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La vita sta cambiando pelle

USA 2008: HILLARY, BUON COMPLEANNO MRS. PRESIDENT

Alessandra Baldini

(ansa.it) NEW YORK - Volontari dell'associazione dei pensionati, attivisti dell'organizzazione di Lyndon LaRouche, giornalisti e paparazzi nutriti con sandwich e patatine fritte e annaffiati con una selezione di birre importate: fuori dal Beacon Theater, New York si è accalcata ieri in attesa di Hillary Clinton che ha festeggiato sotto le luci della ribalta il giro di boa dei sessant'anni. Sessanta e un'età 'pesante' per una signora: Hillary l'ha affrontata in tailleur pantaloni nero, camicetta rossa e scarpette col tacco a spillo, la mamma Dorothy quasi novantenne seduta in prima fila.

La festa al Beacon Theater, con il numero magico degli anni strombazzato ai quattro venti, è stato anche un 'gancio' per catturare una fascia di elettorato femminile (le 'over sixty') che si sono dimostrate finora particolarmente ostiche per la candidata. Il Beacon, su Broadway nell'Upper West Side, è un teatro storico di New York: sotto le volte neo-babilonesi quasi tremila ospiti paganti (età media tra i 35 e i 40 che avevano sborsato tra i 100 e i 2.300 dollari a testa) hanno portato 1,5 milioni di dollari nei forzieri elettorali da Paperon dé Paperoni della festeggiata. Prevedibile la serenata musicale di Elvis Costello e Jakob Dylan e i Wallflowers che hanno guidato la platea nel remake di un celebre 'Buon Compleanno' di Marilyn Monroe a J.F. Kennedy: "Happy Birthday, Mrs. President'. Sul palcoscenico tre gigantografie della candidata: bambina di buona famiglia a Chicago agli albori del baby-boom, studentessa a Boston e prima della classe nel'68, prima donna della politica che si divide tra New York e Washington e che tra un anno potrebbe far storia conquistando la Casa Bianca.

Il compleanno di Hillary è oggi, ma ieri la festa è stata pubblica e politica: "La conosco per più della metà della sua vita", ha detto Bill, il marito, "Ne aveva 23 quando mi ha conosciuta e poveraccia, avrebbe dovuto sapere di non rivolgermi la parola". I Clinton, nel bene o nel male, sono sposati da 32 anni: "Farei campagna per lei se anche non fosse mia moglie", ha detto l'ex presidente. Elvis Costello la sera prima aveva cantato assieme a Bob Dylan, il papà di Jakob. "Vedere Elvis e Jakob qui assieme mi sembra una metafora del perché Hillary, ancora bellissima nel suo sessantesimo anno, ha lanciato una campagna non per i vecchi rockettari ma per i giovani. Non tanto per oggi, quanto per domani". Jakob e i Wallflowers erano il gruppo preferito della figlia Chelsea quando i Clinton erano alla Casa Bianca: "Jakob ha un padre famoso ma si è costruito da se", ha detto la front-runner democratica con una strizzata d'occhio auto-refenziata alla moglie di un famoso presidente. Billy Crystal, il presentatore, ha tirato una stoccata contro il front runner repubblicano Rudy Giuliani che ha di recente 'tradito' la squadra del cuore, gli Yankees di baseball di New York per i nemici storici, i Red Sox di Boston: "La sua idea peggiore...dopo quella del 'riporto'". Gli ha fatto eco Hillary, che tifa per New York da quando è diventata senatrice sette anni fa: "Resto una fan degli Yankees. Io non cambio per farmi altri amici". I Clinton erano entrati nel teatro alle note di 'I'm Freé degli Who.

Scroscianti gli applausi degli astanti. Le ha già fatto il regalo? ha chiesto un reporter a Bill: "Si, ma è un segreto", ha detto l'ex presidente che ha poi portato moglie e un centinaio di grandi elettori alla Russian Tea Room per una cena privata che ha continuato a far girare all'impazzata il tassametro del fundraising.