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La vita sta cambiando pelle

I BRUTTI RICORDI? POSSIBILE CANCELLARLI

Fabio Florindi

(Libero) I brutti ricordi si formano nella corteccia del cervello. Sono delle cellule nervose, finora note per controllare il movimento, le archiviste dei ricordi spiacevoli. La scoperta, pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti, è stata fatta dall'iquipe dell'Istituto nazionale di Neuroscienze di Torino, diretto dal neurofisiologo Piergiorgio Strata. Bibiana Scelfo, Benedetto Sacchetti e Strata hanno scoperto che un particolare tipo di cellule della corteccia del cervelletto (chiamate cellule di Purkinje) stabilisce connessioni, le sinapsi, in modo che solo gli stimoli legati tra loro, per esempio un suono associato a una lieve scossa elettrica, diventino parte di uno stesso, spiacevole, ricordo. E che non si tratti di fantascienza, lo dimostrano le sperimentazioni condotte negli ultimi anni in laboratorio. Si era sempre pensato che il cervelletto - dichiara Strata - presiedesse esclusivamente all'area motoria e, dunque, al controllo dei movimenti. E' stato invece dimostrato che pazienti con lesioni al cervelletto presentano disturbi non di natura motoria bensì legati alla sfera emozionale-cognitiva.

Il cervelletto, dunque, è legato anche all'area delle emozioni;. I ricercatori si sono anche chiesti se un condizionamento di paura possa lasciare una traccia visibile nel cervelletto e hanno trovato la risposta in laboratorio: i topi sono stati sottoposti ad uno stimolo acustico seguito, subito dopo, da una scossa sul pavimento della gabbia. Dopo alcuni tentativi, gli animali, sentendo il solo suono, mostravano i segni della paura, che manifestavano con uno stato prolungato di mobilità. Ma questo tipo di condizionamento ha lasciato una traccia nel cervelletto del topo? +Sì - risponde Strata - ed infatti abbiamo verificato, nei topi spaventati, una modificazione di un particolare tipo di sinapsi del cervelletto; abbiamo cioè dimostrato che a tale condiziona mento corrisponde una modificazione di natura chimica della sinapsi;. Ma se la paura rimane memorizzata in questa particolare struttura cerebrale, mettendo fuori gioco la sinapsi incriminata, anche il ricordo della paura potrebbe essere cancellato? +H un'operazione che diventerà possibile - dice Strata - grazie all'ingegneria genetica;. I ricercatori hanno infatti eseguito l'esperimento sui topi, mettendo fuori uso il gene che codifica la proteina legata a quella che si potrebbe definire la sinapsi della paura. Il risultato è stato che il topo "geneticamente modificato", sottoposto ad un condizionamento di paura, non riesce a memorizzarne il ricordo. Un primo passo rivoluzionario per arrivare, in un prossimo futuro, a cancellare i brutti ricordi e la paura anche nell'uomo

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