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La vita sta cambiando pelle

WELFARE, ALTOLA' DI CONFINDUSTRIA

Andrea Linares

(ansa.it) ROMA - L'accordo non era questo. Il Governo aveva messo sul tavolo un provvedimento di cui, aveva detto, si sarebbe dovuto prendere il bello e il brutto. Ma ora, leggendo nero su bianco il testo del ddl, le carte sono state cambiate. E, sui contratti a termine, e' come ''tornare indietro di 40 anni''. Scatta per questo la reazione di Confindustria alle modifiche all'accordo sul Welfare uscite oggi dal Consiglio dei ministri, perche' quelle apportate dal Governo non sono ''lievi modifiche'', ma ''scelte precise'', che contravvengono alle intese raggiunte e che impongono ''la riapertura di una discussione''. E' un vero e proprio altola' quello di Confindustria in particolare sul capitolo contratti a termine.

In viale dell'Astronomia non se lo aspettavano. E la risposta e' stata immediata. ''Il testo del disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri - afferma in modo perentorio l'associazione degli industriali - riproduce sostanzialmente i contenuti del Protocollo firmato il 23 luglio, ad eccezione della parte relativa alla disciplina dei contratti a termine. Sono state introdotte non 'lievi modifiche' ma, per certi versi, si e' proceduto ad una vera e propria riscrittura della disciplina complessiva del contratto a termine''. Una ''riscrittura'' che - sempre secondo Confindustria - ''non interviene solo sulla legge del 2001 ma peggiora anche le norme del 1962''. In sostanza - viene spiegato - ''la limitazione dei contratti a termine a 36 mesi, piu' una 'proroga assistita', viene adesso disciplinata con un meccanismo cosi' rigido che in settori come quello dell' industria alimentare e dell'industria del turismo, caratterizzati da un elevato numero di lavoratori stagionali, creera' situazioni di grande incertezza''. E - garantiscono nel palazzo di vetro dell'Eur - non manchera' di avere ripercussioni in termini occupazionali: con un meccanismo cosi' rigido difficilmente potranno permettersi lo stesso numero di assunzioni. Nel provvedimento inoltre ''vengono poi previsti, senza che vi sia stata alcuna intesa in tal senso, nuovi limiti al ricorso ai contratti a termine stipulati per 'punte di attivita', per opere o servizi straordinari o occasionali e a tutte le ipotesi di assunzione con contratto a termine di giovani dopo un periodo di stage o di lavoratori ultracinquantenni''. Casi in cui ''il disegno di legge prevede ora che siano stabiliti limiti percentuali massimi di utilizzazione''. Per tutte queste ragioni ''non si puo' quindi parlare di piccole modifiche di chiarimento rispetto a quanto concordato il 23 luglio, bensi' di scelte precise che il Governo ha fatto in aggiunta alle intese con le parti sociali''.

A questo punto - concludono gli industriali - ''occorre riaprire la discussione nel rispetto dello spirito del Protocollo: contrastare il rischio di abusi nell'utilizzo dei contratti a termine, su cui Confindustria e' pienamente d'accordo, senza irrigidire il mercato del lavoro''.

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