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La vita sta cambiando pelle

Estratti conti del Procuratore di Parma nella scrivania del leader Pdl arrestato

I documenti sono stati trovati durante la perquisizione a casa di Luigi Giuseppe Villani, il consigliere regionale finito in manette nell'inchieste Public Money. Il magistrato rivela anche che l'ex sindaco "ebbe il cellulare di Berlusconi da Nadia Macrì"

"Su questo fatto non posso indagare perché sarei parte lesa, vedremo di cosa si tratta", ha dichiarato in conferenza stampa. Ad occuparsene potrebbe essere quindi la Procura di Ancona che è competente per i casi che coinvolgono i magistrati. E' da verificare quali reati potrebbero essere stati commessi e quali altre persone potrebbero essere coinvolte per aver procurato questi documenti al consigliere Pdl. Si può supporre che servissero per una possibile "macchina del fango" contro il procuratore e la magistratura locale.

TUTTE LE ACCUSE I BENI SEQUESTRATI

IL SINDACO, LA ESCORT E BERLUSCONI - Nell'incontro con la stampa Laguardia ha anche fornito nuovi dettagli sui presunti tentativi dell'ex sindaco di entrare nelle grazie del Cavaliere, all'epoca presidente del consiglio, tramite la conoscenza dell'escort reggiana Nadia Macrì: "Pietro Vignali ebbe da lei il numero di cellulare di Berlusconi". In seguito agli arresti di Public Money la giovane ha rilasciato diverse dichiarazioni alla stampa, dicendo di aver conosciuto Vignali tramite un'amica comune, Perla Genovesi (esponente Pdl poi indagata per narcotraffico), e di avergli chiesto se poteva aiutarla a tornare ad Arcore, dove la ragazza era già stata in precedenza. Anche Vignali conosceva Berlusconi, ma evidentemente i suoi rapporti con lui non erano così stretti. Grazie all'escort, come emerge dalle indagini della Procura di Parma, è riuscito ad avere il numero di cellulare diretto dell'ex premier.

GLI ATTACCHI DEL SENATORE PDL - In merito ad alcune dichiarazioni del senatore Filippo Berselli, che ha sottolineato come il procuratore "ami" le conferenze stampa, Lagurdia replica che "è normale fare conferenze perché i rapporti con la stampa li deve tenere il procuratore capo, non i sostituti". E riguardo alle pressioni per nominare uomini "di fiducia" di Vignali e Villani a ogni tavolo di potere della città, il procuratore sottolinea che "non erano scelti in base alla competenza, ma in base a considerazioni di tutt'altro genere".

"AVVISI DI FINE INDAGINE A TUTTI GLI INDAGATI" - Il procuratore capo ha anche ribadito che l'indagine si sta avviando verso la chiusura. Sabato saranno ascoltati gli arrestati Villani, Costa e Buzzi durante l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari, al quale sarà presente anche il pm Paola Dal Monte. Poi, se non emergeranno novità rilevanti dalla documentazione sequestrata all'ex sindaco Vignali, partiranno gli avvisi di fine indagini nei confronti dei 20 indagati, che finora non hanno ricevuto informazioni di garanzia. Il procuratore ha anche specificato questo punto: "Non sono stati inviati prima anche per mantenere il riserbo sulle indagini".

Questo significa che l'accusa non intende comunque, per ora, archiviare nessuna posizione delle venti persone presenti nel fascicolo d'inchiesta, oltre i quattro arrestati. Ricevuto l'avviso, gli indagati potranno decidere entro venti giorni se farsi interrogare dal magistrato o depositare memorie difensive. Quindi, l'accusa potrà decidere se procedere con le richieste di rinvio a giudizio. (m.c.p.)


(18 gennaio 2013)