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La vita sta cambiando pelle

Fontana, la rosolata porchetta scaligera, un boccone prelibato a Parma

Carlo Fontana - Amministratore Esecutivo Fondazione Regio di Parma

Fontana, la rosolata porchetta scaligera (ma potrebbe ben figurare anche nel carrello dei bolliti misti), un boccone prelibato per l'UPI (Unione Parmense Industriali da sempre voraci di proteine animali).  
Gravi, inaccettabili interferenze di Giuliano Molossi sull'amministratore esecutivo del Regio Carlo Fontana, in provincia ridotto a un lacchè di Molossi. Il Regio a una consorteria di intrecci di interessi privati. Prima c'erano i ladri, ora un ex orgoglioso craxiano! Carlo preferisci le monetine o le lenticchie?

La città deve conoscere la genesi e le motivazioni che hanno indotto l'ex scaligero a scrivere quella sua lettera. Non vi è rimedio alla perdita di dignità, e il Regio non può più vedere al suo vertice un tal viscido personaggio come si è mostrato in questa occasione Carlo Fontana, che da guitto della politica, si nasconde e esegue ordini di centri di potere.
Nuovo incarico per Cristina Trombella, moglie di Elvio Ubaldi, questo ha partorito la hostess (venue manager) di Torino da Assessore alla cultura di Parma!

Caro Sindaco Federico Pizzarotti, Presidente Fondazione Teatro Regio di Parma,
Ti scrivo per esprimerti subito la mia indignazione per la lettera dell'Amministratore Esecutivo Carlo Fontana (carica suggerita da me, chiedi a lui stesso conferma, se credi, non la potrà negare, per questo interregno in attesa del nuovo statuto che avrebbe previsto Amministratore Delegato e Direttore Generale; così avvenne per la costituzione della nuova orchestra con audizioni pubbliche, altra mia proposta vista l'impossibilità di ingaggiare la Toscanini; dopo l'uscita dell'OTR, chiamare la Verdi di Milano, come era già in programma, dissi a Fontana, sarebbe stato un autogol politico. Fontana condivise il problema e la mia idea la portò avanti con Arcà), lettera servile datata 15/02/2013 e pubblicata sulla Gazzetta di Parma il 16/02/2013 (da cui si evince il palese accordo) in cui Fontana prendeva le distanze da me ed era solidale con il suo detrattore Molossi. Io che ho sempre operato, come è noto, per liberare il Regio dalla banda bassotti Meli-Carra &C e dai Pellegriner, oltre che a sostenerne l'arrivo di Fontana, mentre Molossi con la sua redazione non perdeva occasione per infangarlo,poi dargli il benvenuto con l'affettuosa locandina, sostenere Meli e l'OTR fino all'ultimo vergognoso articolo del 10/02/2013 sulla gestione del contenzioso tra Fondazione e OTR. Non sono fatti del passato, come vorrebbe invece da infingardo far passare il traditor Fontana (di una pochezza e di un ridicolo che viene da porsi la domanda: come abbia fatto a stare alla Scala 15 anni? Questo è il livello etico richiesto? un altro inaffidabile socialista craxiano della vecchia guardia), ma cronaca recente. Vogliamo ricordare tra gli insulti molossiani gazzettieri con cui Fontana è solidale anche: “orchestra figlia di uno sfratto” by Elena Formica; il falso titolo per Un Ballo in maschera;L'OTR resiste a Bilbao” sempre by Elena Formica, una affecionadas dei Pellegriner ( vedi: Un'impresa a suon di musica; Pellegrini: «Siamo il cuore del Regio»; MELODRAMMA DEI TALENTI).

Presidente Pizzarotti, vorrei sapere le motivazioni che hanno spinto un tuo subordinato responsabile di una delle più importanti istituzioni della città, a divulgare tale lettera e chi gliela ha commissionata, perché non c'era motivo di redigerla. Vorrei che tale lettera fosse presa in considerazione e discussa nel prossimo CDA e venga verbalizzato il contenuto delle motivazioni e il mandante (Molossi?) che l'ha richiesta.
Se Molossi aveva qualcosa da ridire su quanto da me scritto (articolo: “Molossi sostenere l'OTR è una cagata pazzesca”), doveva rivolgersi a me non a Fontana.
O qualcos'altro turbava i sonni del direttore che agisce per interposta persona? Cosa pensa di delegittimare i miei contenuti quello pseudogiornalista, direttore del giornale per il babbo? (è la verità, non una mia fantasia! vox populi parmigiana confermata dalla cronistoria) Ma Fontana di Parma non sa nulla! E non ha nemmeno l'umiltà di volerla capire. All'UPI l' hanno rosolata bene la porchetta scaligera. Fontana ora deve prendersi le sue responsabilità, dichiarare alla città chi gli ha commissionato quella lettera servile in cui rinnegava se stesso. E sarebbe pure tempo che non utilizzasse il Regio come un suo parcheggio temporaneo, visto tra l'altro che non ha ancora deciso se assumere le cariche come da nuovo statuto. E non gli si può certo attribuire molto zelo sul fundraising oltre le mura del ducato, ma neppure entro le mura! Possibile che in tanti anni di sovrintendenza non abbia alcuna significatica relazione economica da richiamare sul Regio? Ma come è pensabile arrivino nuovi sponsor o soci in assenza di un progetto artistico credibile e innovativo, così come di uno di marketing strategico, e di una dirigenza stabile (l'unico è Arcà con un contratto di 5 anni); Fontana scade a giugno 2013; Ferrari (gran lavoro il suo! amministrativo, finanziario, economico, legale, organizzativo, e di progetto industriale quadriennale oltre all'audit sugli anni passati) è una consulenza temporanea a titolo gratuito richiesta dal Sindaco Pizzarotti. Tutto quindi abbastanza precario. E chi si fida con impegni di capitali a fronte di questa precarietà dirigenziale e della mancanza assoluta di un innovativo progetto culturale? Caro Michele Pertusi, non è vero quello che tu dichiari oggi (28/02/2013 pag 51) sulla Gazzetta di Parma in una intervista rilasciata a Lucia Brighenti: “Credo che l'attuale dirigenza lo stia prendendo in considerazione -il mio progetto-, anche se è impossibile realizzarlo in breve tempo. Si sono dimostrati sensibili alla volontà di proiettare Parma verso un nuovo modo di eseguire Verdi, basato sulla storia, sull'esigenza di creare una nuova generazione di cantanti”. E' un falso totale, Michele, quello che tu dici!! E lo sai benissimo, le cose non stanno così! Ne abbiamo parlato insieme in più di una occasione. E tu stesso eri preoccupato di come si stava muovendo la nuova dirigenza e non ne condividevi le linee. Perché menti sul progetto Rolli/Pertusi? Lasciato ignobilmente nel fondo di un cassetto, questa è la verità, offrendo a Rolli solo un ruolo, forse, come musicologo!! insomma, per essere chiari, carpire le idee altrui e farle realizzarle da altri! questo è Fontana! Michele, che fai? Cerchi di lisciare il pelo per interressi di corte? Ancora come già facesti con i Pellegriner al loro nascere? Eh, no!! Pertusi a seguito di un mio articolo, se ben ricordi, mi scrivesti: "Vero è che nell' associazione Parma Opera Ensemble io figuravo quale Vice Presidente, ma la mia era una carica onorifica senza compiti operativi e questo era chiaro a tutti fin da subito in quanto non avevo né il tempo né le capacità gestionali per seguire un' attività parallela alla mia carriera artistica. Accettai la proposta del signor Pellegrini perché ritenevo questo progetto artistico stimolante". e con te Michele, in questo progetto stimolante che ora chiede danni al Regio per 3.670.000 euro, dopo aver abusato del nome nella ragione sociale per anni ed essersi arricchiti con il caporalato musicale e una convenzione irregolare secondo il Decreto legislativo 163/2006 denominato codice degli appalti, c'era pure Rubiconi e Lucia Mora


Grillo a Roma combatte un certo tipo di giornalismo e tu, qui, Pizzarotti, lo fai entrare nel Teatro Regio, consentendo al vertice del Teatro di pubblicare quella vile lettera di cui dovrà vergognarsi a vita il traditor Fontana?

Gli atti che i funzionari pubblici svolgono nel nome del mandato avuto, devono e possono essere oggetto di discussione e verbalizzati i contenuti del CDA, perché appartengono alla storia della città. Non sono fatti privati. Ancor di più quando si è al vertice di una istituzione. Lo sa bene Fontana!!
E questa lettera con le argomentazioni che la motivano, ne fa parte. Questa lettera entra a far parte della storia del Regio durante la gestione Fontana. Come pensa lo scaligero di portare un cambiamento morale, quando lui stesso è grottesco?
Come cittadino, che ha operato per il bene di uno dei patrimoni più importanti della città (lottando spesso da solo di fronte alla grandeur di "Parma capitale della musica" finita poi in liquidazione, e sostenendo il dovuto cambiamento), mi sento offeso nel mio stato di diritto e cittadinanza, in un luogo in cui ho ataviche radici, a differenza di Fontana, anche perché non essendoci legami di lavoro o quant'altro con l'Amministratore Esecutivo non riesco a capire le motivazioni che lo abbiano spinto a ciò. Luigi Boschi non parla a nome del Regio, né di Fontana, e se qualcuno pensava il contrario doveva rivolgersi a me.
Penso di essere ancora libero di esprimere nel mio blog le mie opinioni sul giornale cittadino e su chi lo dirige senza le interferenze di Carlo Fontana che non ha certo la statura, le competenze e soprattutto il coraggio per farlo e gestire certe situazioni. Non ho scritto del Regio, su cui avrebbe avuto titolo per intervenire. Per quale motivo il dottor Fontana nella sua funzione pubblica, invece, interviene su mie opinioni sulla Gazzetta di Parma e il suo direttore? Una pessima uscita che mette in difficoltà l'indirizzo politico del M5S e la prima istituzione culturale della città da cui dovrebbe liberarsi cultura, genio e creatività, non soggiogati a centri di potere. (dov'è la trasparenza sbandierata Pizzarotti? La lettera di Fontana?) Pensi Fontana a quello che deve e dovrebbe fare al Regio, e, invece, non vedo ancora, piuttosto che a quello che scrivo io su altri argomenti, da te, tra l'altro, in sede privata, condivisi!
Che tu sia un masochista (visto come sei solidale con il tuo carnefice) è una tendenza personale dell'ex scaligero di cui veniamo a conoscenza, ne ha ampia libertà, ma non significa introdurre il masochismo collettivo in città (si diverta pure con il suo intimo ex sindaco Albertini). Non è così che si coltiva la cultura del Regio, né il suo bene! Scodinzolando alle ingerenze di Molossi.
Ribadisco, Presidente Pizzarotti, desidero che questa vicenda, nella sua genesi e nei suoi contenuti, che ha assunto connotazioni pubbliche e non privatistiche, venga discussa nel CDA della Fondazione (che si identifica chiaramente come un "organismo di diritto pubblico" anche se di denominazione privata, ancor di più oggi essendo socio unico della Fondazione il Comune di Parma), le dichiarazioni vengano verbalizzate, e possibilmente averne conoscenza.
Ho aspettato a pubblicare questa lettera che tu Federico, hai ricevuto lo scorso giovedì 21/02/2013, poiché il tuo ufficio stampa Marcello Frigeri, mi ha chiesto cortesemente tempo per la risposta e di aspettare dopo le elezioni essendo tu, Federico, impegnato a Roma. Non ho avuto problemi ad accordare il tempo necessario, aspettare, ma ora dopo i festeggiamenti, vengono i cittadini con le loro richieste.E tu, ovviamente, non rispondi.

Comunque sia, in assenza ancora di qualsiasi risposta, questa lettera viene ora pubblicata e divulgata non solo al mondo musicale per rinverdire cosa resta dell'ex scaligero Carlo Fontana, in provincia ridotto a un lacché di Molossi, ma anche ai Consiglieri comunali che sapranno valutarne la eventuale possibilità di discussione in Consiglio Comunale.
Non è pensabile che il cuore culturale della città sia gestito da uno che ha venduto la sua dignità a Molossi. A Parma Fontana è finito, ha perso di credibilità e forza, e non ha ancora iniziato. Ora è indegno del Regio.
Le motivazioni e la genesi di quella vergognosa lettera firmata da Carlo Fontana in qualità di Amministratore Esecutivo del Regio di Parma, devono essere di dominio pubblico. La città deve conoscerle! E tu Pizzarotti devi adoperarti perchè ciò avvenga.

Penso che questa mia richiesta esprima tutto il pensiero e la volontà dei Parlamentari Movimento 5Stelle dell'Emilia Romagna che scrivono a seguito del successo elettorale: “il nostro invito ad esserci sempre, a sostenerci, guidarci, controllarci e credere con noi che un profondo cambiamento culturale, graduale ma inarrestabile, è possibile”. Pizzarotti, vediamo di adeguarci a questo spirito?
O è solo una post propaganda elettorale? Da parte mia vi è semplicemente una richiesta di trasparenza:“della politica in piazza” , come dice Grillo.
Pizzarotti visto che ci siamo, la tua hostess (venus area) di Torino a Parma assurta a Assessore alla cultura, ancora si deve capire che cosa stia facendo chiusa nel suo ufficio, forse privilegia i consigli di amministrazione di Reggio Parma Festival e della Fondazione Regio (che è già una anomalia, o fai l'assessore o il consigliere di amministrazione), qui di attività di assessori alla cultura non vi è traccia, ma una cosa abbiamo saputo: ha incaricato la moglie dell'ex Sindaco Elvio Ubaldi, Cristina Trombella, al coordinamento dei musei, mostre e Beni culturali. E voilà!! Volete l'inciucio grillino? A Parma si è già fatto! Noi veniamo sempre prima!
Questo sarebbe il cambiamento? La politica in piazza? Non è che la gente vi segue, è che è disperata!! E tu, Pizzarotti, chiarezza e trasparenza non la fai, non ne hai la cultura per farla, come d'altra parte mi hai dimostrato in questa circostanza.

Grazie, cordiali saluti
Luigi Boschi

(Parma, 21/02/2013)

Pizzarotti e la Trombella

(da parma.repubblica.it) Federico Pizzarotti: Sulla nomina di Cristina Trombella, moglie dell’ex sindaco Elvio Ubaldi, al coordinamento di musei, mostre e beni culturali: “Le nomine delle posizioni organizzative le fanno i dirigenti comunali – precisa – è stato indetto un concorso interno pubblico, una selezione a cui tutti gli interessati potevano assistere. Chi aveva i requisiti ha partecipato e tra questi è stata selezionata la signora Trombella, che è anche la moglie di Ubaldi. E questo dovrebbe proprio chiarire che noi non facciamo alcuna interferenza politica nelle nomine dei dirigenti”.

Pizzarotti come Ubaldi!

(Da L'Unità del 15/03/2005) Ubaldi assume sua moglie come dirigente Parma, il sindaco le affida la responsabilità della Casa della musica. E chi obietta è «spregevole». L'iniziativa della minoranza ha mandato su tutte le furie il sindaco Ubaldi: «Si tratta di una interpellanza volta a produrre un vulnus pubblico sul piano personale. Non è un'interpellanza indifferente, non fa riferimento a questioni amministrative ma ha voluto essere un insulto. Le motivazioni delle mie scelte possono essere criticabili. posso essere arrogante, a volte anche arretrato, posso avere tutti i difetti politici del mondo. Ma credo che una cosa sola non mi si possa rimproverare: il fatto di aver preso decisioni per un interesse mio o di un mio congiunto. Perchè io stesso l'avrei ritenuto spregevole». Il sindaco ne ha avute anche per la Cgil che «non solo in questa vicenda», ma più in generale «non merita particolare rispetto per il modo in cui affronta certe situazioni». «Ubaldi non è nuovo a queste uscite - ribattono unanimi dal centrosinistra - quello che lascia ogni volta sconcertati è che lui sia il primo cittadino e, pur avendo molte ragioni per sentirsi preso in causa dal punto di vista familiare, non può ogni volta offendere la minoranza o chi non la pensa come lui». E i colpi di testa e di mano del sindaco non sono nuovi. Dal rimpastino di giunta di giugno - dopo le elezioni provinciali perse perse clamorosamente, fino alle minacce di dimissioni a dicembre, poi rientrate nel giro di 24 ore, quando i suoi alleati forzisti stavano facendo troppo di testa loro. Come non sono nuovi gli insulti volati nei confronti dell'opposizione. Resta senza risposta la domanda di fondo del centrosinistra: quali sono i motivi «che hanno portato a questa nomina e perché è stata esclusa ogni possibile soluzione interna».

Fonte link: http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/155000/151206.xml?key=Francesco+Saponara&first=21&orderby=0&f=fir

la Trombella

la notizia più ghiotta, a parte il rosolato Fontana, è quella della signora Trombella delegata ai Musei e ai Beni culturali. Stupendo, veramente stupendo! Sembra quasi inventata se non sapessi della sua attendibilità. Vittorio Emiliani