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KOSOVO: RADUNO A PRISTINA, INDIPENDENZA PRIMA DI MAGGIO

(ansa.it) PRISTINA - Il Kosovo ha intenzione di proclamare l'indipendenza dalla Serbia ''ben prima di maggio''. Lo ha affermato il portavoce della rappresentanza unitaria della leadership albanese-kosovara, in una dichiarazione rilasciata nel giorno in cui inizia il dibattito al Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul rapporto della troika Usa-Russia-Ue: rapporto che secondo Pristina sancisce la fine del neogziato. Nella dichiarazione il portavoce ha rimarcato comunque che la proclamazione sara' fatta d'intesa con i Paesi occidentali - in larga parte disposti a sostenere la secessione -, aggiungendo che contatti in questo senso sono stati gia' avviati. Di fatto si tratta di una conferma rispetto a quanto affemato in un'ultima intervista dal primo ministro in pectore del Kosovo, Hashim Thaci, il quale ha ribadito la volonta' di formalizzare a passo spedito il divorzio definitivo unilaterale - a dispetto dell'opposizione di Belgrado -, ma ha anche indicato marzo quale scadenza possibile, escludendo dunque il temuto sbocco di iniziative a tamburo battente sull'onda della odierna riunione dell'Onu. A tenere alto il vessillo delle rivendicazioni indipendentiste della provincia a maggioranza albanese e' stata intanto convocata oggi stesso una manfestazione di studenti, scesi in piazza a Pristina in queste ore in un tripudio di bandiere e slogan patriottici.

D'ALEMA A KOSOVARI: NON AVERE FRETTA, SOLUZIONI CONCORDATE CON UE

BRUXELLES - Non avere fretta e concordare con la Ue ''qualsiasi passo'': e' questo l'approccio che l'Italia suggerisce alle autorita' del
Kosovo. ''Il problema e' governare il processo'', ha detto D'Alema, precisando che ''qualsiasi passo deve essere concordato con la Ue: il quando e il come''.

''Per noi e' essenziale che qualsiasi dichiarazione avvenga sulla base del piano Ahtisaari, che prevede un'indipendenza del Kosovo sotto tutela internazionale'', ha detto D'Alema. ''Di questo siamo disposti a parlare, non di altro''. Ad una domanda, se sarebbe meglio attendere le elezioni serbe prima di una eventuale dichiarazione di indipendeza del Kosovo, D'Alema ha risposto: ''Non mi metterei a fare una scansione di questo genere. Ho letto oggi sul Financial Times dichiarazioni di uno dei principali consiglieri di Thaci dove si dice 'noi non abbiamo fretta, intendiamo concordare con i nostri interlocutori, i paesi occidentali, gli europei, gli Usa'. Mi sembra un ottimo approccio: non avere fretta e concordare''. Ovviamente, ''cio' comporta la nostra disponibilita' a discutere con loro le modalita' e i tempi di quello che essi ritengono di dover fare'', ha aggiunto D'Alema secondo cui il processo verso un nuovo statuto del Kosovo deve ''essere governato'':

''Il problema e' governare il processo'', ha sottolineato D'Alema, lasciando la riunione in anticipo per potersi recare in missione a Washington dove accompagna il presidente della repubblica Giorgio Napolitano. ''Tutti insistono su un processo governato, proprio per evitare i rischi di destabilizzazione della regione'', ha riferito D'Alema.

Il ministro degli esteri italiano ha infine confermo che l'Italia spingera' in sede europea perche' la Ue firmi al piu' presto l'accordo di associazione stabilizzazione (Asa) con la Serbia, riconoscendo nel contempo lo status di Paese Candidato.. D'Alema ha precisato che l'Italia non vuole imporre ''condizioni speciali'', e che prende atto che ci sono passi in avanti nella collaborazione tra la Serbia e il Tpi.

MONITO LAVROV A OCCIDENTE, RISCHIO REAZIONE A CATENA

MOSCA - Mosca lancia un monito all'Occidente contro il riconoscimento unilaterale dell'indipendenza del Kosovo, che secondo il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ''sarebbe una flagrante violazione delle leggi internazionali e causerebbe una reazione a catena nei Balcani''. Lo riferisce l'agenzia Interfax, citando le dichiarazioni di Lavrov dopo un incontro con il presidente cipriota Tasso Papadopoulos a Nicosia.

SERBIA: NO SCAMBIO CON UE, APERTA SEDE IN ENCLAVE

BELGRADO- La Serbia non intende ''fare mercato'' sul principio della propria sovranita' sulla provincia secessionista a maggioranza albanese del
Kosovo, neppure in cambio dell'ingresso nell'Unione Europea. Lo ha detto oggi all'agenzia Tanjug il vicepremier liberale Bozidar Djelic, fedelissimo del presidente Boris Tadic e tra le voci piu' filo-occidentali in seno all'attuale governo di Belgrado. ''Non c'e' alcuna possibilita' di scambiare il Kosovo con l'Europa'', ha tagliato corto Djelic. ''Nessuno lo ha offerto e comunque la Serbia non l'accetterebbe'', ha sottolineato. Nelle stesse ore, parole ancora piu' dure sono venute dal ministro serbo per il Kosovo, Slobodan Samardzic, vicino al premier conservatore Vojislav Kostunica. ''Quale che sia lo sbocco dei negoziati, il Kosovo restera' per sempre parte della Serbia'', ha detto Samardzic, visitando l'enclave di Kosovska Mitrovica, il piu' grande degli inesdiamenti residui della minoranza etnica serba all'interno della provincia contesa. Il ministro, il quale ha inaugurato nell'occasione una rapresentanza permanente di Belgrado nell'enclave - quasi a prefigurarne la contro secessione, e il mantenimento dei legami con la madrepatria, in caso di divorzio unilaterale del resto del Kosovo - ha quindi avvertito che ''in tutti i luoghi abitati da serbi in
Kosovo, e dove ci siano chiese e monasteri ortodossi, lo Stato serbo restera' presente per sempre''.

 

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