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La vita sta cambiando pelle

COMUNE ON LINE

L'ingessatura degli apparati burocratici necessita un ridisegno globale che non passa solo dall'informatizzazione dei dati, ma da uno sviluppo organico e dinamico dei flussi informativi. Necessità interne e richieste esterne richiedono un indirizzo verso una pubblica amministrazione trasparente e efficiente. Le reti civiche, che erogano servizi info-telematici alle persone e alle organizzazioni, sono e costituiscono l'occasione storica per la ristrutturazione degli Enti locali, contribuendo a garantire i diritti di informazione e di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

Troppo spesso però i community network scontano il limite di essere basati su logiche autoreferenziali e obsolete, tipiche delle organizzazioni operanti off line. Comuni e province si limitano così a mettere a disposizione dei cittadini, delle semplici pagine informative sui servizi erogati, garantendo al massimo la possibilità di ricevere a casa certificazioni varie o di accedere a qualche archivio pubblico. La creazione di una rete telematica interna e esterna offrirebbe invece la possibilità di collegare il lavoro di tutti gli uffici e servizi; una redazione che elabora e mette on line il giornale telematico "COMUNE". Ogni assessorato potrebbe quindi organizzare un proprio gruppo redazionale (in continuo interscambio con gli altri), in grado di interagire con i cittadini e di sviluppare nuove aree di intervento strategico. In tal modo si garantirebbe la massima trasparenza della pubblica amministrazione, costituendo un'organizzazione che potrebbe avvalersi di legami sinergici fra tutti i suoi settori ed offrire un output a cui anche i cittadini potrebbero partecipare.

Tramite forum o gruppi di discussione si costituirebbero i presupposti per dar vita a diffusi dibattiti, fra gli utenti esterni, sulle attività della città, costruendo così un feed back, uno spazio pubblico interattivo sui temi di interesse con relativa documentazione storica on line. Queste potrebbero essere le logiche operative:

- il gruppo politico con capacità di indirizzo strategico e di sviluppo;

- il gruppo multisettoriale di ricerca, progettazione e formazione, in grado di elaborare e tradurre i contenuti politici in progetti operativi;

- la redazione organizzata per argomenti di attività per la gestione dell'output e del feed back;

- un sistema intelligente on line di interrogazione, risposta e gestione documentale automatizzata. Il "COMUNE" diviene quindi digitale, da diffondere su pagine web, a disposizione della gente che negli appositi forum o news group potrebbe dibattere in internet, restituendo preziosi apporti o critiche. Si attuerebbero quindi i presupposti di una democrazia partecipata e di trasparenza nei processi decisionali. Tale progetto, se abbinato alla realizzazione della città virtuale, e sviluppato nei suoi aspetti operativi, potrebbe essere presentato all'AIPA (authority sull'informatizzazione della pubblica amministrazione) per verificare in quella sede, la possibilità di finanziamento per questa nuova concezione di comune digitale. Su tale progetto ritengo potrebbe essere coinvolta l'Università, Facoltà di Ingegneria, Fisica, Legge, Economia, Filosofia e ovviamente i centri di ricerca americani come il MIT o esperti del settore, invitare un nome di indiscutibile sapere nell'ambito internazionale a cui affidare il disegno strategico, come Negroponte, designer virtuali ecc.

Parma diverrebbe così un centro mondiale di interesse con ricaduta di notorietà e di immagine anche sull'economia locale, con una partecipazione attiva e contributi di idee, con un dialogo nuovo nella città. Un progetto, una volta sviluppato e verificato, da poter esportare in altre realtà. L'apertura al digitale, senza preclusioni è il "nuovo" che può rigenerare il territorio, liberandolo dal solo materiale e avviare così, nella città, nuove direzioni di pensiero, troppo spesso limitate alla conservazione della parodia o del succedaneo della cultura contadina. E' un contributo di idee che ho ritenuto di proporre in quanto ritengo la spinta al digitale, la forma di pensiero che avanza e con la quale ogni territorio dovrà fare i conti prima o poi. Capisco anche la difficoltà nel dar vita a questo "nuovo corso", ma diviene imperativo avviare per lo meno l'apertura di un confronto progettuale nella città. Solo le grandi innovazioni tecnologiche di comunicazione possono valorizzare e mantenere le culture della tradizione, plus su cui il nostro territorio pone le basi della quotidianità. Cordialmente (Parma, 18 giugno 1998)

Luigi Boschi