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La vita sta cambiando pelle

Parma, In Consiglio comunale trasparenza e piano Asp

La delibera sul piano strategico di Asp viene approvata con 18 voti favorevoli, 10 contrari su 28 votanti. L’immediata eseguibilità passa con 20 voti favorevoli, 7  contrari su 27 votanti e un astenuto.

(parma.repubblica.it) Rossi: “Non si aspetta” - Le parole dell’assessore al Welfare prima della votazione: “Non stiamo togliendo posti ad Asp – dice – ma scadono dei contratti d’appalto e io non mi faccio trovare con dei servizi scoperti al 31 dicembre. Occorre procedere d’urgenza con l’accreditamento. Passare dall’esternalizzazione con gara d’appalto all’accreditamento – precisa – fa aumentare la qualità del nostro sistema dei servizi. Prorogare non risolve niente, c’è un’urgenza terribile che impone di mettere in sicurezza i posti prima del termine“.

Sulla vendita del Romanini-Stuard, la delegata insiste che non si tratta di un’azione per ripianare il bilancio ma per costruire le due nuove strutture. L’assessore infine riconosce che “Asp sarà in perdita nei prossimi anni, ma con questa scelta ponderata si limitano le perdite. È la soluzione meno rischiosa per tutti: se in futuro cambieranno le cose avremo modo di fare altre scelte“.

Minoranza contraria - Dai banchi della minoranza – guidata dalla verve della consigliera Maria Teresa Guarnieri (Ap) - un corale “no” alla riforma proposta dell’assessore Rossi, definita “mal congegnata, senza alcuna progettualità rispetto alle soluzioni assistenziali da garantire alle persone. C’è bisogno di più tempo”, sono i commenti anche degli esponenti Pd. Iotti: “La Regione valuti questa anomalia, troviamo insieme un’altra strada altrimenti, oltre ai tanti rischi, questa diventa una sconfitta del Consiglio comunale e di tutta la città”.

Alle richieste di “stop e ripensamento” ribatte la consigliera Ageno (M5S): “Ci siamo trovati in mezzo a questa situazione creata da altri: adesso cerchiamo di dare regolarità. Accreditare le strutture ci consente di spendere meno, quindi facciamolo”. L’appoggio del collega Feci: “Nessuna deroga altrimenti, nell’anno a venire, si accumulerebbero altri 2 mln di euro di debito, invece con l’accreditamento riusciamo a dare una sicurezza a queste 830 persone”.

ASP - Si discute ora il piano strategico 2013-2016 della società per i servizi alla persona, presentato dall’assessore al Welfare Laura Rossi (LEGGI). Il contratto del Comune con Asp “Ad personam” – che negli ultimi due anni ha accumulato debiti per oltre 4 milioni di euro (LEGGI) – scade il 31 dicembre 2012, e così quelli di gestione esterna dei servizi residenziali e diurni per anziani: a rischio 830 posti.

Al centro del dibattito, la vendita del complesso Romanini-Stuard per 13,2 mln di euro (un elemento di continuità con la scorsa Giunta di centrodestra) con una plusvalenza di 4,6 mln di euro, insieme ad altri poderi e immobili cittadini per un totale di 21,3 mln. La costruzione di due nuove strutture da 125 posti: una a Villa Parma (75 ospiti) – che sostituirebbe Le Tamerici, da abbattere – e un’altra “in area da definirsi” da 50 posti. In programma anche la riqualificazione di via Casaburi – costo dell’intervento, 850mila euro – inutilizzata da dieci anni: “Una vergogna – dice l’assessore Rossi- una struttura nuova, arredata ma vuota”. Stando al piano presentato dall’assessore Rossi, Asp continuerebbe a gestire direttamente le sue strutture – quelle dell’ex Iraia, 286 posti garantiti – mentre il Comune procederebbe con l’accreditamento degli altri 544 a realtà di settore esterne.

Approvata la proposta di delibera con 30 voti favorevoli su 30 votanti. Si passa ad Asp “Ad personam”.

Ubaldi: “Annoiato” - Dichiarazioni prima del voto del testo unico: “Questo è un atto inutile, una volta votato il sindaco potrà fare quello che vuole dando le sue motivazioni. Stiamo perdendo tempo – dice il leader di Parma civica – io darò il mio voto lo stesso, ma questa Amministrazione non ha ancora dimostrato un percorso concreto”. Si associa il consigliere Udc Pellacini: “Due ore e mezza impiegate per un atto di questo tipo sono troppe”.

“Villani resta” - “Non possiamo revocare il vicepresidente di Iren Luigi Villani, andremmo contro la legge: prima bisogna verificare se c’è la giusta causa e poi si può procedere”. Così il capogruppo del M5s Marco Bosi sull’emendamento proposto dal Pd e illustrato dal consigliere Dall’Olio riguardo alla revoca della carica per giusta causa da parte del sindaco per chi non rispecchia i requisiti elencati nella proposta in discussione. In particolare: se i requisiti vengono meno, c’è conflitto di interessi, o la persona in questione ha commesso gravi irregolarità. L’emendamento viene firmato dai due capigruppo.

Quote rosa - Parità di genere nelle nomine effettuate, e attenzione al ricambio generazionale. Sulle “quote rosa”, Bizzi (Pd) suggerisce una soglia del 50% di rappresentanza femminile. Si oppone Mazoli (M5S): “Non vogliamo essere tutelate in questo senso, ma con l’attività che già svolgiamo”. Anche Buzzi e Guarnieri contrari. Nuzzo provoca Bizzi: “Noi siamo attenti alle pari opportunità: abbiamo un vicesindaco donna e altre nei nostri banchi – dice rivolto a Bizzi – dovreste farne sedere alcune tra voi”.

Ineleggibilità - È ineleggibile chi ha ricevuto condanne penali – anche di primo grado, per dolo e danni erariali – chi ha svolto lo stesso incarico per due mandati consecutivi. Emendamento anti-nepotismi: non possono essere eletti i coniugi e i parenti entro il terzo grado del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali.

Cv pubblico - I curricula dei candidati dovranno essere resi pubblici – non compariranno nome e dati anagrafici, ma un numero progressivo – e inseriti nel sito istituzionale dell’ente per 45 giorni. I dati dei vincitori, invece, saranno registrati nella banca dati del Comune. Il sindaco dovrà poi comunicare la nomina al primo Consiglio comunale utile.

No al doppio incarico - Si apre la discussione sul doppio ruolo. Iotti: “Nessuna sovrapposizione delle nomine per una stessa persona”. Concorda il consigliere Buzzi che però esprime un riservo: “Perché invece la Provincia, guidata da Bernazzoli, mantiene invece la doppia nomina? Voterò contro”. Replica Iotti: “La Provincia non c’entra, noi riteniamo che qui sia sbagliato consentire una doppia carica”, e tra i due si accende una piccola scaramuccia.

I consiglieri Bosi e Nuzzi ribadiscono che “la maggioranza esprime contrarietà al doppio incarico, ma lo accetta e lo ammette solo in questo momento d’emergenza, e solo se motivato dal sindaco e dall’assessore al Bilancio Capelli”.

NOMINE TRASPARENTI – Si discute della proposta di delibera sulla nomina e designazione di rappresentanti del Comune in enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società partecipate. Una selezione pubblica con bando – da pubblicare anche sul sito del comune e i giornali locali – e presentazione di curriculum “salvo i casi di necessità e urgenza”, dice il testo di cui si stanno votando gli emendamenti.

Circo della giraffa - A proposito dell’ordinanza emanata dal sindaco che limita l’attività di esibizione di animali del circo Martini fino al 31 ottobre (LEGGI), il consigliere Buzzi presenta un’interrogazione: “Il circo è un’attività lecita, viene trattato come un’associazione a delinquere. Ci sono ben altri problemi di ordine pubblico e microcriminalità. In questo caso non vorrei si andasse incontro a cause”, come già annunciato dal titolare del circo (LEGGI). Risponde l’assessore Casa: “Mancano autorizzazioni sanitarie per l’esibizione degli animali, abbiamo reputato opportuno far svolgere il circo con un limite al loro utilizzo, viste le polemiche suscitate e i rischi per la cittadinanza”.

Ore 15.15 - La seduta straordinaria si apre con il consueto appello.

Dopo l’atteso consiglio comunale sul debito e sulla relazione Ciclosi di due giorni fa (LEGGI), oggi in muncipio una nuova seduta. All’ordine del giorno la votazione del Piano strategico Asp “Ad Personam”, fortemente criticato dai sindacati (LA PROTESTA). La società è in passivo di bilancio e dopo la cancellazione del Welfare community center deve rivedere la strategia. Attenzione anche sui contratti di servizio in scadenza nelle strutture.