaio all'interno del Regio operano per sgravarsi della vecchia società (perché? per quali ragioni?) e realizzare un altro soggetto giuridico.
Il 22/03/2012
viene costituita un'altra società con 11 soci (Pellegrini, Marchello, Ambrosini, Franceschini, Francia, Kerrich, Mazzoli, Negrotti, Salsi, Scalvini, Tannoia) rispetto ai 37 della precedente con il nome di fantasia (?) “Nuova Orchestra Teatro Regio di Parma srl” con sede legale in via Garibaldi 16 a Parma, ossia all'interno del Teatro Regio. Presidente sempre Sergio Pellegrini. Questa nuova società subentra nella Convenzione, senza averne titolo, alla precedente SRL che il 16/06/2012 veniva posta in liquidazione e la sede legale da Parma, sempre presso il Teatro Regio, trasferita a Carpi in via Aldo Moro 9/c presso lo Studio Soliani – Vignoli.

Nel cda della Fondazione Teatro Regio del 04/04/2012, si nota però un ripensamento di tutti i componenti. Ciclosi, con il suo alto senso di responsabilità verso le Istituzioni, aveva capito di aver pestato? Lui che diceva di parlare per atti. E questi li sono.
Dopo la precedente approvazione, infatti, stranamente sempre tra le “varie e eventuali” al 6 punto dell'Odg, si legge: Il Presidente rappresenta l'opportunità ad evitare dubbi e incertezze che la metodologia adottata per il rinnovo della Convenzione stipulata dal Teatro Regio con la Orchestra Teatro Regio srl sia attentamente riesaminata alla luce sulla normativa dei contratti”. L'allora Segretario Generale, Gianfranco Carra, concorda con il Presidente, ritenendo che sia giunto il momento, di approfondire alcuni aspetti giuridici del rapporto che lega il Teatro Regio alla società che gestisce l'orchestra”.
Condividendo l'analisi del Presidente e preso atto dell'intervento del Segretario generale il Consiglio all'unanimità delibera “di affrontare la problematica relativa all'orchestra e alla Convenzione stipulata adottando quelle soluzioni procedurali che consentano di mettere in sicurezza le scelte del Consiglio nel rispetto della trasparenza e delle norme”.

E cosa dice la legge? Il Decreto legislativo 163/2006, denominato anche Codice degli appalti, identifica chiaramente la Fondazione Teatro Regio di Parma come un "organismo di diritto pubblico" anche se di denominazione privata. Quindi, la Fondazione è soggetta all'applicazione della norma che regola lo svolgimento degli appalti.
Entrando nello specifico, la norma dice chiaramente che, anche se in particolari casi non è necessaria la pubblicazione di un bando di gara (come per ragioni di natura tecnico-artistica), le stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti pubblici mediante gara negoziata. Cosa che non è assolutamente successa quando la Fondazione Teatro Regio ha firmato la convenzione con l'Orchestra né con l'Associazione POE né con i successivi soggetti subentrati.

Tecnicamente, la “Nuova Orchestra del Teatro Regio di Parma srl” è un fornitore della Fondazione Teatro Regio di Parma a cui è stato richiesto un particolare servizio regolato da una convenzione e però non si capisce a quale titolo la società sia subentrata e chi ne abbia autorizzato il prosieguo.
La legge inoltre dice chiaramente che
"il cambio o la modifica della ragione o della denominazione sociale di Ditte o società commerciali dev’essere seguito dalla stipulazione di un nuovo contratto".
In questo caso abbiamo avuto ben
due subentri
senza alcun nuovo contratto.
La convenzione firmata nel 2003 tra Fondazione Teatro Regio di Parma e POE (Parma Opera Ensemble) è stata trasferita a “Orchestra del Teatro Regio di Parma srl” e successivamente interveniva la “Nuova Orchestra Teatro Regio srl”. Una bella mente fantasiosa... vi pare?

Ma non finisce qui. L'art. 5 della convenzione firmata il giorno 8 agosto 2003 dice testualmente che "[...] l'accordo si intenderà rinnovato per un uguale periodo di tempo (3 anni...) nel caso in cui nessuna delle due parti notifichi all'altra la propria volontà di non rinnovarlo [...]".

Purtroppo, per Maghenzani e Pellegrini, l'art.67 punto 7 del d. lgs 163/2006 dice:
"E' in ogni caso vietato il rinnovo tacito dei contratti aventi ad oggetto forniture, servizi, lavori, e i contratti rinnovati tacitamente sono nulli".

Possibile che nel Teatro Regio rappresentativo della cultura locale abitino peraltro abusivamente soggetti che ordiscono sistematicamente solo per il loro tornaconto e di quei politici che li hanno garantiti? Come è possibile convivere e collaborare con questi figuri? Dar vita a un nuovo progetto culturale per la città?
Dov'è anche qui la Procura? Che sa tutto! Diventa difficile ora celebrare in quel luogo qualsiasi cerimonia... anche dell'Arma. Come invece si fa! Che ne pensate dottor Laguardia e generale Geremia? Più che celebrare, forse, bisognerebbe arrestare.

Il 28/07/2012 il Sindaco Pizzarotti ha effettuato una scelta artistica, economica, amministrativa sostituendo questa compagine governata da Pellegrini e Maghenzani che dal 2001 in forza di accordi politici nient'altro di più (e non entro nel merito della qualità delle esecuzione artistiche) suonava nel teatro parmigiano attraverso una Convenzione nulla.
Perché queste vicende amministrative richiedono così tanto tempo?
Una scelta giusta quella di Pizzarotti che ha scoperchiato una pentola di liquame. E che ora deve essere portata in discarica come rifiuto altamente tossico. E lei Sovrintendente Meli che sovrintendeva? (Parma, 08/08/2012)

Luigi Boschi

Scusi Boschi, è appena

Scusi Boschi, è appena apparso su Repubblica questo post, che dice che non è vero che vadano affidati gli incarichi artistici per bando di gara...Giusto per non prendere cantonate.

CODICE DEGLI APPALTI D.LEGGE 163-20061. ART.57: Le stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti pubblici mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara nelle ipotesi seguenti, dandone conto con adeguata motivazione nella delibera o determina a contrarre…

2. Nei contratti pubblici relativi a lavori, forniture, servizi, la procedura è consentita: …
b) qualora, per ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusivi, il contratto possa essere affidato unicamente ad un operatore economico determinato.

Non sono il caso sia dell'Orchestra che del coro del Teatro Regio?

Certo, è proprio il loro caso...

Allora, l'art. 57 del codice degli appalti, che già tempo fa Enrico Maghenzani aveva preso ad esempio per dimostrare che non bisgonava mettere a gara l'affidamento all'OTR, è in realtà più una conferma che una smentita.
Infatti, l'art. 57 dice che "per ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti a diritti esclusivi, è possibile effettuare l'affidamento tramite procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara".

Ma cosa significa procedura negoziata?

Significa che la stazione appaltanete invita a partecipare più operatori economici e, dopo una procedura negoziata, ovvero una procedura per la quale si confrontano prezzi e prestazioni, viene affidato l'incarico all'operatore che presenta l'offerta migliore.

Le risulta che l'incarico all'OTR sia stato affidato attraverso una procedura negoziata?

No, assolutamento no. Nessun altro operatore economico è stato invitato alla procedura e di negoziato c'è stato solamente il guadagno di Pellegrini e Maghenzani.

Il risparmio è una balla

Non ho capito il risparmio dove sia. E vero che la Toscanini gode di un finanziamento pubblico di oltre sette milioni, il che vuol dire grosso modo 400 euro al giorno per musicista (300 giorni di lavoro per sessanta musicisti fanno 18.000 giornate per 400 euro= 7.200.000). E' ben vero che la Toscanini ha costi ben maggiori: 23 amministrativi per 60 orchestrali sono un bello stipendificio. Ma non si spiega il risparmio. Oltre ai 400 euro a monte, di denaro dei contribuenti , abbiamo in più i cachet richiesti al Teatro Regio per l'esecuzione delle opere. Perchè nel tuo sito Boschi, pubblichi i preventivi della Orchestra del Regio, che non li ha in realtà mai fatti, e che comunque non farà il festival, e non pubblichi invece quelli della Toscanini, che invece li ha fatti? Quanto dovrà dare il Regio alla Toscanini? Chi ha messo in giro la differenza di 80.000 euro? Oltre al cachet del Regio la Toscanini incassa anche gli altri 400 euro per orchestrale, cioè a sboccio siamo a quasi 600 euro di costo medio al giorno per ogni musicista a fronte dei 180 dell'Orchestra del Regio. Mi risulta che non sarebbero nemmeno comprese le liberatorie per le riprese televisive, nel cachet della Toscanini per il Festival Verdi. Che costi in più avrebbe la Toscanini poi rispetto all'Orchestra del Regio, per eseguire il Festival Verdi ? incassando 600 euro al giorno per ogni musicista, tutto denaro pubblico, contro i 180,00 "ufficiosi" della Orchestra del Teatro Regio? Ma chi stai difendendo?

Lei pensa...

Lei pensa che una orchestra ICO abbia lo stesso ruolo di una a chiamata? Lei pone le Istituzioni sullo stesso livello di società commerciali? Perché non si fa il Comune di Parma srl? Abbiamo visto come è finita con le partecipate.
E degli obblighi previdenziali? Ammettiamo che un musicista della sua orchestra a chiamata per cause della vita abbia un serio incidente che lo tiene lontano dal lavoro molti mesi. Che fa?
E perché vi avvalete di musicisti le cui garanzie economiche, previdenziali e di continuità vengono date dalle Istituzioni come altre orchestre stabili o conservatori?
Comodo scaricare i costi sociali ad altri e in nome del liberismo in poppa spartirsi in modo iniquo tra pochi gli utili.
E in una crisi come l'attuale chi può garantire la continuità? O un ruolo di ammortizzatore alle avversità?
Perché mai, visto questo mercato libero e sacro, l'OTR si è voluta tutelare con una convenzione illecita con una Istituzione? E se la passa pure tra un soggetto giuridico e un altro?
Abbiamo visto dove ci ha portato il liberismo sfrenato. Siamo dovuti intervenire noi cittadini obtorto collo per salvare le banche, perché sarebbero già fallite.

Lei non pensa che....

1) L'Orchestra ICO è una istituzione ma non è un Ente Pubblico, anche se di proprietà pubblica.

2) L'Orchestra ICO suddetta ha per obbligo dello Stato solo il 50% di professori stabili e stabili per almeno 5 mesi all'anno.., il resto sono "a chiamata" come dice lei. In più erano completamente a chiamata i componenti della Filarmonica Toscanini, ai tempi della sua fondazione ed anche oggi, a meno che non si intenda che la Filarmonica Toscanini e l'Orchestra Regionale siano la stessa cosa.

3) Quando un professore entra in malattia alla Toscanini, se è in organico in pianta stabile, cioè fra i 50 stabili, sta a casa ed è pagato, se è invece assunto come collaboratore, rischia tanto come all'OTR, perchè i contratti a progetto, normati dalla legge, non prevedono nemmeno la corresponsione di una indennità in caso di mancata prestazione d'opera.

4) E' bene precisare che gli organici sinfonici vanno ben oltre le 50 unità, per non parlare della esecuzione delle opere dove spesso c'è la bandina di palcoscenico o la Messa di Requeim, dove l'organico è di 90 elementi.

5) In una crisi come l'attuale, i 50 dipendenti della Toscanini sono in una botte di ferro. Parlare di liberismo sfrenato, laddove invece si tratta semplicemente di tutela del proprio brand, di un Teatro di Tradizione come il Regio che ha stipulato una convenzione con il proprio coro e la propria orchestra (già, il coro va bene se è privato e non è liberismo sfrenato, solo perchè non esiste un coro di proprietà pubblica...) è prendere per lberismo sfrenato anche la fornitura dei pompieri, del servizio di ambulanze, delle pulizie, dei servizi di catering e di quant'altro personale non sia assunto direttamente dal teatro... Viene il sospetto che per liberismo sfrenato lei intenda invece solo il suo concorrente unico, che ha fra l'altro ridicolizza i costi della Toscanini da 12 anni, dimostrando che si può far bene anche con meno...moltissimamente meno.

6) Ma non le viene il sospetto che dietro la difesa dei principi ci sia invece solo la difesa di quei 50 posti, con nome e cognome?

7) E chi ha il coraggio di mettere in discussione i 180,00 euro (che poi come è stato spiegato su questo blog non sono a persona, ma coprono tutti i costi di gestione ed inoltre non sono un ricavo costante) di fronte agli oltre 400 che ogni giorno Stato e Regione conferiscono a fondo perduto quale aiutino alla Toscanini per ogni musicista assunto? Che lavori o che non lavori? Sarebbe questo l'antidoto al liberismo sfrenato?

8) Con i soli ricavi dal denaro pubblico di 400 euro per una orchestra di 65 elementi al giorno + i ricavi dovuti alle vendite, ci viene confermato che con la stessa spesa di denaro pubblico della Toscanini, di Orchestre del Teatro Regio di Parma che svolgessero la stessa attività annuale, se ne potrebbero mantenere 4. Pensi :occupazione per 65 musicisti  per 4 orchestre= 260 musicisti occupati tutto l'anno. Lei dirà sì ma pagati male! Non tanto direi, perchè si legge, sempre su questo blog, che la paga media di un musicista del Regio sarebbe netta di 85 euro al giorno= per 26= ad una paga mensile netta di 2.210,00 euro, al netto cioè di ogni trattenuta anche a carico del lavoratore. Non è uno stipendio basso! Certo se si ammalasse non verrebbe pagato... Allora, per evitare questo rischio, il sindacato della Toscanini plaude alla scelta: facciamoli stare a casa del tutto in questo Festival Verdi 2012, così difendiamo i loro diritti!

Non capisco perchè il Signor

Non capisco perchè il Signor "Lei Non Pensa Che..." invochi la chiusura della più grande Istituzione Concertistica Italiana, riconosciuta con leggi dello Stato e della Regione Emilia Romagna, millantando dati falsi.

Basta prendere il bilancio sociale 2011 della Fondazione Toscanini per accorgersi che il Signor LNPC è disinformato nella più bonaria delle ipotesi. I costi totali per il personale sono ammontati per il 2011 a 5.041.965 euro, di cui 3.621.759 per salari e stipendi, 980.943 per oneri sociali, 278.669 per trattamento fine rapporto ( pagina 44 del bilancio di esercizio del 2011). Dividendo 5.041.965 per 75 dipendenti stabili e per 365 il costo medio è di 184 euro al giorno. E' vero l'orchestra lavora 11 mesi all'anno (un mese di ferie glielo concediamo?) ma la media vera dovrebbe tener conto pure delle paghe giornaliere dei collaboratori aggiunti. Per cui il dato vero è certamente inferiore ai 180 euro al giorno che il Regio ha pagato alla Srl di Pellegrini e Maghenzani. Molto diverso dai 400 millantati!

Ed in più la Fondazione Toscanini applica il CCNL di categoria e versa regolarmente i contributi previdenziali ai propri dipendenti, compresi gli aggiunti che collaborano per esigenza delle grandi partiture sinfoniche della stagione "Nuove Atmosfere", da diversi anni sempre esaurita nel primo turno di abbonamenti..

Per gli altri oneri del bilancio non si può fare comparazione in quanto la Toscanini sostiene i costi di strutture di prova, uffici, trasporti, utenze telefoniche, molto diversamente dalla Srl privata che ha gratis dal Teatro Regio ospitalità, servizi logistici e servizi.

E poi , mi scusi Signor "lei non pensa che...", è sicuro di voler fare l'interesse del contribuente italiano o non piuttosto quello del tornaconto del "gatto e la volpe"? Se il Comume di Parma ha potuto avere per il Festival Verdi l'Orchestra Toscanini ad un prezzo inferiore ai 180 euro procapite richiesti da Pellegrini e Maghenzani ( la cui cifra lorda non arriva intera nelle tasche dei dipendenti!), Lei che problemi ha?

Le dà così fastidio che la si deve chiudere?

Dopo 12 anni di estromissione dal teatro della città di residenza diamole un mese di prova alla Toscanini, oppure Lei si appresta già a organizzare boicottaggi prezzolati?

Il signor lo si capisce benissimo

Innanzitutto il signore in oggetto non ha chiesto la chiusura di cotanto bene musicale. Soprattutto non ha millantato dati falsi. I giorni di lavoro della Toscanini son 365? Ma dove? I 180,00 euro al giorno della Orchestra del Regio, che comunque non sono mai 180 come più volte dichiarato, costituiscono il ricavo delle vendite dei giorni effettivi di lavoro. Quindi senza ferie, festività e riposi e per quarantadue ore la settimana. Il confronto così è improponibile, perchè i supposti 184,00 euro di costo di una giornata di lavoro della Toscanini sono ottenuti invece dividendo il totale del costo del personale per ogni giorno di calendario e non di lavoro! Inoltre nel giochino c'è una sbavatura. La divisione va fatta comprendendo anche gli oneri contributivi e fiscali , il trattamento di fine rapporto e i costi esterni di gestione del personale, che non sono compresi nella divisioncina, costi compresi invece nel forfait giornaliero dell'Orchestra del Regio.

Poi c'è il mistero del prezzo del Festival Verdi. E qui siamo alla comica. Il contribuente italiano spende 7,5 milioni di euro nel 2012 per sovvenzionare l'attività della Toscanini. Vogliamo considerare il valore della rata di questa somma pagata dal contribuente italiano per il corrispondente periodo del Festival?  E perchè non si dice quanto paga il Teatro Regio? Oltre al contributo pubblico pro-rata la Toscanini riceverà anche il cachet dal Teatro... la Toscanini non è gratis. Siamo tutti curiosi di sapere quanto è il cachet concordato con il Regio... tutti parlano di risparmio, ma nessuno cita il costo. E' un bel mistero! Silvia Avanzini della CGIL ha detto che sarebbero 80.000,00 euro di risparmio... Ma anche qui i conti non tornano, perchè non si conosce il cachet della Toscanini. O viene trattato dalla CGIL?

scusi Signore

Scusi Signore, ma Lei sa leggere? Lei mi risponde senza aver notato che gli oneri contributivi sono stati compresi nel calcolo, indicati nel loro ammontare, e non mi ha seguito nel ragionamento che oltre ai 75 circa dipendenti stabili sono da comprendersi le paghe ed i contributi dei Prof. aggiunti.

Aggiungo che 130 giornate effettive di spettacolo non mi sembrano poche per una ICO, metta una media di almeno due, tre giorni di prova per spettacolo e mi pare che l'anno solare si riempito. O no?

Comunque continuo a non capire questo suo accanimento nei confronti della Toscanini, perchè non attacca anche le altre ICO o le altre Fondazioni musicali italiane? Non costano certo di meno della Toscanini rispetto all'attività prodotta.

Lei caro Signore andando avanti in questa polemica, condotta , ripeto, senza avere mai nemmeno visto il bilancio 2011 della Toscanini, dimostra degli interessi personali nella faccenda che vuole mascherare tramite la figura falsa dell'amico del contribuente italiano. Il cachet stratosferico di Meli non lo ha mai contestato, ad esempio...

A Lei brucia troppo che con Pizzarotti si è fermato il giochino delle protezioni politiche di cui la Srl privata ha goduto fino ad ora.

In quanto alla Cgil io spero che l'Avanzini chieda a Boschi i suoi dati per querelarla.

scusi Signore

Scusi Signore, ma Lei sa leggere? Lei mi risponde senza aver notato che gli oneri contributivi sono stati compresi nel calcolo, indicati nel loro ammontare, e non mi ha seguito che nel ragionamento che oltre ai 75 circa dipendenti stabili sono comprese le paghe ed i contributi dei Prof. aggiunti.

Aggiungo che 130 giornate effettive di spettacolo non mi sembrano poche per una ICO, metta una media di almeno due, tre giorni di prova per spettacolo e mi pare che l'anno solare si riempito. O no?

Comunque continuo a non capire questo suo accanimento nei confronti della Toscanini, perchè non attacca anche le altre ICO o le altre Fondazioni musicali italiane? Non costano certo di meno della Toscanini rispetto all'attività prodotta.

Lei caro Signore andando avanti in questa polemica, condotta , ripeto, senza avere mai nemmeno visto il bilancio 2011 della Toscanini, dimostra degli interessi personali nella faccenda che vuole mascherare tramite la figura falsa dell'amico del contribuente italiano. Il cachet stratosferico di Meli non lo ha mai contestato, ad esempio...

A Lei brucia troppo che con Pizzarotti si è fermato il giochino delle protezioni politiche di cui la Srl privata ha goduto fino ad ora.

In quanto alla Cgil io spero che l'Avanzini chieda a Boschi i suoi dati per querelarla.

Non sono 50 ma una decina scarsa

Allora, partiamo dal fatto che i professori dell'OTR che resterebbero "senza lavoro" come si dice in giro (anche se io ritengo questa affermazione assolutamente fuorviante e non corretta) non sono 50 ma una decina scarsa.
Gli altri, hanno tutti un primo lavoro: alcuni in Conservatorio, altri presso ICO e uno addirittura in Pinacoteca a Parma.
Quindi, si direbbe che l'OTR per molti dei suoi membri è un secondo lavoro...

Per quanto riguarda il resto, il tutto si riassume nel fatto che esistono istituzioni che svolgono la propria attività attraverso l'erogazione di finanziamenti pubblici, come le ICO, e poi esistono imprese private che svolgono attività commerciale nel mercato, come l'OTR.
Proprio per le loro differenti caratteristiche, le istituzioni e le imprese hanno una funzione diversa: le prime, hanno l'obiettivo di svolgere un servizio per la collettività; le altre, invece, di creare profitto.

Questo concetto molto semplice è alla base dei motivi per cui è ragionevole sostenere una ICO piuttosto che un'orchestra costituita in società a responsabilità limitata.

interessante

Bella indagine complimenti...purtroppo ritengo che questa sia una delle migliaia di situazioni presenti in Italia di sprechi e collusione tra politica ed aziende private. Se non era per la vicenda anomala dell'elezione del sindaco Pizzaroti forse questa vicenda non sarebbe mai venuta a galla.

Il fatto che si crei una seconda società e gli si attribuiscano di ufficio convenzioni tra l'altro non regolari nemmeno quelle di una società precedente, avrebbe determinato in paesi come Francia e Germania che tutta una serie di persone fossero finite in carcere per truffa...ma siamo in Italia si sa, non solo certe cose si perdonano, ma spuntano anche dei giornali che provano addirittura a rovesciar la frittata...

Giustizia

Perchè la procura e le autorità competenti non hanno fatto niente per questa assurda situazione?

Cosa c'è sotto questo intreccio di società che portano il nome del Teatro regio di Parma?

Forse un business che serve a qualche furbetto locale?

Mi sembra assurdo altrimenti che nessuno si sia mai accorto di quello che stava succedendo: dal Sindaco che l'ha voluta, al rag. Gianfranco Carra che l'ha firmata, dal Consiglio di amministrazione che l'ha deliberata, al Sovrintendente che se ne è fatto vanto. Vorrei che qualcuno accertasse che fine hanno fatto i soldi che dal Teatro Regio sono finiti alla OTR: i famosi 180 Euro a persona. Ne sono finiti troppo pochi nelle tasche dei musicisti.

E' ora che si sappia la verità!

Luca

E' una vergogna!

Grazie Luigi! Adesso è tutto chiaro. Mi auguro che il Sindaco faccia piazza pulita e non faccia più mettere piede in Teatro a Pellegrini e Maghenzani. Quello che hanno fatto in questi anni è una vergogna per la storia musicale della nostra città. Sono schifato!

Andrea

Bravo Luigi! Giuseppe Verdi

Bravo Luigi! Giuseppe Verdi cosa ne dici? Sei schifato? Ti penti di aver scritto 27 opere che vanno in pasto a questa gentaglia? La galera è troppo poco? Toscanini, Pizzetti cosa ne pensate? Vi vergognate di Parma? Per fortuna il Conservatorio, dove avete studiato, è in mano a un vero artista, Roberto Cappello, professionista serio e che, quando suona per nulla (fatto molto ricorrente), non mette i manifesti, né presenta estratti conto da far fotografare ai giornalisti (vero Nucci?). Poveri noi, povera musica!  

Non è l'unico nel nostro Conservatorio di Parma.

Bravo come sempre Luigi,ma vorrei ricordare che nel nostro Conservatorio di Parma R.Cappello non è l'unico professionista serio che suona in tutto il mondo.Il nostro Conservatorio è sempre stato un luogo dove  la musica si fa senza cappelli in testa ne corone o allori,si suona,si incide cd e si fanno tourneè e naturalmente cosa principale si fa crescere il futuro della musica.Ci sono tanti musicisti che lavorano a testa bassa,il fatto che Parma non li conosca non li sminuisce.Poi se andiamo a vedere in passato ci sono stati Direttori grandiosi come:Boito,Bottesini,Malipero,Ferrari Trecate,Ferrarini l'amico di Verdi e in recente passato Guarino grande pianista e il compositore Falavigna e Ghezzi insomma se si va a leggere la nostra storia si capisce che il nostro Conservatorio è fatto di gente e professionisti che non hanno bisogna di far vedere contratti e 740 per far capire di che stoffa sono fatti.Mi dispiace per Parma che si perde in questa storia per il pochissimo contatto che ha con la vera casa della musica che piú che casa è una villa imperiale della musica.grazie Claudio Ferrarini

Giuseppe Verdi

Sapete come la pensava Verdi ai suoi tempi? Era a tutti gli effetti nato in provincia di Parma ma con l tempo di Parma e parmigiani li evitava molto volentieri. Cito 3 casi: il 1° noto a tanti che la sua dimora di Sant'Agata era in provincia di Piacenza, 2° quando doveva aggiungere proprieta' alla sua tenuta dei terreni in provincia di Parma si recava con un fidato alle porte della citta' parmense ma non vi entrava, lo aspettava fino a quando le pratiche erano in ordine. Il 3° e' che mai nessuna opera scritta dal Verdi fu mai eseguita come prima nel Teatro Regio di Parma ma solo repliche autorizzate dallo stesso Verdi per insistenza di amici tra cui Bottesini direttore e contrabbassista di quel tempo di fama internazionale!!!! Quindi perche' se Verdi non gradiva Parma ora si dovrebbe insistere con il Festival Verdiano proprio a Parma e Busseto? Proprio i Bussetani gli costruirono un teatro ma lo stesso Verdi non fu' presente neanche alla sua inaugurazione perche' gia' in fase di costruzione aveva espresso dissensi per le dimensioni assai ridotte dello stesso. Si deve fare perche' anagraficamente e' nato nella sua provincia? Facciamolo a Milano o Venezia dove le maggiori commissini per le sue opere sono state poi eseguite in prima assoluta, altrimenti a Piacenza, la sua vera citta' di adozione. Purtroppo in Italia nessuna citta' merita Verdi oggi perche' tutti avidi di denaro e pochi di musica vera, e che Parma, con il pellegrigrener ha diffamato un teatro che poteva risorgere a lustro e fama come una Salisburgo di Mozart. I politici sono i veri resonsabili del disastro oltre che economico anche culturale e musicale di una nazione e Parma oggi e' abbastanza evidente e chiaro. Grazie pellegrini, magnenzani, meli, ubaldi, vignali e quanti altri hanno operato per affossare la musica nel Teatro Regio di Parma, in citta' e in provincia. Anche Giuseppe Verdi vi ringrazia!!!!

Giuseppe Verdi

Sapete come la pensava Verdi ai suoi tempi? Era a tutti gli effetti nato in provincia di Parma ma con l tempo di Parma e parmigiani li evitava molto volentieri. Cito 3 casi: il 1° noto a tanti che la sua dimora di Sant'Agata era in provincia di Piacenza, 2° quando doveva aggiungere proprieta' alla sua tenuta dei terreni in provincia di Parma si recava con un fidato alle porte della citta' parmense ma non vi entrava, lo aspettava fino a quando le pratiche erano in ordine. Il 3° e' che mai nessuna opera scritta dal Verdi fu mai eseguita come prima nel Teatro Regio di Parma ma solo repliche autorizzate dallo stesso Verdi per insistenza di amici tra cui Bottesini direttore e contrabbassista di quel tempo di fama internazionale!!!! Quindi perche' se Verdi non gradiva Parma ora si dovrebbe insistere con il Festival Verdiano proprio a Parma e Busseto? Proprio i Bussetani gli costruirono un teatro ma lo stesso Verdi non fu' presente neanche alla sua inaugurazione perche' gia' in fase di costruzione aveva espresso dissensi per le dimensioni assai ridotte dello stesso. Si deve fare perche' anagraficamente e' nato nella sua provincia? Facciamolo a Milano o Venezia dove le maggiori commissini per le sue opere sono state poi eseguite in prima assoluta, altrimenti a Piacenza, la sua vera citta' di adozione. Purtroppo in Italia nessuna citta' merita Verdi oggi perche' tutti avidi di denaro e pochi di musica vera, e che Parma, con il pellegrigrener ha diffamato un teatro che poteva risorgere a lustro e fama come una Salisburgo di Mozart. I politici sono i veri resonsabili del disastro oltre che economico anche culturale e musicale di una nazione e Parma oggi e' abbastanza evidente e chiaro. Grazie pellegrini, magnenzani, meli, ubaldi, vignali e quanti altri hanno operato per affossare la musica nel Teatro Regio di Parma, in citta' e in provincia. Anche Giuseppe Verdi vi ringrazia!!!!

E Verdi

Gentile Luigi,grazie per il tuo lavoro ma a volte leggo delle cose che mi fanno rabbia.Ora che Verdi non amasse Parma lo testimonia certamente la sua produzione.Al nostro TEATRO REGIO nessuna dedica,per colpa di Verdi o per colpa dei sovrintendenti che non amavano la musica del giovane di Busseto.Questo Verdi se lo ricorda e anche per la sua esclusione alla prova di compositore per studiare nel nostro Conservatorio.ma si sa Alinovi era molto invidioso di un giovane talento.Insomma non colpevolizziamo tutti, Verdi non digeriva bene il potere di certe istituzioni.Così anche per Busseto il suo amore per quel luogo non era certo idilliaco.Naturalmente questo vale per tanti musicisti,vedi Mozart che scriveva nelle sue lettere che Salisburgo era una città di cacca.Cosa dire di tutti glia altri ogni uno se ne andato dalla sua città per trovare lavoro e commissioni,Beethoven,Schubert,lo stesso Vivaldi,Bach, insomma non voglio insegnare nulla a nessuno ma in arte e in musica trovare qualcuno che ha trovato subito un rapporto idilliaco con la propria terra di nascita è immpossibile.Certo un genio come Verdi meriterebbe una grande città tipo Londra,Parigi ma qui in Italia non ci sarà mai un luogo giusto perchè ci sono gli Italiani, e si sa che la musica classica, lirica si trova di sotto a gradini di preferenza come il calcio ecc.Gli unici ad amare la lirica in maniera esagerata sono i paesi Orientali, li avrebbe successo un Festival dedicato a Verdi, li lo amano anche cantato e suonato male, li Verdi vende di più di Madonna o i Queen.L'unico che è riuscito a fare in anticipo quello che è il più grande Festival della lirica è stato Wagner.Quindi per finire se anche Verdi invece di isolarsi,avesse pensato ad un futuro per la sua musica, si sarebbe costruito un Teatro con i suoi soldi, dato che era all'epoca uno dei musicisti più ricchi in Europa.Ora domandarci perchè persone come Mozart,Puccini, Bellini e Rossini non hanno un festival cosí degno è cosa facile.Non volevano queste auto celebrazioni, loro parlano con la loro Opera,punto e basta.Se poi ci mettiamo che in Italia queste istituzioni sono guidate in linea generale da politica e mafia culturale allora è veramente meglio chiudere questi Teatri che mangiano solo denaro pubblico a discapito di chi viole organizzare seriamente il settore musicale.Una tristezza ma ormai il paese della musica si ridotto al paese del calcio scommesse, delle veline e chi più ne ha....Io sono ottimista per natura e credo che se solo continuiamo a tenere la testa alta,controllando sempre che queste cose non accadono,allora forse Verdi e tanti altri compositori torneranno a fare risplendere quello Spreed della cultura Italiano che tanto ha significato nel passato, che naturalmente tanto può fare per quel Pil della cultura che è unico in Italia.Claudio Ferrarini

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">