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La battaglia dell'Italia per la moratoria

(ansa.it) ROMA - La battaglia dell'Italia per la moratoria universale della pena di morte dura da 13 anni: un lungo percorso che viene ricostruito nel rapporto 2007 sulla pena capitale redatto da 'Nessuno tocchi Caino'. Una battaglia difficile, che è stata già persa una volta (nel 1994), quando la risoluzione presentata dall'Italia venne battuta per soli otto voti all'Assemblea generale, ed è stata lasciata a metà nel 1999, quando un'altra risoluzione dell'Unione europea fu ritirata all'ultimo momento. Memore delle passate esperienze, oggi l'esecutivo guidato da Romano Prodi è andato avanti con cautela, partendo dal mandato unanime con il quale la Camera, il 27 luglio 2006, ha impegnato il governo a presentare la risoluzione all'Assemblea generale.
Ecco le principali fasi.

2006 - 27 luglio, la Camera approva all'unanimità una mozione che impegna il governo italiano a "presentare alla prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite (quella del 2006, ndr), in consultazione con i partner dell'Unione europea, una proposta di risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali...".

2006 - 19 ottobre, la Commissione Esteri della Camera approva all'unanimità una risoluzione che chiede di "dare tempestiva e piena attuazione alla mozione della Camera del 27 luglio...operando in modo tale da assicurare alla risoluzione la co-sponsorizzazione e il sostegno di Paesi rappresentativi di tutti i continenti".

2007 - 22 marzo, il governo affida ad Aldo Ajello, già inviato dell'Ue per la crisi dei Grandi laghi, una missione in Africa con l'obiettivo di raccogliere adesioni all'iniziativa per la moratoria.

2007 - 8 aprile, migliaia di persone partecipano a Roma alla Marcia di Pasqua per la moratoria delle esecuzioni organizzata, tra gli altri, da Nessuno Tocchi Caino e dal Partito Radicale transnazionale. Alla marcia aderiscono il presidente del Consiglio Prodi e 16 ministri del governo.

2007 - 14 maggio, dopo un lungo lavoro diplomatico, alla riunione del ministri degli Esteri Ue, a Bruxelles, l'Italia incassa un mandato unanime per preparare con la presidenza tedesca la risoluzione sulla moratoria.

2007 - 18 giugno, la riunione dei ministri degli Esteri Ue a Lussemburgo si conclude con una "decisione formale" che impegna l'Europa a presentare la risoluzione in settembre. Massimo D'Alema la definisce un "grande successo" dell'Italia.

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